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Borse 18 luglio pomeriggio: rimbalzino di tutti i listini dopo il lunedì nero del lusso

L’accelerazione dei bancari a Wall Street ha permesso ai listini europei di recuperare terreno dopo una giornata all’insegna della debolezza – Ancora in difficoltà i titoli del lusso – Piazza Affari all’inseguimento dei 29 mila punti

Borse 18 luglio pomeriggio: rimbalzino di tutti i listini dopo il lunedì nero del lusso

I conti delle grandi banche Usa danno una mano al Toro, che oggi si è risvegliato nel pomeriggio in Europa, pur senza offrire spettacoli pirotecnici. Meglio dell’azionario è l’obbligazionario su entrambe le sponde dell’Atlantico, spinto da attese di banche centrali più caute dopo i prossimi rialzi dei tassi a fine luglio.

Piazza Affari all’inseguimento dei 29 mila punti

Piazza Affari chiude con un progresso dello 0,34% e si ferma a 28.706 punti base, mettendo nel mirino i 29mila punti. Tra le blue chip migliori del giorno c’è anche oggi Leonardo (+2,16%), mentre tra i titoli finanziari si mette in evidenza Banca Mediolanum (+2,18%). Nella salute il titolo più gettonato è Diasorin (+2%), tra i petroliferi Saipem (+1,92%). Nell’industria Interpump (+1,56%) rialza la testa dopo alcune sedute negative. Tra le banche sono in luce Mediobanca (+1,32%) e Intesa (+1,27%). A restare prostrato è soprattutto il lusso, dopo i deludenti dati macroeconomici cinesi di ieri. Chiudono in rosso Moncler (-1,41%) e Ferrari (-1,04%).

Europa al traino di Zurigo

Nel resto del continente svetta Zurigo, +1,14%, che centra un rimbalzo dopo i ribassi della vigilia a causa delle perdite di Richemont (+2,83% oggi). La miglior blue chip elvetica del giorno è Novartis, +4,75%, che ha alzato le previsioni per l’intero anno e ha pianificato lo spin-off della divisione di farmaci generici Sandoz per l’inizio del quarto trimestre. 

Clima sereno a Londra +0,68%, Parigi +0,38%, Francoforte +0,35%, Amsterdam +0,13% e Madrid +0,16%.

Wall Street positiva con Bofa e Morgan Stanley

I conti di Bofa e Morgan Stanley hanno superato le attese e stanno spingendo gli acquisti sui titoli delle grandi banche, offrendo un’ottima spinta a Dow Jones (+1,02%) e S&P 500 (+0,4%), mentre il Nasdaq si muove con prudenza (+0,11%).

Bank of America, grazie ai rialzi d’interesse della Fed, ha stupito con un utile netto del secondo trimestre in crescita del 19% in virtù di maggiori interessi sui prestiti, mentre Morgan Stanley ha registrato utili in calo del 18%, a causa degli scarsi volumi di transazioni a Wall Street che hanno ostacolato i ricavi dell’investment banking. Il mercato però era più pessimista e quindi il titolo sale del 6,6%. In spolvero anche BofA con un rialzo del 4,3%. La stagione delle trimestrali prosegue a New York, dove si mette in luce anche Lockheed Martin (piatto però il titolo) che ha alzato l’outlook per l’intero anno. Il colosso della difesa Usa nel trimestre ha registrato un profitto netto di 1,68 miliardi di dollari, contro i 309 milioni di un anno prima, con vendite in rialzo dell’8% a 16,7 miliardi di dollari, grazie soprattutto agli ordini ricevuti a causa della guerra in Ucraina.

Salgono infine anche oggi i prezzi dei titoli del Tesoro per il secondo giorno consecutivo, con gli analisti che vedono all’orizzonte la fine della stretta monetaria delle Banche centrali.

Per quanto riguarda l’inflazione è arrivato un nuovo segnale incoraggiante dal Canada, dove i prezzi al consumo annuali sono scesi al 2,8%, tornando nella forchetta considerata ideale dalla Banca centrale.

Cala lo spread; il falco Knot (Olanda) porta un ramoscello d’ulivo

L’orizzonte di banche centrali più caute favorisce la carta italiana, che archivia oggi una giornata positiva con lo spread tra Btp 10 anni e omologo tedesco che scende a 166 punti base (-3,47%) e rendimenti che si contraggono rispettivamente a +4% e +2,34%.

Merito, in parte, del ramoscello d’ulivo portato al dibattito sui tassi da un falco della Bce come il governatore della banca centrale olandese Klaas Knot, che in un’intervista a Bloomberg ha detto che un incremento” a luglio è una necessità”, ma “qualsiasi cosa oltre luglio sarebbe al massimo una possibilità, ma in nessun modo una certezza”. Secondo Knot, infatti, la banca centrale europea dovrà valutare con molta attenzione i segnali di raffreddamento dell’inflazione, “per evitare il rischio di fare troppo”.

Una posizione, questa, da sempre sposata dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che, ancora a Bloomberg, ha detto oggi che l’inflazione nel blocco potrebbe scendere più rapidamente di quanto previsto dall’istituto il mese scorso. “Abbiamo visto una sostanziale riduzione dei prezzi dell’energia e dobbiamo aspettarci che questo si manifesti anche nell’inflazione sottostante nei prossimi mesi, sicuramente entro la fine dell’anno”. La sua “impressione” è che si possa accelerare il percorso che – secondo le stime ufficiali Bce – porterà l’inflazione al 2% solo entro la fine del 2025.

Il dollaro recupera con le vendite al dettaglio

Sul mercato dei cambi l’indice del dollaro sta rialzando la testa in questi minuti, dopo essere sceso ai minimi da 15 mesi, toccati con i dati sull’inflazione della scorsa settimana, sotto le previsioni.

A creare qualche dubbio, in vista della riunione della banca centrale di fine luglio, sono state oggi le vendite al dettaglio statunitensi, poiché l’indice generale è aumentato meno del previsto a giugno, (+0,2%), ma la componente ‘core’- che esclude le vendite di automobili, benzina, materiali da costruzione e servizi alimentari – è apparsa più forte con un +0,6%.

L’euro perde circa lo 0,1% contro il biglietto verde e tratta ora a 1,122 dopo aver toccato i massimi da febbraio 2022 a 1,1276.

Viaggiano ben intonate le materie prime, dopo le perdite di ieri, con il Brent che sale dell’1,27% e tratta intorno a 79,5 dollari al barile.

Si apprezza anche l’oro spot, di un punto e mezzo percentuale a 1983,60 dollari l’oncia.

Il caldo afoso che soffoca una parte dell’Europa e l’ampio uso di energia per i condizionatori, aiutano forse il rimbalzo del gas, che si apprezza dell’8,66% a 27,275 euro al Mwh.

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