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Borsa, scatto di Carige su trattative con Unipol: +5,1%

Il titolo della banca genovese è trainato dalle voci sugli accordi per l’aumento di capitale. Presentata la trimestrale al 30 settemnre: perdite in calo ma il margine di intermediazione scende del 39%

Borsa, scatto di Carige su trattative con Unipol: +5,1%

Scatto di Carige in apertura di seduta: le azioni salgono del 5,21% a 0,2197 euro alle 10,20 di mercoledì, all’indomani della trimestrale e della vendita della sede di Milano ma è il possibile interesse di Unipol all’aumento della banca ligure a far decollare il titolo.

Secondo Il Sole 24 Ore, venerdì scorso c’ès tato un incontro tra i rispettivi amministratori delegati, Paolo Fiorentino e Carlo Cimbri, per discutere le modalita’ di un eventuale investimento di Bologna nell’ambito della ricapitalizzazione. Il primo socio di Carige, Malacalza Investimenti, starebbe inoltre valutando di aumentare il proprio peso in occasione della ricapitalizzazione salendo oltre l’attuale 17,6%.

Banca Carige ha pubblicato martedì i conti del terzo trimestre. Le perdite sono scese 210,4 milioni nei primi nove mesi dell’esercizio in corso rispetto ai 223 milioni di passivo dello stesso periodo del 2016. Sul risultato pesano 84 milioni di oneri relativi al deconsolidamento della prima tranche di crediti in sofferenza, 47 milioni di oneri di sistema e imposte differite oltre ad accantonamenti per rischi e oneri da complessivi 22,7 milioni.

Nel solo terzo trimestre il risultato netto è stato negativo per 55,5 milioni (-39,6 milioni un anno fa).

Per quanto riguarda i crediti problematici, Carige segnala che il portafoglio delle non performing exposures scende di circa 1 miliardo grazie all’operazione di cartolarizzazione su 938 milioni di sofferenze avvenuta in estate e pertando si attesta a 6,3 miliardi con un livello di copertura medio pari al 47% includendo le rettifiche. Le sofferenze, sempre al netto delle cessioni, sono al di sotto dei 3 miliardi lordi (1 miliardo netto) con una copertura che sale al 67,5% dal 64,7% di fine 2016. Stabili le inadempienze probabili a 3,2 miliardi lordi(2,3 netti) con una copertura al 28,5%

Quanto al conto economico, e in particolare ai ricavi, nei nove mesi il margine di interesse scende del 9,3% a 180,9 milioni, le commissioni nette dell’1,1% a 181,2 milioni e i ricavi da finanza del 67,6% a 19,9 milioni: nel complesso il margine di intermediazione cade del 39% a 207,5 milioni. Gli oneri di gestione (personale, spese amministrative e rettifiche) sono sostanzialmente stabili a 383,9 milioni. Il risultato dell’operativita’ corrente migliora a -281,9 milioni da -309,3.

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