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Borsa oggi 30 settembre: petrolio in rialzo e inflazione oltre le attese gelano l’Europa. Milano torna sotto i 52mila punti, continua rally di Technoprobe

Le Borse europee rallentano a metà seduta dopo un avvio positivo: il nuovo rialzo del petrolio e i dati sull’inflazione, più alti delle attese in Italia, Francia e Spagna, riaccendono i timori sui prezzi e sulle prossime mosse delle banche centrali. Resta sotto osservazione il mercato obbligazionario

Borsa oggi 30 settembre: petrolio in rialzo e inflazione oltre le attese gelano l’Europa. Milano torna sotto i 52mila punti, continua rally di Technoprobe

Le Borse europee rallentano a metà seduta e procedono in ordine sparso, dopo un avvio più brillante. A pesare sul sentiment sono soprattutto il nuovo rialzo del petrolio e i dati sull’inflazione, che in diversi Paesi dell’Eurozona è tornata a correre oltre le attese. Un quadro che riporta al centro i timori sulle pressioni sui prezzi e, di conseguenza, sul percorso dei tassi delle banche centrali.

A complicare il quadro è anche lo stallo del conflitto in Iran, che mantiene alta l’incertezza sui mercati energetici e sulle prospettive dell’inflazione. La cautela si riflette anche sui bond, con i rendimenti ancora elevati nonostante il parziale rientro delle tensioni.

A Milano il Ftse Mib cede lo 0,42% e torna sotto quota 52mila punti, seguito da Parigi (-0,52%), Francoforte (-0,22%) e Amsterdam (-0,11%). Tengono Madrid (+0,08%) e Londra (+0,03%). I listini europei si apprestano così a chiudere un settembre in rosso, dopo sei mesi consecutivi di rialzi.

Inflazione europea e dati Usa, i prossimi segnali per le banche centrali

L’inflazione è tornata al centro della scena. In Italia il tasso armonizzato è salito al 4,1% a settembre, dal 3,2% di agosto, mentre l’inflazione nazionale ha raggiunto il 4,2%, dal 3,3%. A spingere sono soprattutto i beni energetici, la cui crescita annua è passata dal 17,1% al 22,3%, ma accelerano anche gli alimentari e il carrello della spesa, salito dallo 0,9% all’1,7%.

L’aumento dei prezzi è però più ampio. In Francia l’inflazione armonizzata è salita al 3,4%, dal 2,6% di agosto e oltre il 3,2% atteso, con l’energia in aumento del 21,2% e segnali di accelerazione nei servizi. In Spagna il dato ha raggiunto il 5%, dal 4,6%, mentre l’inflazione core è salita al 3,1%. All’appello manca ora la Germania, con il dato preliminare atteso nel pomeriggio e stimato al 3,2%, dal 2,9%.

Il passaggio chiave sarà quindi la lettura preliminare dell’Eurozona, in calendario venerdì 2 ottobre: il consensus indica un’accelerazione al 3,7%, dal 3,2% di agosto, mentre l’inflazione core è attesa al 2,5%, dal 2,4%. Numeri che riportano l’attenzione sulle prossime mosse della Bce: il mercato attribuisce circa il 27% di probabilità a un rialzo di 25 punti base a ottobre e circa il 90% a un intervento a dicembre. La curva incorpora circa 29 punti base di stretta entro fine anno e oltre 60 punti base entro marzo 2027. A pesare sulle prospettive resta soprattutto il rincaro dell’energia, che potrebbe mantenere l’inflazione elevata anche nei prossimi mesi.

Sul fronte americano, gli investitori attendono il dato Pce, uno degli indicatori sull’inflazione più seguiti dalla Federal Reserve, atteso stabile al 3,7%, e la seconda lettura del Pil del secondo trimestre, per la quale le stime indicano una revisione dal 2,1% all’1,5%. Nel frattempo il rendimento del Treasury decennale è in calo, mentre i future di Wall Street si muovono poco, con quelli sul Nasdaq in leggero ribasso.

I dati saranno importanti per valutare il margine di manovra della Fed, mentre il mercato ha ridimensionato le aspettative di un rialzo dei tassi già a ottobre. Il presidente della Fed di New York, John Williams, ha tuttavia indicato che un ulteriore intervento entro fine anno potrebbe essere appropriato.

Piazza Affari: Technoprobe sotto i riflettori, contrastate le banche

A Milano gli acquisti premiano ancora Technoprobe (+3,65%), che continua a beneficiare del rally della seduta precedente. A sostenere il comparto sono le attese per i conti di Micron Technology, in arrivo questa sera a Wall Street chiusa. I risultati saranno osservati non soltanto per le indicazioni sul business della società, ma anche per capire se la domanda legata all’intelligenza artificiale continua a sostenere la filiera dei semiconduttori e gli investimenti nelle infrastrutture necessarie all’AI. Debole invece Stm (-0,47%).

Sul podio si porta Campari (+2,42%), mentre il comparto del risparmio gestito si mette in evidenza con Fineco (+1,5%) e Banca Mediolanum (+1,4%), entrambe sostenute dalla ripresa della copertura di JPMorgan con giudizio overweight.

Continua inoltre la serie positiva di Avio (+0,4%), dopo il giudizio favorevole di Equita e l’annuncio dell’avvio dei lavori per il primo stabilimento statunitense destinato alla produzione di motori a propellente solido.

Sul fronte opposto, i titoli petroliferi viaggiano in controtendenza rispetto al greggio: Eni perde l’1,4%. Deboli anche Poste (-1,24%) e Tim (-1%). Tra gli istituti di credito prevalgono le vendite, con Banco Bpm (-0,95%), Intesa Sanpaolo (-0,64%), Mps (-0,55%) e Unicredit (-0,51%), mentre Bper sale dello 0,13%.

Fuori dal listino principale, resta pesante Juventus (-7,25%), dopo l’annuncio del quarto aumento di capitale dal 2019, questa volta da 250 milioni di euro.

Gli altri mercati

Il petrolio torna a essere uno dei principali elementi di pressione sui mercati. Il future sul Brent sale dello 0,7% a 103,33 dollari al barile, mentre il Wti guadagna l’1,17% a 90,43 dollari. Il movimento si inserisce in un quadro geopolitico ancora incerto, con lo stallo tra Stati Uniti e Iran che continua a pesare sulle prospettive dell’offerta energetica. Sale anche il gas europeo Ttf (+4,5% a 72,6 euro), mentre tra i metalli preziosi l’oro è fermo a 4.182 dollari l’oncia, dopo aver raggiunto nuovi livelli record nelle ultime settimane.

Sul mercato valutario, invece, il dollaro perde terreno dopo aver toccato alla vigilia il massimo da due mesi. L’euro/dollaro sale a 1,1356, da 1,1333, mentre il dollaro/yen scende a 157,058 e l’euro/yen a 178,35.

Bond, rendimenti ancora elevati e spread sotto quota 100

Sul mercato obbligazionario si registra un parziale rientro dei rendimenti dopo la fiammata della vigilia, ma il quadro resta tutt’altro che disteso. Lo spread tra Btp e Bund decennali scende a 99 punti base, tornando sotto quota 100 dopo aver raggiunto ieri il livello più alto da maggio 2025.

Il rendimento del decennale italiano scende al 4,58%, dal 4,62% della chiusura precedente, mentre il Bund tedesco si porta al 3,59%, dal 3,63%. Il movimento segnala un po’ di respiro sul comparto obbligazionario, ma i livelli restano elevati.

Ancora più delicata la situazione in Francia: l’Oat decennale rende il 4,80%, dal 4,81% della vigilia, rimanendo vicino ai massimi degli ultimi 18 anni.

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