Chiuso il capitolo della Federal Reserve, con i tassi mantenuti al 3,5-3,75%, le borse europee tornano a concentrarsi sulle trimestrali delle grandi aziende. A influenzare il sentiment rimangono però le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che alimentano la corsa ai beni rifugio e mantengono sotto pressione i mercati dei metalli preziosi: l’oro ha sfiorato i 5.600 dollari l’oncia e l’argento ha superato i 120 dollari.
Il crollo di Wall Street trascina però giù, dopo una giornata positiva, tutte le principali piazze europee dove pesa Francoforte penalizzata anche dal tonfo del gigante tedesco del software Sap, dall’euro forte e dallo scandalo che ha travolto Deutsche Bank, nonostante i conti record.
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Oltreoceano gli investitori sono alle prese con le trimestrali delle Big Tech: Meta Platforms corre grazie a ricavi e previsioni superiori alle attese, mentre Microsoft registra perdite per il rallentamento della crescita del cloud e previsioni del margine operativo più deboli del previsto. Tutti gli occhi sono puntati su Apple, che pubblicherà i risultati a mercati chiusi.
Piazza Affari allunga i guadagni, sostenuta dal settore bancario e dai titoli oil. Mps avanza dopo il via libera del Cda al regolamento per presentare una lista propria di candidati per il rinnovo del board, con la partecipazione di tutti gli amministratori in carica, compreso l’ad Luigi Lovaglio. Mediobanca svetta in cima al Fste Mib, seguita da Saipem ed Eni spinte dal rialzo del greggio (Brent oltre 70 dollari e Wti vicino ai 65). Ben comprata anche Prysmian; Campari beneficia della crescita di Rémy Cointreau nel trimestre e della conferma della guidance per l’esercizio 2025-26. Stm inverte la rotta e finisce in fondo al listino, seguita da Nexi, Tim e Lottomatica. I titoli del lusso tentano un timido recupero dopo i forti cali della vigilia legati al crollo di Lvmh e Ferragamo.
Il dollaro resta debole nonostante lievi recuperi, mentre l’euro rafforzato crea timori per il Pil europeo. Lo spread tra Btp decennale e Bund resta stabile a 60 punti, vicino ai minimi dal 2009.