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Borsa oggi 13 aprile: Europa in calo su stop ai colloqui Usa-Iran, corre il petrolio e frena il lusso. Budapest festeggia il flop di Orbán – DIRETTA

Le Borse europee riducono i cali nel corso della seduta, sostenute dal miglioramento di Wall Street. La Borsa di Budapest accelera con la vittoria di Magyar, impennata del fiorino. A Milano corrono Leonardo, Poste e Tim – Segui la DIRETTA

Borsa oggi 13 aprile: Europa in calo su stop ai colloqui Usa-Iran, corre il petrolio e frena il lusso. Budapest festeggia il flop di Orbán – DIRETTA

Le Borse europee riducono i cali nel corso della seduta, sostenute dal miglioramento di Wall Street. I mercati restano comunque prudenti dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con gli occhi sul blocco militare statunitense di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani. Una prospettiva che riaccende le tensioni sui prezzi e alimenta i timori di una nuova fiammata inflazionistica.

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Il riflesso immediato è sul comparto energetico e così il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile: il Wti a 104,4 dollari al barile (+8,11%) e il Brent a 101,83 dollari (+6,96%). Forte rialzo anche per il gas naturale sul Ttf di Amsterdam, con i future di maggio a 47,6 euro al megawattora (+9%). In calo i metalli preziosi: oro a 4.726 dollari l’oncia (-0,43%) e argento a 74,66 dollari (-1,56%).

In questo scenario i listini sono deboli: Francoforte cede lo 0,35%, Parigi lo 0,33%, Londra lo 0,17%, mentre Madrid segna il calo più marcato con -1,02%. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude a 47.527,16 punti (-0,17%). In controtendenza Budapest, dove il listino corre fino a +2,8% dopo l’esito delle elezioni che hanno sancito la vittoria di Peter Magyar e la fine dell’era Orbán, con un rafforzamento significativo anche del fiorino.

A Piazza Affari resistono i titoli legati all’energia e alla difesa, sostenuti dal rally del greggio, mentre prevalgono le vendite sulle banche. Sotto i riflettori Mps in vista dell’assemblea del 15 aprile e il dossier Pirelli dopo l’intervento del governo con il Golden power. Tra le blue chip milanesi si mette in luce Leonardo, seguita da Poste e Tim. Sul fronte opposto, pesano i realizzi Amplifon, Stellantis, Moncler e Buzzi.

Più articolato è stato il quadro in Asia, dove i listini hanno reagito in modo disomogeneo all’escalation geopolitica. La Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,74%, appesantita soprattutto dai titoli tecnologici e ciclici: forti vendite sui semiconduttori e sul comparto auto, particolarmente esposto al rallentamento del commercio globale. Segno meno anche per Seul, mentre tra i mercati ancora aperti prevalgono le vendite a Hong Kong e Mumbai, con flessioni più contenute a Singapore.

Sui mercati obbligazionari si registra l’aumento dello spread tra BTp e Bund risale in area 80 punti base, con il rendimento del decennale italiano che si avvicina al 3,87%. Sul mercato valutario, il dollaro si rafforza per la ricerca di beni rifugio: l’euro scivola a 1,1688 da 1,1731.

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