Borse europee contrastate nell’ultima seduta della settimana, mentre gli investitori monitorano i vari fronti caldi. In particolare, si guarda da un lato alla crisi politica francese, con il presidente Macron che dovrebbe rivelare entro questa sera il nome del nuovo primo ministro, dall’altro le prove di distensione in Medio Oriente, dopo che il governo israeliano ha ratificato l’accordo per il cessate il fuoco con Hamas.
Si ponderano anche gli effetti dello shutdown negli Usa che ha raggiunto la sua seconda settimana e sta ritardando la pubblicazione di dati economici cruciali, tra cui il rapporto sull’occupazione di settembre. Attesa inoltre per il verdetto di S&P sul rating dell’Italia in arrivo in serata.
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In questo quadro, inizio positivo per il Ftse Mib di Milano che però poi ha invertito la rotta. Negativi tutti gli indici, ad eccezione di Madrid.
Sull’azionario, comparto auto in recupero con Stellantis che viaggia in cima al listino principale di Milano dopo aver reso noto che le consegne consolidate globali nel terzo trimestre sono state stimate a 1,3 milioni di unità, in aumento del 13% rispetto all’anno precedente. Prove di recupero anche per le azioni Ferrari dopo il tonfo di giovedì a seguito della diffusione del Piano al 2030. Complessivamente positivo il comparto bancario, con Fineco a guidare i rialzi, sale anche Unicredit con la commissione Ue pronta a chiedere il ritiro del Golden Power su Banco Bpm. Acquisti anche su Italgas dopo la cessione di 247mila contatori per il deal 2i Rete Gas.
In coda al Ftse Mib viaggiano Leonardo e Tenaris, penalizzata dal downgrade da parte degli analisti di Bnp Paribas e dal taglio dell’obiettivo di prezzo. Viaggiano comunque tutti deboli i titoli petroliferi, con Saipem e Eni in discesa e con il prezzo del greggio che arretra.
Sul mercato valutario, poco mosso il cambio euro/dollaro. Si raffredda l’oro che scende sotto i 4mila dollari l’oncia (conquistati pochi giorni fa).