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Borsa, Fca dà la carica a Piazza Affari

La riduzione del calo delle vendite di auto sul mercato Usa premia Fca che in Borsa guadagna il 5% e contagia la Ferrari – Piazza Affari (+1%) tra i migliori listini d’Europa – Bene anche Atlantia e Banca Generali – Vendite invece su Stm, Brembo, Unicredit e Prysmian.

Borsa, Fca dà la carica a Piazza Affari

Piazza Affari sale dello 0,99% nella giornata di oggi e si avvicina di nuovo a 21mila punti (20.936), mentre Fca decolla, +5,03%, grazie a un dato sulle immatricolazioni americane nel mese di maggio, migliore delle attese. I mercati accolgono positivamente anche la correzione al Pil italiano del primo trimestre, rivisto al rialzo dall’Istat (da 0,2 a 0,4; da 0,8 a 1,2 su anno). La buona notizia non argina però le vendite sul secondario e lo spread riparte a razzo, dopo la sosta di ieri.

Il differenziale fra decennale italiano e tedesco sale del 4,41%, 194.20 punti base, ai nuovi massimi da inizio maggio; il rendimento si riporta al 2,24%. Il mercato torna a interrogarsi sulle elezioni anticipate e su un sistema proporzionale che potrebbe produrre uno stallo politico. Gli economisti di Unicredit stimano un’apertura della forbice col Bund tra i 200 e i 225 punti base “all’approssimarsi della data delle elezioni”.

Intanto il ministro Pier Carlo Padoan scrive a Bruxelles e chiede uno sconto sulla manovra 2018 compreso fra gli 8,5 e i 10 miliardi di euro, mentre arriva finalmente il via libera di principio al salvataggio di Mps. Sul fronte macro, il Pmi manifatturiero europeo tocca il massimo da sei anni e i listini continentali festeggiando con l’eccezione di Madrid, – 0,18%, zavorrata dal Banco Popular, dopo conti sotto le attese e rischi sui parametri di solvibilità. Aumenti frazionali per Parigi, +0,66%; Francoforte +0,4%; Londra +0,32%. 

Wall Street apre positiva, anche se il Nasdaq galleggia intorno alla parità a metà seduta, in attesa di sapere cosa dirà Donald Trump, questa sera alle 21, ora italiana, a proposito degli accordi sul clima. Le ampie probabilità che gli americani si chiamino fuori, sostengono modestamente il petrolio in giornata, prima del dato settimanale sulle scorte Usa, che poi si rivela migliore delle attese e fa ripartire i prezzi. Come spiega Jonathan Chan, analista della Phillip Futures di Singapore, a Reuters, la mossa di Trump sarebbe un segnale della sua intenzione di ridurre ulteriormente i regolamenti sulle emissioni, favorendo l’uso e la domanda di combustibili fossili e dando la necessaria spinta al greggio. Grazie alle scorte intanto il Brent sale a 51,29 dollari al barile, +1,04%, il Wti, al momento, supera i 49 dollari. 

Sul fronte monetario l’euro cede lo 0,23% contro il dollaro e scambia 1,1218. Da segnalare che la Cina torna sui mercati valutari con un monito a chi scommette sulla svalutazione dello yuan dopo la decisione della settimana scorsa di Mooyd’s di tagliare il rating sovrano: con una mossa a sorpresa, la Banca centrale (Pboc) rafforza la moneta di 543 punti base contro il dollaro, a quota 6.809, salendo ai massimi degli ultimi sette mesi.

Tornando in Piazza Affari: vola Fca, seguita a ruota da Ferrari +2,34%. Cede Brembo -1,27. Piovono acquisti su Atlantia, +3,43%, che pare abbia la strada spianata con Abertis. Secondo il presidente della società spagnola, Salvador Alemany, il mercato accetterà l’offerta del gruppo italiano e il governo iberico difficilmente si opporrà all’Opa. Giornata alla riscossa per le banche, soprattutto Banca Generali +3%; Banco Bpm +3,17%; Bper +2,11%. Debole invece Unicredit, – 0,71%, dopo che Moody’s ha tagliato il rating sul debito senior unsecured di Unicredit Bank AG, la controllata tedesca del Gruppo bancario italiano, a ‘Baa2’ da ‘Baa1′. Ancora in spolvero Italgas, +1,53%. 

Riprendono fiato i petroliferi: Tenaris +1,19%; Eni +1,21%; negativa Saipem -0,55%. Sempre tonica Recordati +2,21%. Effervescente Campari, +1,85%, in attesa di vendere due marchi minori. Modesti i guadagni per Telecom, +0,12%, nel giorno del Cda sulla governance con Arnaud de Puyfontaine nominato presidente.

Bene Ynap +1,93% e Leonardo +1,66%. Fuori dal paniere principale scivola Fincantieri, -2,99%, con il presidente francese Emmanuel Macron, che vuole rivedere i termini del recente accordo su Stx France. Giù anche Technogym -5,14%, dopo che l’azionista Wellness Holding ha ceduto l’8% del capitale a un prezzo per azione pari a 6,90 euro.

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