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Borsa, banche giù dopo la Bce. Fca tiene, tonfo di Renault

Listini europei al palo dopo le decisioni dell’Eurotower – Bene invece Wall Street – A Piazza Affari Ferrari brilla. Elkann sulle fallite nozze francesi: “La scelta di interrompere il dialogo per la protezione dei nostri interessi” – In evidenza il lusso con Ferragamo e le utilities

Borsa, banche giù dopo la Bce. Fca tiene, tonfo di Renault

L’equilibrio e la coerenza di Mario Draghi lasciano tiepidi i listini europei, che dopo l’intervento del presidente della Bce rallentano, per chiudere poco mossi. Piazza Affari sale dello 0,11% a 20.177 punti, con le banche un po’ deluse, mentre tiene banco il caso Fca, +0,09% che galleggia sul Ftse Mib dopo l’addio a Renault (-6,4% a Parigi) per mancanza di “condizioni politiche in Francia”.  “La scelta di interrompere il dialogo non è stata presa con leggerezza – ha scritto John Elkann in una lettera ai dipendenti – ma con un obiettivo in mente: la protezione degli interessi della nostra società e di coloro che lavorano qui, tenendo chiaramente in considerazione tutti i nostri stakeholder”.

Francoforte cede lo 0,2%; Parigi -0,26%; Madrid +0,2%. Fuori dalla zona euro sono positive Londra +0,6% e Zurigo +0,25%. Nella mattinata Usa anche Wall Street sembra prudente, con gli investitori che da un lato continuano a sperare in un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, e dall’altro guardano con apprensione ai vari fronti commerciali aperti. Oggi a Washington riprendono i negoziati sull’immigrazione con il Messico, dopo il nulla di fatto della vigilia. Un accordo potrebbe evitare che il 10 giugno scattino i dazi del 5% su tutto l’import dal paese del centro America.

L’euro si rafforza sul dollaro, portandosi in area 1,129. Fra le materie prime il petrolio tipo Brent arretra a 60,57 dollari al barile (-0,1%), mentre l’oro procede e al momento si avvicina a 1338 dollari l’oncia.

Il secondario italiano chiude lievemente positivo, con lo spread in calo ma i rendimenti in lieve crescita. Il tasso del Btp 10 anni è 2,5%, il differenziale con il Bund scende dell‘1,98% a 272 punti base.

L’Italia deve però impegnarsi in un piano credibile per ridurre il debito, ammonisce Draghi. Un piano a medio termine e non troppo rapido ma serio, mentre i minibot non sono la soluzione, perché “o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale”. Nella riunione di oggi la Bce ha lasciato i tassi invariati almeno fino a metà del 2020 e in Consiglio si è persino “discusso di nuovi tagli dei tassi e di ripresa del Qe”, ma chi si aspettava un atteggiamento ancora più espansivo è rimasto deluso, perché le probabilità di recessione “rimangono basse”. Arriva la nuova tornata di prestiti Tltro alle banche, ma la novità è che il tasso delle future aste potrà arrivare a 10 punti base sopra il tasso medio. Sono “condizioni leggermente meno appetibili rispetto a quelle” del 2016, scrivono gli analisti di Mps Capital Services, che definiscono la reazione dei listini “in scia alla percezione di una Bce meno dovish delle attese”.

In Piazza Affari le banche, dopo una partenza scoppiettante, chiudono in rosso. La peggiore, Banco Bpm, lascia sul campo l‘1,95%. Soffre Azimut, -3,06%%, che risente del ‘sell’ di Ubs. Nel risparmio gestito chiude male anche Banca Generali, -2,14%, che il 24 giugno dovrà lasciare il posto a Nexi (+2,27%) sul listino principale. In calo la Juventus -2,27%, dopo la brillante performance di ieri. Giù Telecom -2%.

Riprende quota Ferrari, +1,86%. Resta in evidenza il lusso con Ferragamo, +1,52%. Si apprezzano le utility, Terna +1,57%; A2a +1,48%; Enel +1,4%.

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