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Borsa 1 novembre chiusura: Piazza Affari sfiora quota 28 mila sulla spinta di Nexi, Tim e Stellantis. Attesa per Powell

Tutte in rialzo le Borse in vista dell’intervento del Presidente della Fed che dovrebbe annunciare lo stop nel rialzo dei tassi – Piazza Affari in netto progresso ma crolla Iveco

Borsa 1 novembre chiusura: Piazza Affari sfiora quota 28 mila sulla spinta di Nexi, Tim e Stellantis. Attesa per Powell

Il mese di novembre dei mercati finanziari parte con il piede giusto, nonostante uno scenario internazionale da brividi, alcune trimestrali peggiori delle stime e un quadro macroeconomico poco incoraggiante. Le piazze europee chiudono comunque oggi in rialzo, in sintonia con l’andamento positivo di Wall Street nella mattina americana.

Piazza Affari si apprezza dello 0,88% e manca di un soffio i 28mila punti base toccati in seduta, facendo comunque un po’ meglio di Francoforte +0,75%, Parigi +0,65%, Amsterdam +0,51%, Madrid +0,61%, Londra +0,29%.

A sostenere il sentiment globale (la chiusura è stata positiva anche in Asia) è la possibilità che l’aggressiva politica monetaria vista nel corso dell’anno in Europa e negli Usa sia arrivata alla fine. Questa sera alle 19,30 ora italiana, la Federal Reserve si pronuncerà sui tassi e il mercato scommette su uno nuovo stop, restando però in ascolto di Jerome Powell per capire se nei prossimi mesi il costo del denaro potrà nuovamente essere ritoccato al rialzo. In un trend ottimista tornano gli acquisti anche sui titoli di Stato.

Sale il dollaro e si apprezza il petrolio

Nell’attesa il dollaro si rafforza mentre l’euro s’indebolisce, per un cambio intorno a 1,0533. Il petrolio sale, bilanciandosi tra la guerra in Medio Oriente che spinge i prezzi al rialzo e la delusione per l’andamento dell’attività manifatturiera in Cina, dopo la contrazione di ottobre vista ieri. Oggi una nuova delusione arriva dall’Ism manifatturiero statunitense, mentre le scorte settimanali di petrolio negli Usa sono risultate più alte del previsto.

Il Brent, scadenza gennaio 2024, sale dello 0,8% a 85,7 dollari al barile; il greggio del Texas, dicembre 2023, mostra un incremento analogo a 81,6 dollari al barile.

In vista di Powell salgono i prezzi e scendono i tassi dei T-Bond, con il decennale in calo intorno a +4,8%. A incoraggiare gli acquisti sui titoli di Stato Usa è anche il fatto che il Dipartimento del Tesoro dice che rallenterà il ritmo degli aumenti nelle aste del debito a più lunga scadenza nel trimestre novembre gennaio e prevede di aver bisogno di un altro trimestre di aumenti per soddisfare le proprie esigenze di finanziamento.

Negli Usa crolla il settore manifatturiero

L’importante pagina macroeconomica odierna vede due dati Usa importanti anche in chiave Fed: il calo superiore alle attese dell’Ism manifatturiero e un nuovo incremento delle buste paga in ottobre, ma sotto le stime di mercato.

Sull’ulteriore contrazione della manifattura potrebbero aver influito i recenti scioperi del sindacato United Auto Workers (Uaw), che hanno avuto riflessi sui nuovi ordini (nettamente in calo) e sull’occupazione. Secondo i dati dell’Institute for Supply Management (Ism), il Pmi manifatturiero è sceso quindi il mese scorso a 46,7 dal 49 di settembre, che era il valore più alto da novembre 2022. Si tratta del dodicesimo mese consecutivo in cui il Pmi è al di sotto della soglia di 50, che separa crescita e contrazione, è il periodo più lungo dalla recessione del 2007-2009.

D’altra parte le imprese private, il mese scorso, hanno aggiunto 113.000 lavoratori alle loro buste paga, contro le stime di un aumento di 150.000 unità.

Piazza Affari brillante nel giorno di Ognissanti

Nonostante una seduta a mezzo servizio, con le banche chiuse per la festa di Ognissanti, Piazza Affari chiude una giornata brillante, offuscata solo dal crollo di Iveco Group -8,9% dopo la trimestrale. L’azienda ha visto raddoppiare l’utile netto a 94 milioni di euro, con un profitto netto adjusted di 84 milioni, superiore alle stime (74 milioni), ma ha deluso sul fronte dei ricavi. Inoltre non è piaciuto il dato negativo sul free cash flow per 375 milioni, mentre gli osservatori davano per scontato il rialzo della guidance.

Il titolo più effervescente del listino è stato Nexi +4,02%, da qualche tempo sotto i riflettori per rumors di sempre nuovi candidati all’acquisto. Le ultime indiscrezioni sono del Sole 24 ore secondo cui ci sarebbe un terzo raggruppamento interessato e formato da SilverLake con il gruppo finanziario statunitense Hellman & Friedman (H&F), già socio importante di Nexi con il 20%.

Tra le migliori performance del giorno c’è quella di Telecom Italia +3,69%, recente osservata speciale per la partita aperta della vendita della rete.

Archivia un’altra seduta in denaro anche Stellantis +1,94%, mentre recupera Tenaris +1,82% e sono positive le banche, a partire da Bper +2,25%.

Tra i titoli in rosso: Cnh -1,58%. Si registrano infine prese di profitto, dopo i recenti guadagni, su Prysmian -1,1%, Amplifon -0,53%, Campari -0,57%.

Spread e rendimenti in calo

La seduta è stata positiva per l’obbligazionario, ancora in scia alla frenata dell’’inflazione in ottobre vista ieri. Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata è a 189 punti base (-1,15) e i tassi arretrano rispettivamente a +4,64% e +2,76%.

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