Azioni BP, quotazioni del titolo BP in Borsa

Tutto quello che c’è da sapere per rimanere aggiornati sul mercato finanziario. Informazioni, andamento e grafico in tempo reale sulle quotazioni in borsa dei maggiori titoli sui listini mondiali.

Brand della British Petroleum
Marchi di BP

Codice ISIN: GB0007980591
Settore: Minerali Energetici
Industria: Petrolio Integrato


Le azioni di BP sono quotate sul London Stock Exchange e al NYSE con il ticker BP.

Guarda lo storico della quotazione del titolo al London Stock Exchange

Descrizione Azienda

BP plc è una multinazionale britannica che opera nel settore energetico, del petrolio e del gas naturale. Nasce nel 1998 dalla fusione tra British Petroleum e la Amoco (acronimo di American Oil Company), formando la BP Amoco. Dal 2001 semplifica il nome in BP. La sede principale è a Londra.
BP è una delle sette “supermajor” petrolifere e del gas del mondo (assieme a Chevron, Eni,ExxonMobil, Royal Dutch Shell,TotalEnergies e ConocoPhillips). In termini di entrate, BP è la quarta più grande compagnia petrolifera del mondo dietro a PetroChina, Sinopec e Saudi Aramco.
Ad agosto 2021, il valore di mercato di BP era di 82,91 miliardi di dollari.
Per Forbes Global 2000, nel 2020, BP si è classificata come la 357° società pubblica più grande al mondo.

L’azienda opera in 78 paesi. Al 2020 conta 70.100 dipendenti. BP ha una rete di 18 raffinerie e di circa 19.000 stazioni di servizio.
Nel 2019 ha prodotto e raffinato circa 8,7 milioni di barili al giorno. Estrae circa 2,4 milioni di barili di petrolio al giorno. Le riserve accertate totali dell’azienda sono di 19,945 miliardi di barili (3,1710 × 109 m3) di petrolio.

Le attività di BP sono organizzate in tre segmenti di attività: Upstream, Downstream e rinnovabili. Copre ogni area dell’industria petrolifera e del gas: esplorazione ed estrazione, raffinazione, distribuzione e marketing, produzione di energia e commercio; nel campo delle energie rinnovabili è attiva nei biocarburanti, nell’energia eolica, nelle reti intelligenti e nella tecnologia solare. La divisione BP Solar è diventata leader mondiale nella produzione di pannelli solari fotovoltaici attraverso acquisizioni nel settore. Le divisioni per l’energia solare, eolica e dell’idrogeno della BP sono state accorpate sotto il nome BP alternativenergy.

I marchi dell’azienda sono:

  • BP
  • Castrol
  • Aral
  • AMPM
  • Amoco
  • Wild Bean Cafè

I ricavi provengono principalmente dal settore di raffinazione e distribuzione (89,9%) seguito dal settore esplorazione e produzione di idrocarburi (9,9%).
Nel 2020 il fatturato è stato di 183,5 miliardi di dollari registrando una perdita di -20,73 miliardi. Il 67.Il 9% del fatturato è realizzato all’estero.

BP ha una quotazione primaria alla Borsa di Londra ed è un componente dell’indice FTSE 100. Ha quotazioni secondarie alla Borsa di Francoforte e alla Borsa di New York.

I maggiori azionisti di BP sono:

  • State Street, 9,5%
  • Blackrock Inc, 5,7%
  • Dimensional Fund Advisors, Inc., 5%
  • Fisher Investments, 4,2%
  • Vanguard Group Inc, 3,19%
  • Norges Bank Investment Management, 3,01%
  • Menora Mivtachim, 3%
  • Legal & General Investment Management Ltd., 1,61%

L’incidente della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, di sua proprietà, nell’aprile 2010, ha portato ad un forte calo delle azioni della compagnia; in 50 giorni le azioni di BP avevano perso circa il 50% del loro valore. Le azioni hanno toccato la quotazione minima il 25 giugno 2010 arrivando ad un valore di 26,97 dollari per azione.
Nell’ottobre 2020 hanno toccato un ulteriore minimo storico raggiungendo i 15,50 dollar.
Il massimo storico è stato di 77,72 dollari ad azione raggiunto ad ottobre 2007.

L’incidente della Deepwater Horizon, avvenuto nel Golfo del Messico, è stata la più grande fuoriuscita di petrolio nella storia degli Stati Uniti. La compagnia, a seguito del processo per chiarire i fatti, si è dichiarata colpevole di 11 capi di imputazione, tra cui omicidio colposo, pagando più di 4,5 miliardi di dollari di multe e sanzioni. Questa sanzione è stata la più alta a livello penale nella storia degli Stati Uniti. Il costo tra bonifica, oneri, sanzioni per BP è stato di circa 65 miliardi di dollari.

Ha partecipazioni azionarie in:

  • BP Castrol K.K., 64,8%
  • Castrol India Limited, 51,1%
  • Aker Bp Asa, 30%
  • China Aviation Oil Corporation LTD, 20%
  • Rosneft Oil Company PJSC, 19,17%
  • The New Zealand Refining Company Limited, 10,1%
  • China Resources Chemical Innovative Materials LTD, 3,76%

In Russia, BP possiede una partecipazione del 19,75% in Rosneft, la più grande compagnia petrolifera e del gas quotata in borsa per riserve e produzione di idrocarburi.

L’attuale slogan di BP è «Beyond petroleum».

Approfondimento economico e finanziario dell’azienda

BP nasce nel 1909 come Anglo-Persian Oil Company (APOC) come sussidiaria della Burmah Oil Company. L’intento della compagnia era sfruttare i giacimenti petroliferi scoperti in Iran. La prima raffineria fu attivata ad Abadan nel 1913.

Durante la prima guerra mondiale, ebbe una grande importanza strategica diventando la maggiore fornitrice di carburante della Royal Navy.

Nel 1917 viene incorporata la sussidiaria inglese della tedesca Europäische Petroleum Union che usava il nome commerciale di British Petroleum. Cominciò ad entrare nel mercato brittannico il marchio BP attraverso una rete di pompe di carburante e stazioni di servizio.
Dopo la guerra si espanse in Europa e Australia.

Nel 1924 la compagnia entrò in Italia con la fondazione della Società Benzina Petroleum ma le attività cessarono nel 1932 a causa della sfavorevole situazione politica ed economica del paese. Le pompe di benzina nel paese furono cedute alla SIAP e alla Nafta.

Nel 1925 viene concessa alla Turkish Petroleum Company, di cui Anglo-Persian deteneva una quota del 47,5%, di operare in Iraq.

Nel 1928 in seguito ad un accordo di partenariato viene dimezzata la partecipazione nella Turkish Petroleum Company per aprire la concessione a un consorzio di compagnie americane. Ottiene quindi il ottiene il 23,75% della neonata compagnia Irak Petroleum Company.

Nel 1931 la BP fuse le sue operazioni commerciali nel Regno Unito con la Shell-Mex Ltd per creare la Shell-Mex and BP ltd.

Nel 1934 in Kuwait, insieme alla Gulf Oil, fonda la Kuwait Oil Company con una partnership equamente divisa.

Nel 1936 la Persia fu ribattezzata Iran e la APOC cambiò nome in Anglo-Iranian Oil Company (AIOC).

Nel 1939 investe nella Abu Dhabi Marine Areas. La compagnia divenne di proprietà della BP (due terzi) e della Total (un terzo).

Dopo la fine della seconda guerra mondiale entra nel settore petrolchimico.

Riprende, nel 1947, le attività in Italia tramite un accordo con l’Agip per la ricostruzione della raffineria di Porto Marghera ( di cui diventò comproprietaria). Lanciò anche una sue rete di stazioni di servizio.
La filiale italiana di BP assunse la denominazione di Britannica Petroli Spa.

Alla fine del 1951 il parlamento iraniano approvò quasi all’unanimità l’accordo sulla nazionalizzazione del petrolio. Questa legge portò la compagnia ad abbandonare il paese.

Nel 1953, British Petroleum entra nel mercato canadese attraverso l’acquisto di una quota di minoranza nella Triad Oil Company.

Nel 1954 AIOC assume il nome di British Petroleum Company e in breve tempo riprese le operazioni in Iran con una compartecipazione al 40% di un consorzio internazionale. BP continuò ad operare in Iran fino alla Rivoluzione islamica avvenuta nel 1979.

Nel 1964 BP entra in Malesia e nel 1964 apre le sue prime stazioni di servizio a Singapore.

A marzo 1967 acquisisce 14 società del gruppo Distillers, attive nel campo dei prodotti chimici e delle materie plastiche per una somma di 85 milioni di sterline. Queste acquisizioni portarono alla nascita della BP Chemicals (U.K.) Limited.

Nel 1969 entra nel mercato americano. Acquisisce nella costa orientale le attività di raffinazione e commercializzazione della Sinclair Oil Corporation e compra dei terreni, in Alaska, dai nativi Chugach per 1 dollaro americano. Questa operazione fu molto criticata dall’opinione pubblica perchè giudicata illegale.

Nel 1970 viene scoperto il petrolio nel Mare del Nord.

Nel 1973 la BP italiana venne ceduta al gruppo Monti. La rete di distribuzione venne rinominata Mach.

Nel 1975 i marchi della Shell e della BP si separarono ponendo fine alle attività commerciali congiunte.

Il governo britannico vende 66 milioni di azioni BP, pari al 17% della sua partecipazione, per 564 milioni di sterline.

Nel 1978 ottiene il controllo della Standard Oil of Ohio. Le operazioni negli Stati Uniti vengono unificate sotto il nome di BP America.

Nel 1981 la compagnia acquisisce il 50% di Lucas Energy Systems che diverrà Lucas BP Solar Systems. Completerà l’acquisizione totale negli anni successivi.

Nel 1982 BP Canada vende le sue attività di downstream a Petro Canada.

Nel 1987 il Governo Inglese vende la sua restante quota del 31,5%. BP viene definitivamente privatizzata puntando ad una politica di rilancio e valorizzazione del marchio BP. Kuwait Investment Office acquisisce una partecipazione del 10,06% in BP, diventandone il maggiore azionista istituzionale. Dopo aver acquisito ulteriori azioni, arrivando al 21,6% del capitale societario, il governo inglese ha obbligato KIO a ridurre le sue azioni al 9,6%.

Nel 1988 BP acquisisce la Britoil e le restanti quote della Standard Oil of Ohio non ancora di suo possesso.

Nasce, nel 1989, Tata BP Solar, una società di joint venture creata da BP Solar e la società indiana Tata Power.

Nel 1991 i marchi rinomina “BP” tutte le stazioni di vendita al dettaglio di Sohio e Boron ( marchi della Standard Oil of Ohio).

Nel 1992, la British Petroleum vende la sua quota del 57% nelle attività upstream di BP Canada.

Negli anni novanta entra nel mercato azero e in quello russo.

Nel 1997 BP acquisisce una partecipazione del 10% nella compagnia petrolifera russa Sidanco per 484 milioni di dollari.

Nel 1998 avviene la fusione con Amoco assumendo il nome BP Amoco plc.

Nel 1999 BP ottiene il controllo del 100% di Solarex ( di cui era proprietario Amoco) divenendo il principale produttore mondiale di fotovoltaico.

Nel 2000 acquisisce Atlantic Richfield Co. (ARCO), marca di distributori di benzina. Il 18 aprile 2000, ARCO viene fusa in BP.

Nel 2001 semplifica il suo nome chiamandosi BP plc.

Il 15 luglio 2001 acquista il 51% delle partecipazioni di Veba Öl AG, proprietaria del marchio Aral. L’acquisizione completa avvenne a febbraio 2002. Il marchio Aral è stato mantenuto e le 650 stazioni BP in Germania sono state rinominate in Aral.

Nel 2002 completa l’acquisizione di Burmah-Castrol per 4,7 miliardi di dollari. Burmah è stata incorporata nella compagnia mentre il marchio Castrol è diventato una controllata di BP. I prodotti Castrol sono venduti in più di 150 paesi ed è il partner di lubrificanti preferito per VW, Audi, BMW, Komatsu.

Nel 2003 vengono fuse Sidanko con TNK, Onako e la maggior parte delle attività petrolifere di BP in Russia; nasce una joint venture denominata TNK-BP.

Nel 2004, la parte di ricerca e sviluppo di BP Solar viene venduta al National Renewable Energy Centre (Narec) del Regno Unito.

Ad aprile 2004, BP sposta tutte le sue attivita nel petrolchimico creando una nuova società Innovene.

Nel 2009 INEOS, compagnia privata inglese nel campo della chimica, compra Innovene per 9 miliardi di dollari.

Il 20 aprile 2010 avviene l’incidente alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Per compensare le perdite dovute all’incidente BP disinveste attività non essenziale per recuperare circa 38 miliardi di dollari.

Il 21 dicembre 2011 BP solar viene chiusa decretando l’uscita di BP dal settore dell’energia solare. L’anno successivo esce dalla joint venture Tata BP Solar.
In India acquisisce una quota del 30% di Reliance Industries per una somma di 7,2 miliardi di dollari.

Il 15 novembre 2012, BP viene condannata a pagare una multa record di 4,5 miliardi di dollari alle autorità statunitensi per l’incidente della piattaforma. La sentenza venne definita dalla BBC come “La multa più salata della storia statunitense”. Alla fine del processo, tra bonifiche al sito, multe e sanzioni subite, il costo per la compagnia è stato di circa 65 miliardi di dollari.

Nel 2013 termina la joint venture TNK-BP. Cede la partecipazione in TNK-BP a Rosneft per 12,3 miliardi di dollari in contanti e il 18,5% delle azioni di Rosneft.

Il 3 giugno 2013, BP vende ARCO e la raffineria di Carson a Tesoro per 2,5 miliardi di dollari.

Ad ottobre 2017, BP reintroduce nel mercato il marchio Amoco aprendo nuove stazioni di servizio. Investe 200 milioni di dollari per acquisire una quota del 43% di Lightsource Renewable Energy, società attiva nello sviluppo di energia solare. L’azienda verrà rinominata Lightsource BP. Acquisisce Clean Energy, società di biometano e Nesika Energy, azienda che produce isobutanolo.

Nel 2018, compra Chargemaster, azienda inglese che gestiva la più grande rete di ricarica per veicoli elettrici del Regno Unito.

Nel 2019 ha formato una joint venture con Didi Chuxing per costruire un’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici in Cina.

Dal 2020 BP si è impegnata in investimenti volti a ridurre le emissioni di Co2. La compagnia ha fissato l’obiettivo di ridurre le sue emissioni di gas serra a zero entro il 2050. Tra il 1988 e il 2015, la BP è stata responsabile dell’1,53% delle emissioni industriali globali di gas serra.

Nel 2021 stringe un accordo con Piaggio per la diffusione di motocarri elettrici nel mercato indiano.

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