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La Commissione europea deferisce l’Italia per golden share in energia e telecomunicazioni

La golden share è uno speciale diritto di intervento che lo Stato può esercitare su alcune aziende private nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni. Secondo la Commissione questo diritto è incompatibile con il mercato unico e la libera circolazione dei capitali. Bruxelles ha quindi lasciato all’Italia un mese per “rivedere la sua legislazione”.

La Commissione europea deferisce l’Italia per golden share in energia e telecomunicazioni

La Commissione Ue ha concesso all’Italia un mese di tempo prima che venga deferita alla Corte di Giustizia europea sull’utilizzo da parte del governo della golden share. Bruxelles, “in base agli ultimi contatti avuti con le autorità italiane”, afferma che “a breve l’Italia si metterà in regola”. Per questo “le ha lasciato ancora un mese di tempo “ per rivedere la sua legislazione”.

La golden share è uno speciale diritto di intervento che lo Stato può esercitare su alcune aziende private nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni. Secondo la Commissione esso è incompatibile con il mercato unico e la libera circolazione dei capitali. “Alcuni poteri speciali assegnati dallo stato in aziende privatizzate che operano in settori strategici come le telecomunicazioni e l’energia – spiega Bruxelles – costituiscono ingiustificate restrizioni al libero movimento di capitali e alla libertà di stabilimento. Uno o più di questi diritti sono stati introdotti negli statuti di Enel, Eni, Finmeccanica e Telecom Italia”.

La legislazione italiana conferisce, infatti, allo Stato il potere di opporsi sia ad acquisizioni di quote azionarie sia alla stipula di patti di sindacato” oltre che ”il diritto di voto su alcune decisioni come fusioni o cessioni”. Questi poteri renderebbero gli investimenti diretti e quelli di portafoglio meno attraenti e potrebbero scoraggiare potenziali investitori residenti negli stati membri ad acquistare azioni in queste società.

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