Il 2026 fiscale dei grandi gruppi giapponesi dell’intrattenimento racconta una doppia partita. Da una parte Nintendo, che chiude l’anno con profitti in forte rialzo e vendite quasi raddoppiate grazie alla spinta della Switch 2 e dei suoi marchi più forti e dall’altra Sony, che incassa l’impatto negativo della ritirata dal progetto elettrico con Honda, ma si presenta al nuovo esercizio con obiettivi record e una PlayStation ancora centrale nei conti del gruppo.
Il filo comune è il costo della tecnologia. Memorie, chip, componentistica e condizioni di mercato più difficili stanno cambiando gli equilibri del settore. Il risultato è una fase in cui i conti restano solidi, ma la crescita non è più gratuita. E infatti, accanto agli utili, arrivano anche aumenti di prezzo, previsioni caute e vendite hardware meno brillanti.
Nintendo vola, ma guarda avanti con prudenza
Nintendo ha chiuso l’anno fiscale terminato a marzo con un utile netto di 424 miliardi di yen, circa 2,3 miliardi di euro, in crescita del 52%. Il fatturato ha raggiunto il livello record di 2.313 miliardi di yen, con un balzo del 98,6%. Numeri che confermano la forza commerciale del gruppo di Kyoto e la capacità di monetizzare i propri franchise, tra console, software e contenuti collegati.
Non è tutto rose e fiori. Per l’esercizio in corso Nintendo prevede una contrazione del 27% dell’utile netto. Il gruppo stima inoltre vendite di Switch 2 pari a 16,5 milioni di unità nell’anno fiscale che si chiuderà il 31 marzo 2027, sotto i circa 19,9 milioni dell’esercizio precedente. È il segnale di una domanda ancora forte, ma meno esplosiva rispetto alla fase iniziale del ciclo.
Switch 2 costa di più, pesano chip e mercato
La mossa più visibile è l’aumento del prezzo della Switch 2. Negli Stati Uniti la console passerà da 449,99 a 499,99 dollari dal primo settembre. In Giappone salirà da 49.980 a 59.980 yen dal 25 maggio. Incrementi sono previsti anche in Canada e in Europa, dove la versione standard dovrebbe rincarare di circa 30 euro rispetto all’attuale listino.
Alla base della decisione ci sono l’aumento dei costi delle memorie e le nuove condizioni di mercato. La pressione arriva anche dalla domanda di chip legata ai data center per l’intelligenza artificiale, che assorbe capacità produttiva e spinge al rialzo la componentistica. A questo si aggiunge il quadro commerciale internazionale, su cui incidono anche i dazi statunitensi. Le stesse tensioni pesano sull’intero settore e toccano anche Sony.
I marchi Nintendo restano il motore
Il rallentamento delle stime non cancella la forza dell’ecosistema Nintendo. Nel primo trimestre il gruppo ha registrato un utile netto di 65,2 miliardi di yen, superiore alle attese degli analisti, mentre il fatturato trimestrale si è attestato a 407,2 miliardi di yen, sotto il consensus di 430,6 miliardi.
A sostenere il gruppo restano i suoi brand più riconoscibili. Super Mario Galaxy – Il Film, realizzato con Universal e Illumination, ha incassato quasi 900 milioni di dollari nel mondo. Sul fronte gaming, Pokémon Pokopia per Switch 2 si è imposto come uno dei titoli di maggiore successo, mentre le prossime uscite legate a Splatoon e Starfox mantengono alta l’attenzione della community. Nintendo, insomma, rallenta nelle previsioni ma continua a contare su un portafoglio di proprietà intellettuali tra i più potenti dell’industria.
Sony paga l’addio all’auto elettrica
Il quadro di Sony è diverso. Il colosso giapponese ha chiuso l’anno fiscale con un utile netto in calo del 3,4% a 1.003 miliardi di yen, pari a circa 5,45 miliardi di euro. A pesare è stata soprattutto la perdita straordinaria da 44,9 miliardi di yen legata al ridimensionamento della joint venture nei veicoli elettrici con Honda, nata nel 2022 attorno al progetto Sony Honda Mobility.
Il progetto, pensato per sviluppare veicoli elettrici a marchio Afeela, è stato colpito dal rallentamento globale della domanda di auto elettriche e dalla revisione strategica di Honda sull’elettrificazione. Lo sviluppo dei modelli previsti è stato sospeso e le valutazioni sul futuro della joint venture sono ancora in corso.
Al netto di questa voce negativa, i numeri operativi restano solidi. L’utile operativo è cresciuto del 13,4% a 1.450 miliardi di yen, mentre i ricavi totali sono saliti del 3,7% a 12.480 miliardi di yen. A trainare il gruppo sono stati soprattutto musica e sensori d’immagine, grazie alla crescita dello streaming e alla domanda robusta di componenti destinati alla telefonia mobile.
PlayStation tiene sui profitti, meno sulle console
Nel perimetro Sony, la divisione Game & Network Services resta centrale. Le vendite del comparto PlayStation sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, con circa 25,4 miliardi di euro, mentre il profitto operativo è salito a circa 2,5 miliardi di euro, in crescita di circa il 12%.
La spinta è arrivata dai servizi digitali, più redditizi, e da un contesto valutario favorevole. A frenare il risultato sono state invece le perdite legate a Bungie, pari a circa 650 milioni di euro. Sul fronte della rete, PlayStation Network ha chiuso il quarto trimestre con 125 milioni di utenti unici mensili attivi, uno in più rispetto all’anno precedente. Continua anche la migrazione al digitale, che nel trimestre ha rappresentato l’85% delle vendite software, contro l’80% dell’anno prima.
Più debole l’hardware. PlayStation 5 ha raggiunto 93,7 milioni di unità vendute dal lancio, ma nel quarto trimestre si è fermata a 1,5 milioni di console, contro 2,8 milioni dell’anno precedente. Nell’intero esercizio le vendite sono state pari a 16 milioni di unità, in calo rispetto ai 18,5 milioni dell’anno precedente. Anche per Sony, il tema dei chip e delle memorie resta decisivo, tanto che le stime future dipendono dalla possibilità di reperire componenti a prezzi sostenibili.
Sony guarda comunque al nuovo esercizio con ambizione. Per l’anno fiscale che si chiuderà il 31 marzo 2027, il gruppo prevede un utile netto in crescita del 12,5% a 1.160 miliardi di yen e un utile operativo in aumento del 10,5% a 1.600 miliardi di yen. Entrambi sarebbero livelli record. I ricavi, invece, sono attesi in lieve calo dell’1,4% a 12.300 miliardi di yen.