Cambio di proprietà per Puma SE, storico colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo. La famiglia Pinault ha raggiunto un accordo per la cessione di circa il 29% del capitale della società alla holding cinese Anta Sports Products. La quota viene venduta tramite Artemis, veicolo di investimento della famiglia francese, per un controvalore di circa 1,5 miliardi di euro, pari a 1,8 miliardi di dollari.
L’operazione, comunicata ufficialmente alla Borsa di Hong Kong, prevede il rilevamento di poco più di 43 milioni di azioni Puma al prezzo unitario di 35 euro, interamente in contanti. Con questa mossa Anta diventa il maggiore azionista del gruppo tedesco.
Un’ancora di salvezza per il marchio tedesco
L’operazione viene letta come una vera e propria “ancora di salvezza” per Puma, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con un progressivo deterioramento delle vendite e con una fase complessa di rilancio strategico. Le indiscrezioni su un possibile accordo circolavano già dall’inizio di gennaio e trovano ora conferma in un’intesa che rafforza la struttura azionaria della società tedesca e ne ridisegna gli equilibri di governance.
Il prezzo concordato incorpora un premio particolarmente significativo: i 35 euro per azione rappresentano un valore superiore del 61% rispetto alla chiusura del titolo Puma nella seduta precedente all’annuncio. Nel pre-market il titolo Puma vola, con le azioni salite fino a 21,52 euro, in rialzo del 14,35%, mentre Anta ha messo a segno un progresso intorno al 2% sulla piazza di Hong Kong.
Le promesse di Anta: identità e rilancio
Nella nota ufficiale, Anta sottolinea che la partecipazione in Puma dovrebbe “rafforzare ulteriormente la sua presenza e la sua riconoscibilità del marchio nel mercato globale degli articoli sportivi, rafforzandone così la competitività internazionale complessiva”. Allo stesso tempo, il gruppo cinese dichiara che lavorerà per “preservare la forte identità e la tradizione del marchio Puma, con l’obiettivo di aiutarlo a realizzare appieno il suo potenziale”.
Il presidente di Anta, Ding Shizhong, ha definito l’operazione “un passo fondamentale nella strategia ‘single-focus, multi-brand, globalization’”, spiegando che Puma è “un marchio iconico con un’eredità straordinaria” e che la collaborazione punta a “sbloccare pienamente il potenziale del brand” senza comprometterne autonomia e identità. Anta ha inoltre chiarito che “al momento non esistono piani per un’offerta pubblica di acquisto su Puma”.
La famiglia Pinault lascia Puma
La controparte dell’accordo è Artemis, la società di investimento della famiglia Pinault, guidata da François-Henri Pinault, presidente del gruppo del lusso Kering. Con la cessione della partecipazione, la famiglia francese riduce la propria esposizione diretta in Puma, lasciando spazio all’ingresso di un socio industriale con una forte vocazione globale.
La strategia globale di Anta
Fondata nel 1991 e con sede nella provincia sudorientale del Fujian, Anta è oggi uno dei maggiori gruppi mondiali dell’abbigliamento sportivo. Il gruppo vanta oltre 35 anni di esperienza nel settore e una posizione di leadership nel mercato cinese. Nel 2019 ha guidato il consorzio che ha acquisito Amer Sports in un’operazione da circa 5,2 miliardi di dollari e, attraverso questa piattaforma, controlla marchi globali come Wilson, Arc’teryx, Salomon, Atomic e Peak Performance.
Parallelamente, Anta gestisce nel mercato cinese brand internazionali come Fila, Descente e altri marchi premium, applicando un modello operativo definito “Brand + Retail”. L’interesse per Puma non è nuovo: Anta puntava a un ingresso nel capitale della società tedesca almeno dal 2019. Ora, con questa operazione, il progetto diventa realtà e segna una nuova fase nella partita globale dello sportswear.