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Dolce & Gabbana e il caso Cina: ecco cosa è successo

Cancellata la sfilata all’Expo Center di Shanghai e polemica mondiale sulla serie di Tweet tra Stefano Gabbana e l’account Instagram DietPrada. La casa di moda italiana è stata accusata di razzismo nei confronti del dragone asiatico. Dolce & Gabbana: “Siamo stati hackerati”

Dolce & Gabbana e il caso Cina: ecco cosa è successo

L’epilogo si è consumato oggi con la cancellazione di un’importante sfilata del marchio italiano Dolce & Gabbana che avrebbe dovuto svolgersi all’Expo Centre di Shanghai. La storia, invece, è iniziata lunedì con la diffusione online da parte di Dolce & Gabbana di tre video che ritraggono una modella asiatica intenta a mangiare del cibo italiano – dalla pizza, agli spaghetti al pomodoro al cannolo siciliano – con le tipiche bacchette asiatiche.

I video erano accompagnati dagli hashtag #DGLovesChina e #DGTheGreatShow e secondo la casa di moda italiana avevano l’obiettivo di promuovere la sfilata di Shanghai. La reazione del pubblico cinese è stata diametralmente opposta, accusando gli italiani di presentare una visione stereotipata della Cina.

In particolare, il video in cui la modella tenta di mangiare il cannolo siciliano è stato anche tacciato di sessismo: una voce maschile fuori campo domanda: “è troppo grande per te?”. Le polemiche non sono tardate e hanno causato la rimozione dei tre video da Weibo, un social media molto diffuso in Cina, mentre su Instagram e su Youtube sono ancora visibili. Un climax di tensione ascendente che ha portato alla cancellazione della sfilata.

https://www.youtube.com/watch?v=KvSVYphuDYo&fbclid=IwAR1THDAuCXOcU1KrNJb7RJ21GdAkwGDsiqDjJroCvsXqbZLnc9vD6dqkWWw

Soprattutto, un popolare account di Instagram, DietPrada, ha criticato duramente la campagna promozionale della nuova sfilata, e ha pubblicato la serie di screenshot di una conversazione privata avvenuta tra Michaela Tranova, collaboratrice di DietPrada, e Stefano Gabbana. Tranova aveva chiesto a Gabbana dei video e aveva ricevuto in risposta messaggi in cui veniva insultata la divisione cinese della sua azienda per aver cancellato i video dai social network cinesi, e la Cina in generale.

Stefano Gabbana non è nuovo a pesanti scontri social, si mostra spesso senza filtri e tagliente nei suoi commenti, ma in questo caso si difende affermando che i video erano stati immaginati come un tributo alla Cina e che voleva mostrarne le caratteristiche più peculiari: “se i cinesi si sono offesi sono loro a sentirsi inferiori, e non Dolce & Gabbana a essere razzista”, si legge ancora nei messaggi di Instagram.

La risposta di Dolce & Gabbana si è rivelata un’accusa agli hacker: “Il nostro account Instagram è stato hackerato. E anche l’account di Stefano Gabbana. Il nostro ufficio legale sta indagando con urgenza. Siamo molto dispiaciuti per qualsiasi sofferenza causata da questi post non autorizzati. Non abbiamo altro che rispetto per la Cina e per il popolo cinese”, si legge sull’account Twitter di Dolce & Gabbana, in un messaggio comparso anche in lingua cinese.

Intanto, personaggi celebri cinesi si sono schierati contro la firma italiana: “La nostra madrepatria è più importante di qualsiasi altra cosa, apprezziamo la forza e la bellezza del nostro patrimonio culturale”, ha detto il management di Wang Junkai, membro della boyband TFBoys, annunciando il suo ritiro dall’evento. Sulla stessa linea l’attrice Li Bingbing, l’attore Talu Wang e la Lega della gioventù cinese: “Le aziende straniere che operano in Cina dovrebbero rispettare la Cina e i cinesi”.

In merito all’annullamento della sfilata Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno spiegato: “Ciò che è accaduto oggi è davvero spiacevole, non solo per noi, ma per tutti coloro che hanno lavorato notte e giorno per dar vita a questo progetto. Il nostro sogno era quello di realizzare a Shanghai un evento che fosse un tributo alla Cina, che raccontasse la nostra storia e la nostra visione”.

1 thoughts on “Dolce & Gabbana e il caso Cina: ecco cosa è successo

  1. E’ così difficile comunicare in un italiano corretto e gradevole ? Per dei giornalisti la conoscenza della lingua italiana è l’essenza della loro missione e professione di comunicatori. Allora, perchè noi lettori dobbiamo essere torturati dalla locuzione “in merito a” ? E’ così diffcile sostituirla con “circa”, “in quanto a”, “a proposito di”, etc. ?

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