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Babbo Natale porta al record le vendite in Usa ma il rebus greco tiene in ansia i mercati

In America record di vendite pre-natalizie ma Europa tiene in ansia i mercati – Milano parte male – Fmi e Bce chiedono ai Paesi europei di tagliare il debito greco rinunciando alla metà dei loro crediti e tra Lagarde e Merkel sono di nuovo scintille – Preoccupazione anche per la crescita degli indipendentisti in Catalogna – Abi chiede il rinvio di Basilea 3.

Babbo Natale porta al record le vendite in Usa ma il rebus greco tiene in ansia i mercati

Accordo o rinvio? A poche ore dal vertice straordinario dell’Eurogruppo, dopo un week end di febbrili consultazioni, il dossier Grecia sembra aperto a più soluzioni, compreso il rinvio all’ultima data utile, il 3 dicembre, L’Eurogruppo ha sì deciso che la Grecia ha bisogno di due anni in più per centrare gli obiettivi di bilancio, ma non ha ancora stabilito con quali misure finanziare l’ulteriore esborso. Intanto l’Fmi, esposto per 120 miliardi, preme per una soluzione che renda finalmente sostenibile il debito di Atene, come esigono i partner non europei del Fondo.

Quattro le possibili soluzioni: 1) un ribasso dei tassi di interesse; 2) un programma di riacquisto o buy back da parte di Atene dei bond in circolazione, per ora a forte sconto; 3)la ristrutturazione degli utili delle banche nazionali sui titoli acquistati nel 2010; 4) ultima ipotesi, maturata nel week-end: un ulteriore taglio del debito greco. Lo rivela “Spiegel” on line riferendo che nei confronti in corso con i Paesi dell’Eurozona, Banca centrale europea e Fondo Monetario Internazionale (la cosiddetta Troika) avrebbero chiesto ai Paesi creditori di rinunciare alla loro metà di credito.

Come finirà? Christine Lagarde, filiforme direttore generale dl Fmi, ha usato un’espressione inglese: il finale non arriverà “until the fat lady sings”, ovvero “finché non canterà la cicciona”. Frau Angela Merkel non ha gradito.

Preoccupate le prime reazioni dei mercati all’esito delle elezioni in Catalogna, vista la crescita del fronte dei partiti indipendentisti.

ASIA

I mercati hanno già espresso il loro giudizio: in Asia l’euro continua a scendere (quarta seduta al ribasso) a quota 1,2971, arretra il petrolio (-0.07%).

Al contrario, l’ottimo andamento della campagna natalizia Usa ha favorito un avvio Toro per i listini azionari. Tokyo sale dello 0,76%, mentre continua il recupero di Taiwan terra dei semiconduttori.

In grande evidenza i titoli dell’auto a partire da Toyota +2,3%.

Continua invece la lenta ritirata dell’indice di Shangai -0,2%, ormai ad un passo dalla soglia psicologica dei 2000 punti. Grande attesa per i dati sui profitti delle imprese industriali ad ottobre, che saranno annunciati domattina.

Il New York Times insiste: buona parte della fortuna della fortuna di di Wen Jiabao, il premier cinese uscente, è legato alla decisione presa nel 1999, in piena crisi asiatica, di non procedere allo smembramento di Ping, il colosso finanziario che ormai vale più di Aig e degli altri gruppi Usa too big to fail. Ma, poco prima che Pechino corresse in soccorso del gigante ferito dalla crisi, la famiglia del premier ha fatto il pieno di azioni: la Taihong, la finanziaria di famiglia, ha comprato nel 2002 i titoli ad un quarto del prezzo pagato da Hsbc. Nel 2004, ultimo dato pubblico, i 7 milioni investiti già valevano 3,7 miliardi di dollari. Ed era appena l’inizio…

La Borsa egiziana ha chiuso la seduta di domenica con una perdita del 9,6%, segnando il terzo record negativo assoluto della sua storia.

AMERICA

Riparte oggi a pieno regime Wall Street dopo il week end del Black Friday, che ha portato ottime notizie: le vendite natalizie hanno registrato una crescita complessiva del 13 per cento rispetto ad un anno fa a quota 59,1 miliardi di dollari, un successo legato però in buona parte alle promozioni ed agli sconti.

L’indice Bloomberg sul “Consumer comfort” è in forte crescita, la più alta dal dicembre 2002.

Venerdì a New York la seduta si era chiuso con il segno positivo: Dow Jones, +1,35% S&P +1,30% e Nasdaq +1,38%.

EUROPA

I banchieri europei chiedono di rinviare l’introduzione di Basilea 3 prevista per il 2013. Dopo che gli Usa hanno deciso di rinviare, senza fissare una nuova data, l’introduzione dei nuovi parametri bancari previsti d Basilea , la federazione delle banche europee ha chiesto alla Ue un analogo atteggiamento per evitare un “dislivello incolmabile “ nella concorrenza, pari al 20 % circa dell’impegno patrimoniale. La prima risposta del commissario Ue Michel Barnier è stata negativa. Ma l’attività di lobbying prosegue.

Il rinvio dell’applicazione delle norme di Basilea3 “potrebbe aiutare meglio la fase di ripresa” prevista nella seconda metà del 2013. E’ quanto ha spiegato il presidente Abi Giuseppe Mussari secondo cui ci sarebbe “così una maggiore disponibilità di credito alle imprese e una ripresa erogazione dei mutui immobiliari”.

Ottima settimana per l’indice Eurostoxx e il Dax di Francoforte che hanno guadagnato circa il 5%. 

ITALIA

Anche Piazza Affari ha guadagnato nell’ottava il 5,2%.

Lo spread Bund-Btp è scambiato a 330 punti base, -4 punti base con un rendimento al 4,73%. Ottime notizie dai rendimenti sui tassi a breve scesi all’1,95% per i governativi a due anni e sotto l’1,45% a 12 mesi, entrambi ai minimi di marzo. A luglio, prima delle dichiarazioni di Mario Draghi sullo scudo della Bce il rendimento a due anni aveva superato il 4%

Sotto i riflettori Rcs Mediagroup dopo la riunione fiume che ha impegnato il presidente Angelo Provasoli e i consiglieri Rcs per quasi tutta la giornata di ieri. Nessun verbale, nessuna comunicazione, ma oggetto del conclave presso la sede milanese di Mac Kinsey è stato il nuovo piano, in avanzato stadio di confezionamento, che l’ad Pietro Scott Jovane sta mettendo a punto con l’ausilio della società di consulenza americana. Sono state fornite anche le cifre su cui ragionare in vista dell’approvazione definitiva del piano, prevista per il cda del 19 dicembre. Il fabbisogno complessivo si aggira sui 7-800 milioni da reperire con cessioni, sinergie ed operazioni sul capitale.

L’ultima seduta della settimana, in sintesi, ha visto:

Finmeccanica +1,2%. Secondo indiscrezioni, Agusta Westland parteciperà alla gara da 5 miliardi di dollari di importo per la fornitura di elicotteri da soccorso all’Air Force Usa. 

Buzzi Unicem ha guadagnato il 2,5%, proseguendo il buon momento (ieri +4,7%) dovuto alla doppia promozione di Ubs e Bernstein.

Le banche si sono riprese vigore grazie agli spread. Ubi +0,5%, Monte Paschi invariata, Intesa Sanpaolo +1%. Ieri la banca ha lanciato un bond da 1,25 miliardi di euro. Si tratta di una OBG (obbligazione bancaria garantita) a tasso fisso a 10 anni assistita in massima parte da mutui ipotecari residenziali e commerciali ceduti da Intesa Sanpaolo. 

Société Générale ha tagliato il target price a 1,15 euro da 1,30 euro del Banco Popolare. Secondo indiscrezioni, Agos Ducato, la partecipata con il 39% attiva nel credito al consumo, perderà soldi nel 2012 e nel 2013.

Saipem ha guadagnato l’1,7%. Il titolo ha accelerato venerdì dopo che la società ha annunciato di essersi aggiudicata nuovi contratti nelle perforazioni terra per un valore complessivo di circa 500 milioni di dollari in Arabia Saudita, Sud America e Kazakhstan, per l’utilizzo di 13 impianti, tre dei quali saranno appositamente costruiti. 

A2A è salita del 1,9%. La società si accinge ad uscire da Metroweb a favore del Fondo Strategico Italiano.

Atlantia ha guadagnato l’1,1%. Il gruppo delle concessionarie autostradali ha chiuso con successo l’offerta di 1 miliardo di bond riservati al retail.

Telecom Italia +0,4%: il 4 dicembre il cda di Tim Partecipacoes dovrebbe discutere il nuovo piano industriale relativo alla attività brasiliane. A presentare il documento sarà il ceo Andrea Mangoni. Il titolo è stato promosso da Hsbc a neutral dal precedente underweight.

Luxottica +0,8% ha toccato nuovi massimi storici a 30,87 euro dopo l’acquisto del 40% della catena di negozi di occhiali Salmoiraghi & Viganò al prezzo 40 milioni di euro.

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