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Bugünkü borsa işlemleri: Avrupa'da Trump-Xi görüşmeleri öncesinde petrol fiyatlarının yükselmesiyle kırmızıya dönüş yaşandı, dolar Temmuz ayından bu yana en yüksek seviyesine ulaştı. Milano endeksi 52 puanın altına düştü.

Occhi su Iran e incontro Trump-Xi. Il Brent torna a salire leggermente, ma resta sotto la soglia dei 100 dollari. Il Wti scivola invece sotto i 90 dollari. A Milano bene banche e lusso

Bugünkü borsa işlemleri: Avrupa'da Trump-Xi görüşmeleri öncesinde petrol fiyatlarının yükselmesiyle kırmızıya dönüş yaşandı, dolar Temmuz ayından bu yana en yüksek seviyesine ulaştı. Milano endeksi 52 puanın altına düştü.

Le Avrupa borsaları rallentano dopo un avvio positivo e passano in territorio negativo a metà seduta. A frenare i listini contribuisce anche il ritorno del petrolio verso i 100 dollari al barile, mentre gli investitori attendono di capire quali saranno gli sviluppi concreti dei Amerika Birleşik Devletleri ve İran arasındaki görüşmeler e guardano al vertice tra Donald Trump ve Xi Jinping. Neppure i dati migliori delle attese sull’economia dell’Eurozona riescono, per ora, a dare slancio ai mercati.

In questo quadro, i principali listini del Vecchio Continente si muovono senza una direzione. A Piazza Afari il Ftse Mib cede lo 0,19% e scivola di nuovo sotto i 52mila punti. Frankfurt %0,43 kaybeder, Madrid %0,26, Amsterdam %0,19 ve Paris lo 0,05%. Resiste invece Londra, in rialzo dello 0,10%. Prudenti anche i Wall Street vadeli işlemleri, con il Dow Jones a +0,05%, l’S&P 500 a +0,08% e il Nasdaq a +0,01%. Sullo sfondo, l’yapay zeka continua a sostenere il comparto tecnologico, con il Nasdaq che martedì ha segnato un nuovo record intraday.

Borse Ue in stand-bye: occhi su Iran e incontro Trump-Xi

A tenere banco sono soprattutto gli sviluppi sul fronte geopolitico, con nuovi segnali di apertura tra Stati Uniti e Iran e l’attesa per l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping.

A margine dell’BM Genel Kurulu, le delegazioni americana e iraniana hanno avuto un colloquio durato circa tre ore, definito da Trump “molto costruttivo”. Il presidente Usa ha annunciato nuovi contatti a breve, alimentando le aspettative di possibili progressi anche sullo Stretto di Hormuz, snodo strategico per i flussi di petrolio della regione.

L’attenzione degli investitori si sposta ora sul faccia a faccia tra Trump ve Şi Cinping, in programma giovedì 24 settembre. Il presidente cinese è atteso negli Stati Uniti fino al 25 settembre e sul tavolo ci saranno dossier che spaziano dal commercio all’intelligenza artificiale, dalle catene di approvvigionamento alle principali questioni geopolitiche. In vista del summit, l’ambasciatore cinese negli Usa ha indicato Taiwan e i diritti umani come “linee rosse” per Pechino.

Pmi Eurozona, l’economia accelera ma i mercati restano cauti

I dati preliminari sul Pmi dell’Eurozona delineano un quadro più solido del previsto. A settembre l’indice composito è salito a 53,1 punti dai 52 di agosto, segnando il terzo mese consecutivo di espansione e il ritmo più rapido da quasi tre anni e mezzo.

L’accelerazione ha interessato sia il manifatturiero sia i servizi, con i rispettivi ritmi di crescita ai massimi da 55 e 10 mesi. Secondo Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence, il dato indica una possibile crescita del Pil a un ritmo trimestrale dello 0,4%, mentre il rafforzamento degli ordini lascia intravedere un quarto trimestre ancora solido. Una tenuta che, però, può avere conseguenze anche sul fronte monetario: secondo Williamson, la resilienza dell’economia potrebbe alimentare le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi Bce già a ottobre.

Ayrıca 'OECD vede un’economia globale più resistente del previsto: l’organizzazione conferma la stima di crescita mondiale %2,9 ve alza quella dell’Italia allo 0,9% nel 2026, lasciando allo 0,6% la previsione per il 2027. Restano tuttavia diversi rischi, dai prezzi dell’energia legati alla crisi di Hormuz agli investimenti nell’intelligenza artificiale e ai dazi Usa. L’Ocse avverte inoltre che le riserve che hanno finora attutito gli shock si stanno esaurendo.

Piazza Affari, lusso e banche in evidenza. Deboli utility e petroliferi

A Milano il quadro resta selettivo. Tra i rialzi spiccano Ferrari (+ 1,41%), Brunello Cucinelli (+ %1,18) e Moncler (+%0,96). iyi de amplifon (+0,86 %), sostenuta dalle indicazioni positive sul mercato degli apparecchi acustici e dalle prospettive legate all’acquisizione di GN Hearing, che dovrebbe generare sinergie per 60-80 milioni di euro.

Ben intonato il comparto bancario, con Banco Bpm, Mediobanca e Mps tra i titoli in pole. Positiva anche Unicredit, mentre tra i titoli più deboli del listino si distinguono Fincantieri'nin (-1,85%), buzzi (-1,6%), Ünipol (%-1,55) ve Inwit (-1,27%). Cauti anche i titoli legati all’energia, con Tenariler tra i più deboli. Sotto i riflettori Postalamak (%-0,89) ve Tim (-0,71%), nel terzo giorno della riapertura dei termini dell’offerta: nel frattempo, Poste è salita al 70,5% del capitale.

küçük hareket Pirelli (+0,22%), dopo l’operazione che ha portato al 29,9% la catena di controllo riconducibile a Marco Tronchetti Provera. Il gruppo ha inoltre approvato un piano da 1 miliardo di euro per ampliare lo stabilimento negli Stati Uniti.

De Nora Endüstrileri resta negativa, ma recupera terreno dopo il forte calo della vigilia, seguito alla vendita del 5% del capitale da parte di Snam.

Tahvil cephesinde, yayılma tra BTp e Bund decennali parte da 88 punti base, in lieve calo rispetto agli 89 punti della chiusura precedente. Scende anche il rendimento del BTp decennale, al 4,32% dal 4,34% della vigilia.

Petrolio, il Brent torna a salire ma resta sotto i 100 dollari

Dopo la recente serie di ribassi, il Brent prova a recuperare terreno e torna leggermente sopra i 99 dollari al barile, con un rialzo dello 0,11%, ma resta comunque sotto la soglia dei 100 dollari. Il WTI si muove invece in direzione opposta e scende poco sotto i 90 dollari. Più stabile il gaz, con il future di Amsterdam intorno ai 73 euro al megawattora.

A frenare il greggio sono soprattutto le prospettive di un miglioramento dell’offerta dal Medio Oriente e le speranze di una soluzione diplomatica al conflitto tra Stati Uniti e Iran. A questo si aggiunge la ripresa delle attività dell’oleodotto East-West di Saudi Aramco verso il Mar Rosso, rimasto chiuso dall’11 settembre. Il mercato continua però a guardare soprattutto allo Hürmüz Boğazı, snodo strategico per i flussi energetici della regione. Eventuali segnali di distensione sul fronte iraniano potrebbero infatti ridurre i timori sulle forniture e contribuire a contenere i prezzi.

Il tema resta comunque centrale per i mercati, perché un ritorno alla normalità dei traffici attraverso lo stretto potrebbe ridurre la pressione sui prezzi dell’energia e, di conseguenza, sulle aspettative di inflazione e sui tassi.

Dollaro forte, euro ai minimi da fine giugno

Döviz piyasasında ise dollaro continua a rafforzarsi. L 'euro è sceso fino a 1,1420 dollari, sui minimi da fine giugno-inizio luglio. Il cambio dollaro/yen si avvicina a quota 158, mentre l’euro/yen resta poco mosso intorno a 180.

Deboli anche oro e Bitcoin: il metallo prezioso si porta in area 4.300 dollari l’oncia sul mercato spot, mentre la criptovaluta scende poco sopra quota 85mila dollari.

Yoruma