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Renzi, ultimatum a Conte: “Hai tempo fino alla Befana per evitare la crisi”

Nel breve incontro di ieri a Palazzo Chigi il leader di Italia Viva ha chiesto una netta inversione di rotta sia sul metodo che sul merito delle decisioni del Governo e ha dato tempo a Conte di rispondere puntualmente entro il 6 gennaio – Ma se le risposte saranno insoddisfacenti, Renzi ritirerà la delegazione dal Governo – Anche il Pd dà segni di impazienza

Renzi, ultimatum a Conte: “Hai tempo fino alla Befana per evitare la crisi”

C’è tempo fino al 6 gennaio per sapere se nella calza della Befana ci sarà un nuovo Governo, un Governo rinforzato o la crisi di Governo. È questo l’esito del breve incontro di ieri a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e la delegazione di Italia Viva guidata dal leader Matteo Renzi. Il fatto che l’incontro sia durato poco più di mezz’ora dice tutto: la partita resta aperta e le questioni sollevate da Italia Viva per “non tirare a campare” restano tutte sul tavolo.

I renziani hanno illustrato il documento consegnato al Premier in cui si chiede una netta inversione di rotta nel metodo (vera collegialità) e nel merito (via la cabina di regia, revisione del piano di attuazione del Recovery Fund, utilizzo del Mes sanitario, delega sui Servizi segreti) e hanno proposto a Conte di prendersi il tempo necessario per esaminarlo in profondità e per rispondere nel merito entro l’Epifania. Se le risposte saranno soddisfacenti, Italia Viva continuerà a sostenere il Governo Conte 2, altrimenti sarà crisi perché in quel caso Italia Viva ritirerà la sua delegazione ministeriale. Per ora Renzi ha però promesso che non si metterà di traverso né sulla Legge di Bilancio né sulle misure anti-Covid e sulla stretta di fine anno.

“Caro Presidente – ha detto Renzi a Conte in un incontro veloce ma non privo di scintille – tu puoi fare tante cose per uscire da questa situazione: puoi pensare a un Conte-ter, a un governo istituzionale, a un esecutivo tecnico. Ma non ti puoi solo permettere di mantenere tutto com’è“. E ancora: “Non possiamo apprendere di passaggi fondamentali come quello sulla governance del Recovery a cose già fatte e non possiamo essere costretti a fare i cattivi per reclamare la collegialità nelle scelte”.

Conte ha provato a giustificare le difficoltà rilevando “l’anomalia” di una forza politica (Italia Viva) che è nata dopo la formazione del suo secondo Governo, ma a quel punto è insorta la ministra Teresa Bellanova che ha replicato al premier a muso duro: “L’unica anomalia mi sembra quella di un Presidente che ha governato sia con Salvini che con Zingaretti”.

Il fatto è che il dissenso dichiarato di Italia Viva è solo la punta dell’iceberg del malessere di larga parte della maggioranza, perché l’indecisionismo del Governo di fronte al lockdown di fine anno e il bacio della pantofola di Conte al discusso generale libico Haftar per la liberazione dei pescatori italiani preoccupano anche le altre forze della coalizione e sembrano svegliare il Pd, che ieri ha dato segnali di inquietudine. Nel merito, il Pd condivide tutte le questioni sollevate da Italia Viva, ma non trova la forza di andare fino in fondo, anche se nel Paese i problemi – non solo della battaglia anti-Covid – crescono a vista d’occhio.

Conte ha una ventina di giorni per provare a evitare la crisi, ma la giornata di ieri fa capire che il tempo dell’immobilismo e dell’indecisionismo sta scadendo.

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