Condividi

Renzi attacca Salvini e Di Maio: “Colpa loro se sale lo spread”

Il Corriere della Sera ha calcolato che in tre settimane gli italiani hanno perso circa 2 mila euro a testa e l’ex segretario del Pd attacca a testa bassa Lega e Cinque Stelle: “Il loro teatrino sta costando caro agli italiani: con noi al governo lo spread scendeva” – VIDEO.

Renzi attacca Salvini e Di Maio: “Colpa loro se sale lo spread”

Durissimo attacco dell’ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi, per l’impennata dello spread che sta costando caro ai risparmiatori e ai contribuenti italiani. “Dai prossimi giorni – scrive Renzi sulla sua pagina Facebook – i mutui per le famiglie costeranno di più, l’accesso al credito per le piccole imprese sarà più difficile e pagheremo di più gli interessi sul debito pubblico. Chi è il colpnevole? Non c’è nessun complotto, non guardate Bruxelles, non è colpa dei mercati finanziari. Il responsabile ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio. Se lo spread sale è grazie al teatrino incredibile di questi signori, che da 84 giorni stanno prendendo in giro gli italiani, anche quelli che li hanno votati. L’aumento dello spread – prosegue Renzi – dipende da ciò che hanno detto e scritto nelle varie bozze del contratto di programma: tagliare 250 miliardi di debito, minibot e altre amenità del genere”.

 

Quanto stia costando agli italiani il pollice verso dei mercati al contratto di programma del nuovo governo lo ha calcolato Federico Fubini sul Corriere della sera, secondo cui nelle ultime tre settimane sono già andati virtualmente in fumo – tra perdite delle azioni, dei bond e delle obbligazioni bancarie – qualcosa come 200 miliardi di euro, il che equivale a dire che ogni italiano ha perso circa 2 mila euro. E non è detto che sia finita perchè il mercato ha fatto chiaramente capire di non fidarsi del candidato di Lega e Cinque Stelle al Tesoro, Paolo Savona, che ha scritto anche in tempi recenti di ritenere giusto uscire dall’euro e non rimborsare il debito pubblico. Come faceva una volta l’Argentina di Peron e come prometteva di fare la Grecia di Varoufakis. Ma si è visto come è andata a finire con i greci che ancora piangono per aver creduto alle favole di apprendisti stregoni, non molto diversa da quelle che raccontano oggi agli italiani Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Commenta