Luigi Lovaglio cala l’asso ma la sua strada resta in salita. Al termine di una riunione fiume durata oltre 7 ore il cda di Mps ha dato il via libera, a maggioranza, alla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali. Prevista anche una supercedola da 4 miliardi per gli azionisti del Monte dei Paschi, 1 miliardo in contanti e circa 3 miliardi attraverso azioni Generali, ovvero circa il 4,5% del capitale del Leone.
Sono queste, dunque, le mosse ideate dall’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, e dagli advisor della banca Ubs, Goldman Sachs, Kbw e Vitale, per resistere all’offerta da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo e proporre un’alternativa allettante ai soci di Siena.
Lo scontro in cda
Il via libera del cda è arrivato con nove voti su tredici. Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra, eletti nella lista del board e vicini a Caltagirone, e Paola De Martini, in quota Assogestioni, si sono astenuti, dichiarando di non essere stati adeguatamente informati sul piano e soprattutto di non essere in grado di esprimersi su tutta una serie di temi, dai rischi del processo di integrazione alle sinergie rappresentate. Non solo, il comunicato finale approvato dal board ha ricevuto voto contrario degli astenuti. Solo un consigliere di minoranza, Corrado Passera, ha invece votato sì (alla doppia operazione e al comunicato).
La passivity rule
Mps è però sotto passivity rule, quindi ognuna delle operazioni messe sul piatto da Lovaglio dovrà passare al vaglio dell’assemblea straordinaria con una maggioranza tutt’altro che facile dei 2/3. L’assise si terrà i il prossimo 29 ottobre. Decisiva sarà la posizione di Delfin, che lo scorso aprile votò a favore del ritorno di Lovaglio alla guida della banca senese e che ha mano il 17,5% di Rocca Salimbeni. Caltagirone, da mesi in rotta con il Ceo, ha il 10,2%. Seguono il Mef al 4,86%, BlackRock al 4,66% e Banco Bpm (che non potrà votare) al 3,74%.
Nell’attesa di conoscere le posizioni dei soci maggiori, sembra guardare con favore al piano Pierluigi Tortora, numero uno di Plt Holding e tra i soci registi dell’operazione che hanno riportato Lovaglio alla guida del Monte dei Paschi. “Le operazioni oggi sul tavolo dimostrano che la banca non è più chiamata semplicemente a difendere il proprio valore, ma può essere protagonista nella creazione di nuovo valore”, ha detto Tortora a Radiocor, aprendo al progetto della doppia ops.
Banca Generali convoca cda straordinario
Banca Generali non commenta, ma si prepara a reagire. L’istituto, controllato al 50,17% da Generali, ha convocato un cda straordinario per venerdì 21 agosto. Già lo scorso anno sulla banca guidata da Gian Maria Mossa era arrivata l’offerta di Mediobanca, che proprio attraverso quest’operazione – poi bocciata dall’assemblea di Piazzetta Cuccia – si era a sua volta giocata il tutto per tutto per difendersi dal Monte.
Nessun commento nemmeno da Banco Bpm, che dopo l’offerta (ritirata a causa dell’intromissione del Governo) di Unicredit, torna nuovamente ad essere preda di un’ops ostile. Tace per il momento anche Crédit Agricole, primo socio di Piazza Meda con una quota poco sotto il 30%, che però a inizio mese si era già espressa contro la proposta di nozze tra pari tra le due banche. Senza l’appoggio dei francesi qualsiasi tipo di operazione sul Banco appare (quasi) impossibile.
I numeri della (possibile) nuova maxi banca
Dalle nozze tra Banco Bpm e Mps nascerebbe un colosso bancario da circa 70 miliardi di euro di capitalizzazione (36 di Mps, 25 di Banco Bpm, quasi 8 di Banca Generali). Sarebbe inoltre la seconda banca italiana per presenza territoriale, dietro Intesa e davanti a Unicredit: alle 1.400 filiali di Piazza Meda si sommerebbero infatti 1.252 sportelli di Siena. L’inclusione di Banca Generali accanto a Mediobanca creerebbe invece un gruppo leader nella gestione del risparmio italiano.
Mps lancia la doppia Ops da 34 miliardi
Dopo il via libera arrivato ieri dal consiglio di amministrazione, Mps ha formalizzato la contromossa all’Opas di Intesa Sanpaolo, annunciando due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, su Banco Bpm e Banca Generali. Il controvalore complessivo delle due operazioni è di circa 34 miliardi di euro, di cui 25,3 miliardi riferiti a Banco Bpm e circa 8,7 miliardi a Banca Generali.
Per Banco Bpm, Rocca Salimbeni offre 1,567 nuove azioni Mps per ogni titolo portato in adesione. Il rapporto di cambio valorizza l’istituto guidato da Giuseppe Castagna circa 25,35 miliardi di euro e non prevede alcun premio rispetto ai valori di mercato. Mps definisce infatti l’operazione una “combinazione tra pari a valori di mercato”.
Più generosa la proposta per Banca Generali, sulla quale il Monte offre 6,958 azioni Mps per ogni titolo, con “un premio del 10%” calcolato sui prezzi del 19 agosto. Nelle intenzioni della banca senese, la doppia operazione dovrebbe portare alla nascita di “un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell’advisory e nel wealth management”, con oltre 810 miliardi di euro di total financial assets.
Mps stima inoltre sinergie annue ante imposte a regime per circa 2,6 miliardi di euro, di cui circa 800 milioni riconducibili all’integrazione di Mediobanca. Al piano industriale si affianca poi la maxi remunerazione promessa agli azionisti del Monte: 4 miliardi di euro complessivi, con un miliardo in contanti e altri 3 miliardi attraverso la distribuzione di azioni Generali, pari a circa il 4,5% del capitale del Leone agli attuali valori di mercato. Con il lancio formale delle due Ops, la risposta di Luigi Lovaglio a Intesa entra così nella fase operativa, anche se restano aperti i passaggi societari e autorizzativi necessari per portare avanti il progetto.
Scarica il Comunicato di Mps

Il superdividendo e il 4,5% di Generali
Il piano messo a punto per fronteggiare l’opas di Intesa prevede anche la “distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli azionisti Mps” da corrispondere “in parte in cassa”, con un miliardo di euro, “e in parte in azioni Generali”, per “3 miliardi di euro”, somma che corrisponde “a circa il 4,5% del capitale sociale” del Leone “agli attuali corsi di mercato”. Nel dettaglio, si tratta di 1,208 euro per azione Mps, di cui 0,302 euro in denaro ed 0,906 euro mediante assegnazione di un numero di azioni Assicurazioni Generali “da determinarsi sulla base del prezzo ufficiale rilevato su Euronext Milan alla relativa record date”, spiega la nota di Siena. Al pari delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali la distribuzione del dividendo straordinario sarà subordinata al via libera dell’assemblea del 29 ottobre e, anche in caso di via libera dei soci, sarà subordinata alla dichiarazione di efficacia di almeno una delle due ops. Sarà inoltre riservata agli azionisti Mps presenti prima del regolamento delle offerte.
Le parole di Lovaglio
“Oggi non presentiamo solo due transazioni, ma una visione”, ha esordito. Lovaglio nella conference call con gli analisti sulle due ops. Negli ultimi anni, ha ricordato, Mps “ha completato una delle maggiori trasformazioni nel settore bancario europeo”. Ora “la domanda non è come diventare più grandi ma come diventare più rilevanti”. “Oggi abbiamo l’occasione di fare il nuovo passo strategico”, ha detto il manager Lovaglio, sottolineando che le due ops sono “due operazioni legalmente separate”, ma “formano un piano industriale coerente”.
“Le offerte garantiscono un significativo accrescimento dell’utile per azione e del dividendo per azione, oltre all’opportunità di contribuire all’ampio potenziale di crescita di un gruppo finanziario più grande, più diversificato e di qualità superiore per i clienti”. Non solo, secondo il ceo, con i 4 miliardi di dividendo straordinario, “la doppia operazione segna un investimento strategico per la banca e un immediato ritorno per gli azioni Montepaschi”.
L’ad ha specificato di non aver avuto contatti preventivi con i soci, ma ha definito indirettamente “amichevoli” le due proposte di aggregazione, evidenziando che oggi Mps è “il partner ideale per aggregazioni amichevoli”.
Il gruppo che nascerà dall’integrazione tra Mps (con Mediobanca), Banco Bpm e Banca Generali avrà un “valore di mercato pro forma di circa 80 miliardi”, ha evidenziato Lovaglio, sottolineato che il nuovo istituto si piazzerà “tra le prime 10 banche europee“.
(Ultimo aggiornamento: ore 11.35 di venerdì 21 agosto).
