comparte

Banner de FIRSTonline

Bolsa hoy, 18 de agosto: los mercados bajan y el petróleo sube. Irán sigue siendo un factor determinante, pero la advertencia de la IA del BCE también influye. El petróleo brilla en Milán.

Dopo il rosso di Wall Street e delle piazze asiatiche, si accoda anche l’Europa. Milano in calo. Vendite sui tech dopo l’allarme della Bce sulla possibile bolla Ia, dollaro ai minimi da tre mesi

Bolsa hoy, 18 de agosto: los mercados bajan y el petróleo sube. Irán sigue siendo un factor determinante, pero la advertencia de la IA del BCE también influye. El petróleo brilla en Milán.

Non c’è due senza tre: dopo il rosso delle piazze asiatiche e i cali di lunedì a Wall Street, anche le Borse europee procedono in negativo, zavorrate dai timori sul Medio Oriente.

Da settimane la Casa Bianca promette l’arrivo di un accordo sul Energía nuclear iraní, ma l’intesa, anche alla luce della scadenza del cessate il fuoco di 60 giorni siglato tra i due Paesi a Islamabad lo scorso giugno, sembra ancora lontana. In più Donald Trump continua a fare quello che gli riesce meglio, ovvero, lasciarsi andare alla frustrazione e alle minacce. Le ultime sono rivolte verso Omán, accusato di ostacolare il raggiungimento di un accordo. “Non credo che si siano comportati molto bene, ma li gestiremmo molto facilmente, proprio come facciamo con gli altri”, ha dichiarato il presidente Usa ai giornalisti lunedì nello Studio Ovale, minacciando di bombardare il Paese del Golfo.

Nel frattempo, l’Oman ha annunciato di essere vicino a un accordo che consentirebbe alle navi di tornare a transitare nello Estrecho de Hormuz, dichiarazioni confermate anche dal ministero degli Esteri iraniano, secondo il quale sarebbe stata raggiunta un’intesa sulla rotta di transito e resterebbero da definire soltanto gli ultimi dettagli. 

Per il resto, sull’azionario, occhi puntati sul tecnología dove i titoli legati ai chip e all’inteligencia artificial dopo il balzo dei ricavi del secondo trimestre di Antrophic e l’allarme bolla lanciato dalla Bce.

La Bce lancia l’allarme sulla bolla Ia

In un articolo pubblicato lunedì sul blog della Banca centrale europea, cinque economisti dell’Eurotower hanno avvertito sulla possibile bolla dell’Intelligenza Artificiale. Secondo loro, infatti, le valutazioni del mercato azionario statunitense ed in parte anche di quello europeo, spinte dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, potrebbero presto andare incontro a una correzione che avrebbe ricadute negative anche sui mercati dell’area dell’euro.  

In particolare, per gli autori, la storia delle precedenti rivoluzioni tecnologiche, dalle ferrovie a internet, porta a una “conclusione preoccupante”: una correzione delle attuali valutazioni azionarie è probabile, indipendentemente dal fatto che i prezzi riflettano un entusiasmo razionale oppure una bolla speculativa simile a quella delle dot-com. L’Eurozona non è esente da rischi, anzi: è esposta soprattutto attraverso le partecipazioni nei sette maggiori gruppi tecnologici statunitensi, le cosiddette Magnifiche sette. Inoltre, le famiglie dell’area euro detengono circa 440 miliardi di euro di esposizioni ai titoli tecnologici Usa, prevalentemente attraverso fondi comuni ed Etf, spesso senza essere pienamente consapevoli del rischio di concentrazione, continuano i cinque esperti, secondo i quali una correzione del boom dell’AI negli Stati Uniti potrebbe propagarsi alla fiducia, alle condizioni di finanziamento e all’occupazione europee: “Una ricaduta dell’AI negli Stati Uniti non rimarrebbe un problema statunitense”.

Borse europee in calo e petrolio in rialzo

In questo contesto, le Borse europee viaggiano in ordine sparso: Milán cede un 0,48% hasta los 53,329 puntos. Frankfurt fa peggio e perde lo 0,46%, París segna -0,25%. Si salvano Madrid (+ 0,12%) y Londres (+ 0,1%).

Nel frattempo, lo stallo delle trattative tra Usa e Iran riaccende la corsa all’energia, con il aceite Brent che risale sopra la soglia psicologica dei 90 dollari al barile (è a 91.1 dollari) e il Wti che si riporta sopra quota 85 dollari. Il Natural ad Amsterdam sale invece dell’1,14% a 62,5 euro al megawattora.

In rosso anche l’Asia

In attesa di novità concrete sulla gestione dello stretto di Hormuz e zavorrate dai forti ribassi sui titoli tecnologici e dell’Intelligenza artificiale è tendenzialmente negativo il sentiment dei mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico. 

La peor bolsa es la de Tokio, che ha chiuso in calo del 2,5% con gli investitori che sembrano rifugiarsi nei titoli di Stato con richieste record nelle aste per i bond. Piatte Hong Kong, bolsas chinas e Sidney, mientras Seul ha ceduto l’1,5% nell’indice generale e il 3,5% in quello dei gruppi hi tech. 

Wall Street in calo zavorrata dal boom dei Treasury

Ieri, chiusura in calo anche a Wall Street, con il Dow Jones deseando S & P 500 che hanno perso oltre mezzo punto. Giù il Nasdaq, che ha archiviato con un ribasso dello 0,32% una seduta appesantita dal rialzo del petrolio e dei rendimenti dei Tesorería, dopo la scadenza senza intesa del memorandum tra Stati Uniti e Iran. Il rendimento del Treasury trentennale ha infatti toccato il livello più alto dal 2007, al 5,31%. Gli investitori restano inoltre cauti in vista delle trimestrali dei grandi retailer, attese nei prossimi giorni: Home Depot pubblicherà i conti oggi prima dell’apertura dei mercati, Walmart giovedì, dopo i deludenti dati sulle vendite al dettaglio di luglio.

A Milano giù tech e banche

A Piazza Affari il rialzo dei prezzi del petrolio spinge Eni (+ 1,1%) y Saipem (+1,09%), ma la maglia rosa del listino va a nexi, che guadagna l’1,7% dopo aver sfiorato inizialmente guadagni per il 3%. 

Sul fronte opposto, i realizzi colpiscono il tech, dopo l’ondata di ottimismo sull’AI scatenata dal boom dei conti trimestrali di Anthropic ieri. stmicroelectrónica perde così il 3,7% e Prysmian 2,4%. malo también Avio, un 1,5% menos.

Occhi puntati sul risiko bancario con l’ad di Mps, piatta, Luigi Lovaglio che secondo il Corriere, sarebbe ancora dell’idea di contrastare l’offerta di Intesa (+0,2%), nonostante il dietrofront di Banco Bpm (-1,07%) su un possibile matrimonio. A zavorrare Piazza Meda contribuisce anche la decisione di “correggere” il Cet1 dopo un confronto con la Bce. A fine giugno il coefficiente è dunque pari al 14,02% contro il 14,4% comunicato in precedenza.

Torrnando alla Vorsa, in rosso anche por (-1%), Fincobank (-0,94%). Attenzione anche a Unicredit (-0,57%), con il governo tedesco che potrebbe prendere in considerazione la vendita di una quota di Commerzbank all’istituto italiano, qualora le due banche riuscissero a concordare una strategia comune.

Dollaro ai minimi da tre mesi

Passando al valutario il ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte delle Fed pesa ancora sul dólar, sceso ieri ai minimi da tre mesi. Il biglietto verde è indicato a 1,1575 per un euro (da 1,1585 ieri in chiusura) e vale 159,73 yen (da 159,35), mentre il rapporto euro/yen è  a 184,83 (da 184,60).

Revisión