E’ un Super Tuesday per i mercati finanziari occidentali, che si riallineano dopo alcune sedute contrastate e incerte grazie alla diminuzione del prezzo del petrolio e dei rendimenti dei titoli di Stato, due fattori che allontanano lo spettro dell’inflazione e di un conseguente rialzo dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, a partire dalla Federal Reserve. L’antifona si era capita già dall’Asia: con la Borsa cinese chiusa per la festività nazionale della Golden Week, l’indice Nikkei di Tokyo aveva portato a casa il +1%. Poi l’Europa: Milano +0,87% di nuovo sopra i 51.000 punti, Francoforte +0,77%, Parigi +0,4%, Londra +0,4%. Madrid +0,8% a meno di due mesi da elezioni politiche che saranno importantissime per il futuro dell’Europa, precedendo quelle dell’anno prossimo in Italia e Francia.
Nuovi record per S&P e Nasdaq: continua il rally di SpaceX
Ancora meglio fa Wall Street, soprattutto con gli indici tecnologici: l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno entrambi segnato nuovi record intraday. Il primo ha superato il precedente massimo di agosto, arrivando oltre i 7.818 punti, il secondo invece ha aggiornato il massimo storico, intorno a 27.650 punti. Intonato anche il Dow Jones, che al momento avanza di mezzo punto percentuale. Sul Nasdaq è grande protagonista il tech, ad incominciare dai chip per l’AI: Marvell +7%, Amd +3,5%, Nvidia +1,5%, Micron +0,7%, Nebius +9%, Astera Labs +8,5%, Broadcom +4%, Lumentum +2,5% e così via. Tra le big più tradizionali si mette in evidenza Microsoft +1,6%, mentre prosegue l’hype su SpaceX +2%: la creatura di Musk beneficia della nota di Morgan Stanley che la proietta sui 300 dollari per azione, dai 174 dollari di adesso. In controtendenza da segnalare Sandisk e Intel, con perdite superiori all’1%.
Petrolio sotto i 100 dollari: l’export di greggio dal Medio Oriente torna ai livelli pre-guerra
Svalutazione importante oggi per il petrolio, che scende sotto l’asticella dei 100 dollari al barile sia col Brent che con il Wti Crude Oil: il primo scambia a 98 dollari, il secondo intorno agli 88 dollari, il minimo da fine agosto. La svolta avviene in un contesto di segnali di ripresa delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente: il ministro dell’Energia saudita ha dichiarato che i flussi di petrolio attraverso l’oleodotto East-West Pipeline hanno raggiunto i 5,8 milioni di barili, mentre Reuters ha riportato che le spedizioni attraverso questa rotta non hanno subito interruzioni. Alcuni rapporti hanno persino mostrato che le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno superato i livelli prebellici in quattro giorni, durante l’ultima settimana di settembre. Sale invece oltre i 75 euro per megawattora il gas naturale europeo. Oro ritocca al rialzo sui 4.160 dollari l’oncia, argento sopra i 61 dollari.
Respirano i rendimenti dei titoli di Stato. Bitcoin oltre gli 86.000 dollari
Respirano finalmente i rendimenti dei titoli di Stato di riferimento, dopo diverse sedute sotto pressione in cui avevano raggiunto i massimi da quasi un quarto di secolo. Oggi invece il rendimento del T-Bond 10 anni statunitense è sceso sul 5,2%, un valore ancora alto ma in calo, l’Oat di pari durata francese è tornato sul 4,7%, e il nostro Btp decennale si è riportato intorno al 4,5, dopo che ancora ieri era vicinissimo al 4,7%. Ne risente in positivo anche lo spread Btp-Bund, che oggi si sgonfia sotto i 110 punti base, col rendimento del Bund tedesco intorno al 3,5%. L’euro prova a riprendere vigore sul dollaro Usa, ma il cambio rimane molto favorevole alla valuta statunitense, intorno all’1,126. Il Bitcoin supera gli 86.000 dollari, il massimo da gennaio.
A Milano prosegue la scalata di Technoprobe, recuperano le banche
Infine Piazza Affari, che mette a segno una seduta più che positiva. I titoli migliori sono i seguenti: Inwit +3,6%, Nexi +2,9% e Technoprobe che continua la sua ascesa con un +2,8% vicinissima ai 37 euro per azione. A fare notizia però è soprattutto il rimbalzone delle banche, che beneficiano dei segnali distensivi sul fronte dei tassi d’interesse e stanno, per lo meno sul fronte italiano, vicine a sbrogliare il bandolo della matassa del risiko: Mps +2,34%, Unicredit +1,6%, Bper +1,5%, Intesa Sanpaolo +1,26%. Sul fronte tech bene anche Stm +2,22%, recupera bene Stellantis +2,1%. In controtendenza Telecom Italia -3,66%, Fincantieri -3,55%, Tenaris -2,8%, Avio -2,6%, Leonardo -2,4%.
