Le Borse europee chiudono in cauto rialzo, all’indomani del rally di Wall Street che, trainata dall’annuncio di Nvidia sui 100 miliardi di dollari da investire in OpenAI, ha toccato nuove vette spinta dall’intero comparto tech. E anche oggi, gli occhi (e le orecchie) degli investitori restano sugli Usa, dove nel tardo pomeriggio italiano è in programma il discorso del numero uno della Fed, Jerome Powell, dal quale potrebbe arrivare qualche ulteriore indicazione sulla politica della banca centrale statunitense e su possibili nuovi tagli entro la fine dell’anno.
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In Europa, invece, l’attenzione oggi è rivolta verso gli indici Pmi che misurano l’attività manifatturiera e del terziario del mese di settembre. In Germania l’indice è sceso a 48,5 da 49,8, mentre in Francia, l’indice Pmi composito riferito al mese in corso e diffuso oggi è calato al 48,4 dal 49,8 di agosto, il minimo da cinque mesi. L’indice Pmi manifatturiero è invece sceso a 49,5 da 50,7 di agosto. Gli investitori guardano anche alle tensioni internazionali: preoccupano i droni avvistati a Copenaghen e Oslo. I riflettori sono inoltre puntati a New York dove si tiene l’assemblea Onu.
In questo contesto, Parigi è la migliore piazza di giornata, seguita da Madrid e Francoforte. Piatta Londra.
Milano chiude in rialzo dello 0,13%, salvo poi girare in negativo e tornare in parità a metà seduta. A zavorrare i listino sono le vendite sulle banche e soprattutto su Mediobanca. Si è chiusa ieri l’opas di Mps (che invece sale), con la banca senese che ha raggiunto l’86,3% del capitale di quella milanese, una percentuale che spiana la strada alla fusione e all’eventuale delisting del titolo Mediobanca. L’onda lunga dell’operazione arriva ovviamente a Generali (in calo), considerando che Mediobanca è il primo azionista della compagnia con il 13,2% del capitale. In ribasso anche Banco Bpm in attesa di novità sulle possibili nozze con Crédit Agricole Italia. Dopo gli acquisti di lunedì, le prese di beneficio colpiscono Leonardo, mentre a tenere a galla il Ftse Mib ci pensano il lusso, con Moncler e Cucinelli, Stm e Italgas.
Sugli altri mercati, segna l’ennesimo record l‘oro, con il contratto spot che ha toccato un nuovo massimo di 3.759 dollari l’oncia, mentre nel contratto future è arrivato a 3.794 dollari. A sostenere il bene rifugio per eccellenza sono le aspettative di ulteriori tagli dei tassi negli Stati Uniti e un dollaro debole (attualmente a 1,179 il cambio euro/dollaro).
Scende a 83 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi. In calo al 3,57% il rendimento annuo italiano, contro gli 0,9 punti in meno di quello tedesco al 2,74%. Si conferma anche il sostanziale azzeramento del differenziale di rendimento tra i benchmark decennali di Italia e Francia rispetto al Bund tedesco. A inizio degli scambi sulla piattaforma Mts, come già ieri in chiusura, i due titoli ‘girano’ su livelli di rendimento simili: al 3,57% per il BTp l’oat risponde con una percentuale del 3,55%