Le Borse europee continuano a muoversi in rialzo, con Milano che chiude poco sotto i 45.000 punti (+0,8%), confermandosi ai massimi da gennaio 2001. Toniche anche Francoforte, Parigi e Madrid, mentre Londra e Amsterdam viaggiano intorno alla parità. L’ottimismo è sostenuto dai segnali positivi sull’inflazione nell’Eurozona, definita vicina al 2% da Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Bce, e da un’economia più resiliente del previsto con un mercato del lavoro solido. Wall Street rimbalza grazie ad Advanced Micro Devices, dopo le stime della ceo Lisa Su sul mercato dei componenti per data center AI che potrebbe raggiungere 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, mentre il Nasdaq resta debole e Nvidia si muove piatta.
Gli occhi degli investitori restano comunque puntati sugli Usa, dove è in programma per oggi il voto alla Camera Usa che dovrebbe mettere fine ai 42 giorni di shutdown, il più lungo della storia Usa, dopo la firma del presidente Donald Trump. La conclusione del blocco delle attività federali, tra l’altro, implica il ritorno dei dati macro Usa dopo un lungo silenzio. Numeri che serviranno alla Fed per decidere cosa fare alla prossima riunione di dicembre.
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A Piazza Affari, la stagione delle trimestrali tiene alta l’attenzione: Recordati registra utili rettificati in aumento del 10% e conferma la guidance, mentre A2a scivola in coda al listino dopo conti e aggiornamento del piano strategico, con la guidance 2026 leggermente inferiore alle stime di consenso. Inwit fallisce il rimbalzo, mentre le banche continuano a brillare, con Mediobanca e Mps in vetta. Positiva Generali dopo la nomina di Giulio Terzariol nel ruolo di direttore generale, vacante dal 2017.
Lo spread Btp-Bund resta sotto i 74 punti e il decennale italiano rende il 3,4%, con il mercato che mostra ancora forte appetito per i titoli di Stato in vista dell’asta di giovedì. Sul valutario, il dollaro recupera posizioni sull’euro, mentre il petrolio scende per timori di eccesso di offerta. L’oro resta poco mosso, sopra i 4.100 dollari, sostenuto dai segnali di debolezza del mercato del lavoro statunitense e dall’avvicinarsi della fine dello shutdown governativo.