Non basta il maxi-rilascio di 400 milioni di barili da parte dell’Agenzia internazionale dell’energia per calmare i mercati: l’Europa chiude in rosso mentre il petrolio riprende quota (con il Brent sopra i 92 dollari al barile e il Wti oltre gli 87). Il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a pesare, con le navi bloccate nello stretto di Hormuz e le tensioni che minacciano di far volare il greggio fino a 200 dollari al barile, nonostante le rassicurazioni di Donald Trump. La combinazione di prezzi energetici elevati, incertezze geopolitiche e tassi Fed e Bce in bilico crea quella che gli esperti definiscono “la tempesta perfetta” sui mercati europei.
Nonostante il rally di Oracle, spinta dai risultati record nel cloud e nell’intelligenza artificiale, i listini Usa registrano cali, con il Dow Jones più debole.
A Piazza Affari i riflettori restano su Mps e Mediobanca dopo il via libera dei cda al progetto di fusione annunciato ieri, che porterà al delisting di Piazzetta Cuccia, con un concambio di 2,45 azioni Siena per ogni titolo di Piazzetta Cuccia. In fondo al listino si segnalano i pesanti cali di Diasorin (-6,5%) e del comparto Difesa con Leonardo e Fincantieri, così come il settore lusso.
Il dollaro si rafforza, l’euro scende sotto 1,16, e l’oro e l’argento cedono terreno. Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund sale leggermente a 73 punti e il decennale italiano al 3,66%.