Spread in caduta libera, rendimenti in ribasso e petrolio sotto i 100 dollari. Se a questo aggiungiamo i rialzi di Wall Street e dei listini asiatici e la convinzione che la Fed non alzerà i tassi nella riunione di ottobre, si capisce il motivo per il quale le Borse europee siano così di buon umore e avanzino a passo spedito nonostante tutte le difficoltà.
Amsterdam è la migliore (+0,9%), Milano segue a ruota con un rialzo dello 0,8% che consente al Ftse Mib di tornare sopra i 51mila punti (è a 51.241). Madrid avanza dello 0,7% nonostante la crisi politica e la convocazione di elezioni anticipate, Francoforte sale dello +0,58% e Londra dello 0,56%. Parigi guadagna lo 0,55%, ma resta sotto osservazione a causa delle forti incertezze sulla situazione politica e fiscale.
Spread in caduta libera, giù i rendimenti sui titoli di Stato
Dopo i rialzi della scorsa settimana in scia alle vicissitudini di Francia e Spagna, sono in forte ribasso gli spread del vecchio continente: il differenziale tra Btp e Bund si attesta a 106 punti base dai 114 della vigilia, con il rendimento sul decennale italiano benchmark che scende al 4,51% (-2%) e quello sul titolo tedesco pari scadenza al 3,45% (-0,2%). In forte ribasso anche lo spread tra Oat e Bund che cala a 131 punti base allontanandosi dai massimi di 158 punti toccati lo scorso 2 ottobre, mentre il tasso sull’Oat 10 è al 4,75% dal 4,85% della vigilia. Il Bonos decennale si attesta al 4,06% (era al 4,10% lunedì), una percentuale che porta il differenziale con il Bund a 61 punti base dai 64 di ieri.
Oltreoceano il rendimento dei Treasury decennali è al 5,276% dopo aver toccato quota 5,31%, sui massimi dal 2022.
Petrolio: Brent sotto i 100 dollari
Sul fronte dell’energia, intanto, i dati delle compagnie di navigazione hanno mostrato che in molti giorni di fine settembre l’export di petrolio dalla regione del Golfo ha superato i livelli pre guerra, mentre l’Arabia Saudita ha annunciato una riduzione dei prezzi, entrambe notizie che mostrano un ridimensionamento delle tensioni sul mercato. E così il petrolio Brent viaggia a quota 98 dollari al barile, in ribasso dell’1,77%, mentre il Wti texano è a 87,8 dollari (1,8%). È invece in rialzo di oltre tre punti percentuali il gas, che Amsterdam si muove a 76,4 euro al megawattora.
Sul valutario, l’euro è a 1,124 dolllari dopo essere scivolato ai minimi da 17 mesi in area 1,1160.
A Milano corrono i tech e Stellantis
Tornando all’azionario, a Milano corrono i titoli tecnologici, in scia ai rialzi delle big tech a stelle e strisce. In cima al Ftse Mib c’è infatti Technoprobe, che a metà giornata sale del 4%. Bene Stm, in rialzo del 2%. Positivo il comparto auto con Stellantis (+3,66%) e Ferrari (+2%). Corrono Nexi (+3,4%) e Inwit (+3,2%).
Sono ancora in fermento le banche dopo le ultime novità del risiko: Mps sale dell’1,3% in scia al rilancio di Intesa (+1,18%). Bene anche Unicredit (+1,3%).
Da segnalare anche il rialzo di Recordati, che guadagna l’1,4% dopo che Cvc ha annunciato di aver alzato il prezzo d’Opa a 53 euro per azione.
Sul fronte opposto, la maglia nera è Telecom Italia (-3,6%). Il ribasso dei prezzi del greggio manda in rosso i petroliferi: Saipem (-2,3%), Tenaris (-1%), Eni (-0,9%). In calo anche la difesa con Fincantieri e Leonardo che segnano rispettivamente -2,2% e -2%.
