Luigi Lovaglio cala l’asso ma la sua strada resta in salita. Al termine di una riunione fiume, iniziata alle 9.30 di questa mattina e conclusa poco prima delle 17, il cda di Mps ha dato il via libera, a maggioranza, alla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali. Prevista anche una supercedola per gli azionisti del Monte dei Paschi che potrebbe essere finanziata utilizzando una parte del 13,2% di Generali arrivato in dote da Mediobanca.
Sono queste, dunque, le mosse ideate dall’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, e dagli advisor della banca Ubs, Goldman Sachs, Kbw e Vitale, per resistere all’offerta da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo e proporre un’alternativa allettante ai soci di Siena.
Lo scontro in cda
Non c’è ancora alcuna comunicazione ufficiale, ma il via libera del cda sarebbe arrivato con nove voti su tredici. Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra, eletti nella lista del board e vicini a Caltagirone, e Paola De Martini, in quota Assogestioni, si sarebbero astenuti, dichiarando di non essere stati adeguatamente informati sul piano e soprattutto di non essere in grado di esprimersi su tutta una serie di temi, dai rischi del processo di integrazione alle sinergie rappresentate. Secondo Radiocor, il comunicato finale approvato dal board avrebbe ricevuto voto contrario degli astenuti. Solo un consigliere di minoranza, Corrado Passera, avrebbe invece votato sì (alla doppia operazione e al comunicato).
La passivity rule
Mps è però sotto passivity rule, quindi ognuna delle operazioni messe sul piatto da Lovaglio dovrà passare al vaglio dell’assemblea straordinaria con una maggioranza tutt’altro che facile dei 2/3. Decisiva sarà la posizione di Delfin, che lo scorso aprile votò a favore del ritorno di Lovaglio alla guida della banca senese e che ha mano il 17,5% di Rocca Salimbeni. Caltagirone, da mesi in rotta con il Ceo, ha il 10,2%. Seguono il Mef al 4,86%, BlackRock al 4,66% e Banco Bpm (che non potrà votare) al 3,74%.
I numeri della (possibile) nuova maxi banca
Dalle nozze tra Banco Bpm e Mps nascerebbe un colosso bancario da circa 70 miliardi di euro di capitalizzazione (36 di Mps, 25 di Banco Bpm, quasi 8 di Banca Generali). Sarebbe inoltre la seconda banca italiana per presenza territoriale, dietro Intesa e davanti a Unicredit: alle 1.400 filiali di Piazza Meda si sommerebbero infatti 1.252 sportelli di Siena. L’inclusione di Banca Generali accanto a Mediobanca creerebbe invece un gruppo leader nella gestione del risparmio italiano.
(Ultimo aggiornamento ore 18.18 di giovedì 20 agosto).
