L’auto resta una presenza centrale nella vita degli italiani, ma il mercato viaggia su una linea sottile: da una parte chi compra e dall’altra chi vorrebbe farlo e non ci riesce. Negli ultimi due anni il 20% degli italiani ha acquistato un’auto, con una spinta più forte tra Millennials e ceti medi. Accanto a questa domanda realizzata, però, c’è un altro 21% che avrebbe voluto comprare ma ha rinunciato, una quota che sale al 31% tra i ceti fragili e al 28% nel Sud e nelle Isole. Più che un disinteresse verso l’automobile, emerge una domanda compressa, frenata soprattutto dalla sostenibilità economica dell’acquisto. È quanto emerge dall’Osservatorio Compass – Speciale Auto 2026, presentato in occasione dell’Automotive Dealer Day di Verona.
Il dato più significativo arriva dal momento in cui molti consumatori si bloccano. Quasi una rinuncia su due avviene dopo un primo passo concreto verso il concessionario: il 49% di chi non ha acquistato, pur volendolo fare, aveva già chiesto un preventivo o avviato una trattativa. Il mercato, quindi, non perde clienti all’inizio del percorso, ma nelle fasi finali, quando prezzo, condizioni di pagamento e incertezza diventano decisivi.
Acquisto rimandato, non cancellato
La fotografia dell’Osservatorio Compass indica che molte decisioni non sono definitive. Tra chi ha rinunciato all’acquisto negli ultimi due anni, il 61% non ha abbandonato l’idea. Per un terzo la scelta è soltanto rimandata, mentre un altro 28% è ancora in valutazione. La situazione economica personale resta una variabile centrale, soprattutto per i ceti medi, mentre gli incentivi pubblici incidono in particolare sulla Generazione X.
Le intenzioni per i prossimi dodici mesi confermano questa cautela. Il 34% degli italiani dichiara una probabilità elevata di acquistare un’auto, un dato sostanzialmente in linea con il 35% rilevato nel 2025. La propensione sale tra Millennials, Gen X, ceti medio-alti e residenti nel Sud e nelle Isole. Ma il restante 66% resta incerto o orientato a non comprare, segnalando un mercato ancora in attesa di condizioni più favorevoli.
Prezzi, rate e tecnologia: le tre paure che frenano
Tra chi avrebbe voluto acquistare e non lo ha fatto, la barriera dominante è economica. Il 74% indica motivi legati ai prezzi elevati, alle altre priorità di spesa, alla volontà di non assumere nuovi debiti o ai costi di gestione. A questo si aggiunge un’incertezza tecnologica che pesa sul 42% dei rinunciatari: scelta della motorizzazione, rischio di obsolescenza, svalutazione e timori per future restrizioni alla circolazione rendono più difficile decidere.
Il pagamento immediato resta comunque la soluzione più diffusa. Tra chi ha acquistato negli ultimi due anni, il 42% ha saldato l’intero importo al momento dell’acquisto, mentre il 25% ha scelto il finanziamento tradizionale a rate e un altro 25% la formula del valore futuro garantito. Guardando ai prossimi dodici mesi, il 45% di chi intende acquistare pensa di pagare subito, mentre il 37% valuta il finanziamento a rate. Le soluzioni più flessibili restano meno diffuse, ma trovano più spazio tra i Millennials.
Il credito tiene il mercato, ma rallenta
Nel 2025 il credito al consumo finalizzato tramite convenzionati ha registrato una lieve frenata, con erogazioni complessive a 29,1 miliardi di euro, in calo del 2,7% rispetto al 2024. Il comparto auto resta però il motore del sistema poiché vale 23,9 miliardi di euro, oltre l’80% dei prestiti finalizzati, anche se in flessione del 2,68%. Il segnale non è quello di un arretramento strutturale, ma di un mercato più selettivo, nel quale l’accesso al credito continua a fare la differenza.
Sul nuovo, le erogazioni si fermano a 16,59 miliardi di euro, con 840mila operazioni finanziate e un ticket medio di 19.750 euro, in aumento dell’1,9% sul 2024. Meno operazioni, dunque, ma importi medi più alti. L’usato mostra una tenuta migliore: 6,16 miliardi di euro di erogato, 396mila operazioni e un ticket medio di 15.500 euro. La Lombardia concentra il 19% dei finanziamenti liquidati nel 2025, seguita da Lazio e Campania, entrambe all’11%.
Manutenzione sotto pressione, il Bnpl entra in officina
La stretta non si ferma all’acquisto. Per il 77% dei possessori di auto, le spese di mantenimento pesano in modo rilevante sul bilancio familiare. Assicurazione, bollo, carburante e manutenzione stanno diventando una voce sempre più difficile da sostenere, tanto che nell’ultimo anno un automobilista su cinque ha rinviato o rinunciato alla manutenzione ordinaria o straordinaria per motivi economici. La quota sale al 42% tra i ceti fragili e al 26% tra i Millennials.
In questo contesto cresce l’interesse per il Buy Now Pay Later applicato alle spese dell’auto. Il 59% degli italiani lo considera utile per coprire tagliandi, manutenzione straordinaria, polizze assicurative e cambio pneumatici. Il gradimento sale al 74% tra la Gen Z, al 68% tra i ceti fragili e al 77% tra chi prevede di acquistare un’auto nei prossimi dodici mesi. Non si tratta solo di dilazionare una spesa, per il 25% degli automobilisti, la possibilità di pagare in modo flessibile potrebbe portare a investire di più nel mantenimento del veicolo.
Il quadro finale è quello di un mercato ancora vivo, ma condizionato da prudenza e capacità di spesa. L’auto resta desiderata e necessaria, come dimostrano gli oltre 41 milioni di vetture circolanti in Italia e una densità superiore a 700 auto ogni 1.000 abitanti. Ma il parco invecchia, l’età media si avvicina ai 13 anni e oltre un’auto su cinque è ancora antecedente alla normativa Euro 4. Senza un’accelerazione del ricambio, il rischio è che il rinvio dell’acquisto diventi un problema più ampio, con effetti su sicurezza, sostenibilità e costi futuri per gli automobilisti.