Giornata di tregua per le Borse europee, sostenute dal calo dei prezzi del petrolio sulle speranze di un maggior numero di petroliere nello Stretto di Hormuz a causa del conflitto in Iranoli tecnologici con l’avvio della conferenza Nvidia Gtc e dalle indiscrezioni su una joint venture da 10 miliardi di dollari di OpenAI. Lo S&P 500 resta però circa il 5% sotto i massimi di inizio anno.
Intanto l’attenzione degli investitori si concentra sulle banche centrali: mercoledì la riunione della Federal Reserve e giovedì quella della Banca Centrale Europea, le prime dopo l’escalation con l’Iran. Al momento le probabilità di interventi sui tassi restano molto basse.
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A Piazza Affari tra i titoli migliori del listino principale si mettono in evidenza Stm, Cucinelli, A2a e Banco Bpm. Bene anche Eni, sostenuta dal rialzo del greggio e dal ritorno in Venezuela. Sotto pressione invece Amplifon dopo l’annuncio dell’acquisizione del business hearing di Gn Store Nord per circa 2,3 miliardi di euro. Debole anche UniCredit che ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank con l’obiettivo di superare la soglia del 30% del capitale senza acquisirne il controllo. Il rapporto di concambio sarà definito dall’autorità di vigilanza tedesca BaFin nei prossimi giorni. Vendite su Recordati e Nexi.
L’euro resta debole a 1,14 sul dollaro, mentre il bitcoin risale verso i 75mila dollari. Oro e argento poco mossi a 5.000 e 80 dollari l’oncia. Il gas sale a circa 52 euro/MWh.
Sul fronte obbligazionario si registra un lieve miglioramento per i titoli di Stato italiani. Lo spread tra Btp e Bund scende a circa 79 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,77%.