In una Piazza Affari sottotono, riesce a brillare Brunello Cucinelli, oggetto di acquisti che hanno portato il titolo a guadagnare fin quasi il 2% tra i migliori del Ftse Mib. A metà seduta il titolo Brunello Cucinelli quota 102,90 in rialzo dell’1,98%, dopo un massimo di seduta a 103 euro. A febbraio il titolo ha visto il picco dell’anno a 133,40 euro, per poi scendere ad aprile fino al minimo dell’anno di 87,90 euro. Il Ftse Mib langue a -0,60%.
A sostenere il ralzo sono stati i conti diffusi ieri a mercati chiusi che sono stati superiori alle attese: Brunello Cucinelli continua a essere una delle poche eccezioni al rallentamento dell’alta gamma e più in generale della moda. La società fondata dall’imprenditore umbro è la prima a fornire i dati del primo semestre: i ricavi sono cresciuti del 10,2% a 684,1 milioni (+10,7% a cambi costanti), l’utile netto ha fatto un balzo del 16% a 76,7 milioni, con un’incidenza sul fatturato dell’11,2%, anch’essa in crescita rispetto al 10,6% registrato al 30 giugno 2024. Nelle prossime settimane vedremo se, come era successo nel primo trimestre, il gruppo Prada ed Hermès si confermeranno le uniche altre due eccezioni al calo di ricavi e utili del settore.
Le vendite sono bilanciate nelle varie aree geografiche: nel primo semestre l’Europa, che assorbe il 35,6% dei ricavi, è cresciuta del 10% a 243 milioni, le vendite nelle Americhe (35,8% del totale) sono salite dell’8,7% a 245 milioni e i ricavi dall’Asia (pari al restante 28,6% dei 684 complessivi) sono migliorati del 12,5% arrivando a 196 milioni. Tutte le percentuali sono sostanzialmente invariate rispetto al primo semestre 2024.
Luglio e agosto molto positivi. Fiducia in un fatturato 2025 a +10%
Il 2025 rappresenta un anno importantissimo per gli investimenti, con il completamento anticipato di un anno del piano triennale 2024-26 per la produzione artigianale made in Italy, con il raddoppio della fabbrica di Solomeo, si legge nella nota diffusa dopo il cda. Al 30 giugno 2025, gli investimenti ammontano a 63,5 milioni, rispetto ai 44,8 milioni al 30 giugno 2024. La struttura patrimoniale si conferma solida, con un indebitamento netto caratteristico di 197,2 milioni, “a fronte del piano di investimenti e del pagamento di dividendi per complessivi 68,8 milioni”.
L’andamento “molto, molto positivo” delle vendite nei mesi di luglio e agosto, in continuità con la crescita dei primi sei mesi dell’anno, continua la nota, e l’ottima partenza della collezione autunno-inverno 2025-2026 nelle boutique, rafforzano la fiducia per un incremento del fatturato nell’anno intorno al +10%, con sani ed equilibrati profitti”. Bene anche le campagne vendite per le collezioni della primavera-estate 2026, che “stanno registrando risultati ottimi: si è già conclusa quella dedicata all’uomo, mentre è ancora in corso la raccolta ordini per la collezione femminile con commenti estremamente positivi”.
Il parere degli analisti: target price fino a 113 euro
Gli analisti di Intermonte confermano il giudizio “neutral” sul titolo, con un target price a 113 euro, pur rivisto da 114,4. Secondo gli esperti, “i risultati del secondo trimestre 2025 e i commenti del management hanno confermato il posizionamento unico del marchio nel segmento del lusso assoluto. È importante sottolineare che le tendenze di mercato dovrebbero continuare a evidenziare il divario persistente di performance tra la domanda di beni di lusso autenticamente esclusivi, che rimane solida, e il resto del mercato, che mostra maggiore volatilità”. Secondo i broker “Brunello Cucinelli si conferma tra i pochi vincitori grazie a un posizionamento del marchio saldamente radicato in valori etici e umanistici, a relazioni credibili e lungimiranti con una rete di fornitori altamente specializzati e a una distribuzione estremamente selettiva (inclusi 400 punti vendita wholesale). Il nostro lieve aggiustamento del target price riflette l’ipotesi di requisiti di capitale circolante leggermente più elevati”. Intermonte conferma le sue previsioni “di ricavi 2025/26, che prevedono una crescita annua leggermente superiore al 10%. Sul fronte cash flow, ritocchiamo al rialzo la previsione di indebitamento netto per fine anno alla luce delle indicazioni del management”.
Jefferies ha alzato il target price a 107 euro per azioni (+7%) e raccomandazione sul titolo a “hold”. Nel dettaglio secondo gli analisti “l’indebitamento netto a fine periodo, pari a circa 200 milioni di euro (una stima realistica anche per la fine del 2025), riflette l’aumento temporaneo del rapporto capex/vendite al 10,5% (che tornerà verso un più tipico 7% a partire dal prossimo anno)”. Per quanto riguarda il terzo trimestre, gli esperti ritengono che sia “iniziato come si era concluso il secondo, con aspettative di utile per l’intero esercizio invariate”. Nello specifico gli analisti si concentrano su due punti chiave emersi dalla call post conti: “la conferma delle attese di un modesto ampliamento del margine ebit annuale (il consenso prevede circa +20 punti base) e le vendite del terzo trimestre fino ad oggi, in linea con il primo semestre. Ciò implica l’assenza di variazioni apprezzabili nelle aspettative di mercato”.