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BORSE OGGI 23 MARZO: la Fed alza dello 0,25% i tassi Usa. Powell: “La crisi delle banche non ci fa cambiare rotta”

Il Presidente della Federal Reserve raffredda subito l’illusione che la crisi di Svb e altre banche americane potesse allentare la stretta monetaria. Ora i tassi Fed sono al 5%, come non si vedeva da anni

BORSE OGGI 23 MARZO: la Fed alza dello 0,25% i tassi Usa. Powell: “La crisi delle banche non ci fa cambiare rotta”

La crisi delle banche non ci costringe a cambiar rotta. Così il presidente della Fed Jerome Powell ha spento le attese di un cambio di rotta delle autorità monetarie. I tassi Usa salgono, come previsto di un quarto di punto al 5%, massimo dal 2007, ma potrebbero crescere ancora quest’anno una volta o anche più. Eppure, lo stesso Powell ammette che gli effetti dei crack bancari “peseranno sulle economie”. Ma non abbastanza da garantire la fine della stretta. I falchi, insomma, prevalgono in Usa ma anche a Francoforte, a giudicare dalle dichiarazioni di Christine Lagarde. E gli aumenti proseguono. Oggi tocca alla Norvegia, alla Bank of England, spaventata dall’improvvisa crescita dei prezzi a febbraio (dal 6 al 10%) ed alla Svizzera, l’epicentro della crisi: i guai del Crédit Suisse non distolgono Berna dalla scelta di aumentare il costo del denaro di mezzo punto.

I messaggi delle banche centrali sono destinati a spegnere in apertura la spinta del Toro. Le Borse europee sono impostate per un avvio in lieve ribasso. Ieri hanno chiuso intorno alla parità sia Milano che l’Eurostoxx 50.

Da seguire oggi l’indice della fiducia dei consumatori europei. Migliorano intanto le previsioni economiche per la Germania: il Pil del 2023 dovrebbe crescere dello 0,2%, per arrivare a +1,3% nel 2024. Crescerà però anche l’inflazione: +6,6% quest’anno e 3% il prossimo.

Ben intonati i listini asiatici

Wall Street ha prima accolto con un rialzo le notizie in arrivo dalla Fed per poi ripiegare in coincidenza con le dichiarazioni di Powell in conferenza stampa. I tre indici principali hanno chiuso a -1,6%.

Meglio intonati i listini asiatici. L’indice Hang Seng di Hong Kong sale dell’1,7% grazie alla forza dei titoli tecnologici. Tencent +7% ha registrato risultati annuali migliori del previsto. La lettura ha contribuito a stimolare un po’ di ottimismo sulla ripresa economica cinese.

L’indice Shanghai Shenzhen CSI 300 è in rialzo dello 0,8%. Deboli i principali titoli immobiliari dopo che lo sviluppatore, da tempo in crisi, China Evergrande Group, ha delineato un piano di ristrutturazione del debito, che potrebbe creare un pericoloso precedente per il resto del settore.

La prospettiva che il picco dei tassi sia vicino ha ridato smalto ai titoli di Stato Usa. Il rendimento del Treasury Note a dieci anni è sceso a 3,43% da 3,57%. Quello del Treasury 2 anni è sceso a 3,88% da 4,20% di lunedì. Siamo sui minimi da settembre

Il rendimento del Bund a dieci anni si è attestato al 2,32%. BTP decennale a 4,16%.

Il cross euro dollaro è salito a 1,091, sui massimi da inizio febbraio

Riflettori puntati sul Consiglio europeo

Archiviate le decisioni delle banche centrali, i mercati finanziari sono oggi alle prese con gli sviluppi del Consiglio europeo che, tra l’altro, dovrà affrontare due temi caldissimi: lo stop ai motori a combustione dal 2035 con le varianti chieste dalla Germania per l’e-fuel e la richiesta italiana di non escludere i biocarburanti; la questione del nucleare che la Francia chiede di inserire tra le energie pulite per la svolta green. 

Wall Street frena sulle dichiarazioni della segretaria al Tesoro

A frenare il recupero di Wall Street sono state anche le dichiarazioni al Congresso della segretaria al Tesoro Janet Yellen che ha escluso l’ipotesi di una garanzia generale su tutti i depositi bancari. Nel frattempo, i prestiti chiesti dalle banche alla Fed hanno toccato un nuovo record, a dimostrazione dei timori generali di possibili crisi di liquidità, e gli investitori statunitensi si preparano a fare causa al governo svizzero per la decisione di azzerare l’equivalente di 17 miliardi di dollari di bond ad alto rischio AT1 di Credit Suisse. 

First Republic ha perso il -15%, da +30% del giorno prima. L’agenzia Fitch ha tagliato a B da BB, avvertendo che potrebbe ridurlo ancora.

Brusca caduta di Nike -4,9% dopo i conti che segnalano la ripresa lenta del mercato cinese.

Hindenburg research torna in azione. Dopo il report che ha affondato in Borsa il gruppo indiano Adani (150 miliardi di dollari sfumati dopo le accuse sui “buchi” nei conti). La società Usa ha annunciato che presto produrrà un altro report esplosivo senza rivelare l’identità della vittima.

Avanza l’oro, petrolio e gas in calo

Continua intanto l’avanzata dell’oro salito a 1.979 dollari l’oncia+0,5%.

Il petrolio Brent e WTI perde l’1%. Ieri pomeriggio la EIA ha annunciato un incremento delle scorte settimanali USA di 1,12 milioni di barili, l’API aveva stimato un incremento delle scorte USA di circa 3,3 milioni di barili. Il mancato decollo del greggio in coincidenza della riapertura cinese ha per ora provocato una vittima illustre: i fondi di Pierre Andurant, mitico gestore esperto di petrolio e dintorni, perdono da inizio anno il 40 per cento. 

Il gas naturale europeo ha perso il -5,7%, chiudendo sotto i 40 euro per mwh, da inizio anno -47%.

Bitcoin +1% a 27.67 dollari, ieri ha chiuso in ribasso del -2,7%, dopo sei rialzi di seguito. Secondo indiscrezioni, nell’exchange crypto italiano The Rock Trading, chiuso ormai da più di un mese, ci sarebbe un buco nei conti tra 15 e 20 milioni di euro.

Si scalda la partita delle nomine

La Lega, tra le altre richieste, chiede un ruolo di vertice in Terna che prevede di chiudere il 2023 con una ulteriore crescita di ricavi ed Ebitda dopo aver archiviato lo scorso esercizio con un progresso del 13,8% dei ricavi e dell’11% del margine operativo lordo.

Sotto i riflettori Inwit. Il private equity francese Ardian è in una fase iniziale di studio per una possibile offerta.

Unieuro ha chiuso l’esercizio 2022/23 con ricavi per 2,88 miliardi di euro, in calo del 2,2% rispetto all’esercizio precedente, che aveva visto forti vendite per la categoria Brown grazie al rinnovo dei televisori in vista dello switch off delle frequenze.

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