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Conte divorzia dall’Inter, Paratici via dalla Juve: Allegri in pista

Clamoroso divorzio, anche se consensuale, di Conte dall’Inter con buonuscita da 7,5 milioni: il vincitore dello scudetto non ha accettato il ridimensionamento della squadra previsto dal presidente cinese – Ora Allegri è conteso da Inter e Juve che intanto ha rinnovato la dirigenza cambiando il direttore sportivo – Divorzio in vista anche tra Donnarumma e il Milan mentre Simone Inzaghi resta alla Lazio

Conte divorzia dall’Inter, Paratici via dalla Juve: Allegri in pista

Conte lascia l’Inter e scatena un nuovo derby d’Italia, con Allegri grande protagonista. Neanche il tempo di archiviare la Serie A che il mercato sta già impazzando, o impazzendo, a seconda dei punti di vista. Perché al clamoroso intrigo sulle panchine di Inter e Juve bisogna aggiungere quelli delle altre squadre, Napoli su tutte. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla notizia per eccellenza, ovvero il divorzio tra l’Inter e Antonio Conte, annunciato ufficialmente alle 19.22 di ieri.

“FC Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Antonio Conte – le parole scelte da Viale della Liberazione -. Tutto il Club desidera ringraziarlo per lo straordinario lavoro svolto, culminato con la conquista del diciannovesimo Scudetto, rimarrà per sempre nella storia del nostro Club”.

Il tanto atteso incontro con Zhang, dunque, non è avvenuto, nel senso che non ce n’è neanche stato bisogno: troppa la distanza tra il progetto cinese all’insegna del ridimensionamento (mercato in attivo di 80-90 milioni, taglio ingaggi del 15-20%, cessione di uno-due big) e le volontà del tecnico campione d’Italia, desideroso, se non di crescere, quantomeno di mantenere il livello attuale. Difficile possa essere così, a meno che Marotta e Ausilio non riescano a compiere un vero e proprio miracolo, perché qualche pezzo da 90 dovrà partire e i soldi per sostituirlo, evidentemente, non ci saranno. La prima partita si gioca sul sostituto di Conte, salutato con una buonuscita di 7,5 milioni, la metà di quanto avrebbe percepito restando fino a fine contratto (arretrati e premi compresi), a patto però di non allenare nessun altra squadra italiana fino a giugno 2022 (pena la perdita del compenso).

Il nome in cima alla lista è quello di Allegri, fino a ieri sembrava destinato alla Juventus ma che oggi, alla luce delle novità, è al centro di una vera e propria lotta. Anche perché, nel frattempo, è sceso in campo pure il Real Madrid, deciso a puntare su di lui per sostituire il partente Zidane. Max dunque è l’ago della bilancia: dovesse scegliere la Juve, ecco che l’Inter sarebbe costretta a guardarsi altrove (Sarri? Mihajlovic? Oppure una pista più esotica?), viceversa, accasandosi in nerazzurro, darebbe il lasciapassare al ritorno in bianconero di Zizou. Non farà invece parte del romanzo Simone Inzaghi, che ieri, dopo un incontro fiume con Lotito, ha deciso di rimanere alla Lazio: il nuovo contratto scadrà nel 2024 e gli garantirà 2,2 milioni più bonus a stagione. Nel frattempo in casa Juve, in attesa di sistemare la questione allenatore, è caduta la prima testa eccellente nella dirigenza.

Si tratta di Fabio Paratici, liquidato dopo 11 anni (9 da vice-Marotta, 2 da Direttore dell’area tecnica) con un comunicato ufficiale, nel quale lo si ringrazia per aver “scritto la storia del club con 19 trofei vinti”. Al suo posto, come anticipato nei giorni scorsi, dovrebbe arrivare Federico Cherubini, che verrebbe così promosso proprio come il suo predecessore: oggi comunque, dopo l’attesissima assemblea degli azionisti Exor, se ne saprà sicuramente di più. Una volta risolta la questione panchina si penserà ai giocatori, anche se per qualcuno ci si sta già muovendo con decisione.

È il caso di Donnarumma, il cui divorzio col Milan è ormai cosa fatta. L’arrivo di Maignan, campione di Francia con il Lille e vice di Lloris in Nazionale, ha definitivamente sancito la rottura, confermata ufficialmente da Maldini. “Le strade si dividono, non posso che auguragli il meglio – ha dichiarato il dt sul canale Twich del club -. La gente fa fatica a capire cosa voglia dire fare il professionista, che deve essere pronto a cambiare casacca. È difficile da accettare, ma bisogna avere rispetto per chi ha dato tanto al Milan”. Un saluto elegante, in linea con il personaggio, dopo aver preso atto che ormai non c’era più nessun margine per trattare.

I retroscena da Milanello raccontano di un ultimo colloquio tra i due nella giornata di lunedì, nel quale Gigio avrebbe ribadito di voler fare “tutto quello che dice Mino”. Che sarebbe Raiola, le cui pretese (20 milioni di commissione per firmare il rinnovo) hanno inorridito il fondo Elliot, deciso a dare un segnale forte anche verso gli altri giocatori. Il discorso cambia però per chi dovesse acquistarlo, che si ritroverebbe in rosa uno dei portieri più forti del mondo per soli 20 milioni: al momento il novero delle pretendenti è ridotto a Juve e Barcellona, anche se entrambe dovrebbero prima vendere Szczesny e Ter Stegen. Giorni frenetici anche in casa Napoli, dove si lavora alacremente per annunciare il nuovo allenatore.

Le voci su Sergio Conceiçao, diffusesi in Portogallo nella giornata di lunedì, sono state prontamente smentite, così come quelle su Christophe Galtier, deciso a restare in Francia. Il favorito dunque è diventato Luciano Spalletti, pronto a tornare in panchina dopo due anni di stop (lautamente pagati dall’Inter) con un biennale da 3 milioni a stagione: con De Laurentiis è meglio non dare nulla per scontato, ma questa volta la strada sembra quantomeno tracciata.

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