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Cannabis light, Italia Viva vuole sbloccarla: “Per lo Stato 5 miliardi”

La stima è dell’Università di Messina e la proposta è rilanciata da Italia Viva, per dare seguito al via libera alla coltivazione del 2016: “Andrebbe tassata come il tabacco e ci sarebbero anche 768 milioni di riduzione della spesa pubblica”.

Cannabis light, Italia Viva vuole sbloccarla: “Per lo Stato 5 miliardi”

Cinque miliardi di euro, ai quali andrebbero aggiunti oltre 700 milioni di risparmi sulle attività di magistratura e polizia che finora erano legate alla sua persecuzione: questo è quanto frutterebbe la regolamentazione fiscale del commercio della cannabis light alle casse dello Stato italiano, secondo uno studio dell’Università di Messina rilanciato dal deputato di Italia Viva Massimo Ungaro nel corso di un’interrogazione parlamentare. Secondo il partito di Matteo Renzi regolarizzare la commercializzazione della discussa pianta non solo sarebbe coerente con la legge n. 242 del 2016 che già ne ha consentito e disciplinato la coltivazione (della qualità “sativa”, quella considerata sostanza non stupefacente), ma porterebbe evidenti benefici economici, proprio nelle settimane in cui si cerca qualsiasi entrata utile a comporre il puzzle della manovra.

“Tale sostanza – ha sostenuto Ungaro – è oggi di libero accesso, anche per i minorenni, essendo commercializzata senza limitazioni in punti vendita oppure tramite i canali online”. Una situazione che nemmeno la recente sentenza della Cassazione (maggio 2019), rinviando al giudice di merito la verifica sugli effetti psicotropi delle sostanze vendute, ha contribuito a chiarire. Ad oggi c’è solo una circolare del Ministero dell’Interno del 31 luglio 2018, che ha fissato il limite dello 0,5% di Thc oltre il quale le infiorescenze sono considerate sostanze stupefacenti, ma per quanto riguarda la diffusione si è poi assistito alla diffusione di centinaia di canapa shop, la cui attività non è precisamente regolamentata.

La proposta di Italia Viva è dunque di una tassazione simile a quella dei tabacchi: “Sulla base di un prezzo di circa 10 euro al grammo – ha spiegato Ungaro nel corso del suo intervento in Aula -, le entrate per lo Stato sarebbero pari a circa 5 miliardi di euro”. A ciò si aggiungono, come detto, altri 768 milioni di riduzione della spesa pubblica, di cui 540 milioni per la magistratura carceraria e 228 milioni per operazioni di ordine pubblico e sicurezza.

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