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Juncker e il discorso sull’Unione: sui migranti ora azione audace e unitaria

Il presidente della Commissione sferza il parlamento: “L’Unione non versa in buone condizioni, manca l’Europa e manca l’unione”. Sui migranti: “Questo non è il momento di avere paura, serve un’azione audace e concertata”. E chiede ai 28 Paesi di approvare il piano per accogliere 160.000 rifugiati. “Italia, Grecia e Ungheria non possono essere lasciate sole”

Juncker e il discorso sull’Unione: sui migranti ora azione audace e unitaria

“Non è europeo chi respinge i barconi, chi si volta da un’altra parte, chi appicca il fuoco ai campi di raccolta dei profughi. L’Europa è il panettiere di Kos che regala panini ai rifugiati o le persone che a Monaco li hanno accolti in stazione”. Con questa significativa frase il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker ha sottolineato la necessità della logica dell’accoglienza per tutti gli Stati membri dell’Ue nella questione relativa all’emergenza rifugiati.

Il tema dell’esodo di massa dalle zone di guerra di Siria, Iraq e Medio Oriente è stato assolutamente centrale nel corso del primo discorso sullo Stato dell’Unione fatto dal presidente della Commissione Europea, un discorso che ha toccato molti altri temi: dall’occupazione al fisco, alla concertazione. Juncker ha auspicato che a tutti i richiedenti asilo fosse consentito di lavorare e avere un salario mentre attendono una risposta sulla propria domanda. Ha sostenuto con forza che serve una redistribuzione omogenea dei richiedenti asilo fra tutti gli Stati membri dell’Ue. Presto arriveranno nuove decine di migliaia di rifugiati soprattutto in Grecia, Ungheria e Italia che, dice Juncker, “non possono essere lasciate da sole ad affrontare questa sfida gigantesca. Serve quindi “un’azione concertata da parte dell’Unione. Questo non è il momento di avere paura. E’ arrivato il momento di passare all’azione per gestire la crisi dei rifugiati e non c’è soluzione alternativa”. Juncker ha ammesso che l’arrivo di migranti è senza precedenti ma ha sottolineato che si tratta pur sempre “dello 0,11% della popolazione dell’Unione europea”. In Libano, ha ricordato, “rappresentano il 25% della popolazione, un Paese che ha un quinto del nostro livello di benessere”.

Forte, anche, il richiamo al rispetto delle regole comunitarie.”L’Unione Europea ha delle norme comuni sull’asilo dal 2008 – spiega Juncker – ma i Paesi membri dell’Ue non hanno applicato tali normative”. Per Juncker ora è arrivato il momento di rispettarle perchè “è in gioco la credibilità dell’Europa. La nostra Ue – si è rammaricato Juncker – non versa in buone condizioni. Non c’è abbastanza Europa in questa Unione e non c’è abbastanza unione nell’Ue”.

Cosa prevede il piano Juncker sui rifugiati?

Il Piano presentato dal presidente Juncker punta alle quote obbligatorie fra i Paesi facenti parte dell’Unione Europea nella distribuzione dei richiedenti asilo. Quegli stati Ue che dovessero rifiutarsi di aderire al suo piano saranno sanzionati con multe pari allo 0,002% del Pil del Paese. Con il piano Juncker si punta a ricollocare, tra i 28 Paesi che attualmente formano l’Unione Europea, i 120mila rifugiati giunti in Europa nelle ultime settimane e i 40mila richiedenti asilo giunti a maggio soprattutto in Italia e Grecia. Sono già arrivate da diversi giorni le prime opposizioni a questo piano in particolare da Gran Bretagna e Danimarca. Contrari anche i Paesi dell’Europa Centro-orientale come Repubblica Ceca e Ungheria.
 

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