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Legile bugetare sub controlul pieței: din Franța până în Italia, investitorii sunt nemulțumiți. Iată de ce obligațiunile guvernamentale sunt neiertătoare: cine supraviețuiește și cine nu.

Gli investitori stanno dando indicazioni precise: per sottoscrivere titoli di Stato di governi in difficoltà con le finanze e con gli elettori, desiderano essere retribuiti di più

Legile bugetare sub controlul pieței: din Franța până în Italia, investitorii sunt nemulțumiți. Iată de ce obligațiunile guvernamentale sunt neiertătoare: cine supraviețuiește și cine nu.

I mercati stanno dimostrando di non essere per nulla contenti di come i governi in tutto il mondo stanno organizzando le loro finanțe e lo dimostrano mettendo de vânzare ciò che è la linfa vitale di tutto l’ingranaggio pubblico, i titoli di Stato. Ma, come si è visto negli anni delle maggiori crisi finanziarie, da Lehman Brother alla Grecia, quasi vent’anni fa, il movimento si ritorce contro gli stessi governi perché gli investitori chiedono maggiori rendimenti per acquistare i titoli di Stato che ritengono meno affidabili, portando di conseguenza in alto la voce del costul datoriei, complicando ulteriormente le cose. I governi per altro sono tutti alle prese con il mal comune dell’aumento del costo dell’energia a causa dell’aumento del prezzo del petrolio sotto i colpi della guerra in Medio Oriente a cui le banche centrali cercano di mettere un freno alzando i tassi, mentre all’orizonte si prospettano terremoti politici con l’avvio delle elezioni, a partire da quelle di Midterm Usa il mese prossimo fino a quella europee in calendario nel 2027.

“Non la definirei ancora una crisi, ma sembra che abbia il potenziale per diventarlo” ha detto a Reuters George Lagarias, capo economista di Forvis Mazars. “Se la situazione dovesse protrarsi per un altro paio di settimane, allora parleremo di una crisi nel mercato obbligazionario.”

L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato si ripercuote sui tassi dei finanțare, di cui hanno necessità le aziende ed è per questo che anche le borse vengono penalizzate.

Francia: Oat a 10 anni ai massimi dal 2002, spread Oat/bund a 150 punti base. La manovra di Lecornu non soddisfa

In Europa a stupire di più è quanto gli investitori non abbiano approvato la tanto attesa manovra francese: dopo i dettagli indicati dal Primo Ministro Sebastien Lecornu i titoli di stato francesi sono stati ulteriormente venduti portando stamane la distanza con gli omologhi tedeschi (ancora considerati benchmark) fino a sfiorare i 150 punti base, il livello più ampio dalla crisi del debito dell’eurozona del 2012, con il rendimento dell’Oat decennale in area 5%, il livello più alto dal 2002. Il governo francese ha presentato un piano per ridurre drasticamente il deficit di bilancio, illustrando i dettagli di un intervento da 54 miliardi di euro. Circa il 60% dello sforzo di bilancio sarebbe destinato alla spesa, con tagli da realizzare su voci di spesa piuttosto sensibili come pensioni, stipendi del settore pubblico e congedi per malattia finanziati dallo Stato. Il disegno di legge finanziaria deve essere approvato entro la fine di dicembre per evitare di dover ricorrere a una legislazione d’emergenza

PentruItalia, di cui il Consiglio dei ministri dovrà indicare venerdì sera lo scostamento di bilancio e indicare le nuove manovre per il 2027 e il 2028, gli investitori chiedono per il Btp decennale un rendimento del 4,70%, massimo da ottobre 2023, con uno spread a 123 punti base. Secondo indiscrezioni, dovrebbe trattarsi, in tutto, di manovre per 28 miliardi: 14 nel 2027 e 14 nel 2028 (7 miliardi per l’energia e altrettanti per la difesa, in ciascuno dei due anni). L’Italia confermerà l’impegno a reduce deficitul entro il 2026 al di sotto del tetto massimo stabilito dall’Ue e, sempre secondo le attese, pubblicherà le nuove previsioni economiche pluriennali, rivedendo al rialzo la stima di crescita per quest’anno portandola a circa l’1% rispetto allo 0,6% previsto ad aprile.

E in Germania, Spagna, Grecia e Regno Unito?

La fel Germania del resto, con il governo Merz sotto pressione dopo le elezioni dei singoli lander che hanno messo in risalto partiti non amici e un’economia gravata da un’industria in grave difficoltà, mostra un rendimento del decennale al 3,45%, mai visto dall’aprile 2011. In Europa si salva la Spania, di cui gli investitori apprezzano la buona crescita economica, che riesce a mantenere il rendimento dei titoli a 10 anni al 4,09% con una distanza dal bund tedesco limitata a 65 de puncte de bază. Dar și acolo Grecia, ormai risollevata dalla crisi di quasi vent’anni fa e promossa dalle agenzie di rating, ha un rendimento del titolo a 10 anni al 4,50%, a meno di 100 punti base sopra la Germania e migliore dell’Italia di 20 punti base: il suo debito pubblico è previsto che scenda al di sotto di quello italiano. Nel Regatul Unit i costi di finanziamento trentennali hanno toccato il 6% per la prima volta dal 1998. Anche i rendimenti dei titoli di Stato japoneză a lungo termine hanno raggiunto massimi pluridecennali.

Oggi atteso il dato sull’occupazione Usa: i dettagli nella spesa per salari

Che dire poi dei titoli di stato Statunitensi, con il rendimento del titolo di riferimento del Tesoro a 10 anni salito ieri al 5,34%, il livello più alto dal 2002, in attesa della pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro prevista per oggi che potrebbe far cambiare l’umore al mercato. Le previsioni si concentrano su un aumento di 90.000 posti di lavoro non agricoli a settembre, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,1%. Un dato forte potrebbe rilanciare le scommesse su un secondo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve questo mese, attualmente quotato solo al 25%. Ma l’attenzione è anche per le indicazione sui salariile, perché una loro impennata potrebbe aumentare le possibilità di strette monetarie, ritorcendosi negativamente sui mercati.

Quali gli asset su cui rifugiarsi? L’oro ha perso lo scettro

Dunque su quali sono gli activ gli investitori possono trovare adăpost in questo momento? Tornano in auge i grandi classici dal franc elvetian al dolar, ma alla fine, cercando il meno peggio, persino gli stessi titoli di stato statunitensi che ieri sera sono migliorati. L’indice del dollaro Usa, che misura la valuta rispetto a sei altre valute tra cui l’euro e il franco svizzero, si attesta a 101,89 dopo aver raggiunto il livello più alto da aprile 2025 e si avvia a chiudere la terza settimana consecutiva di rialzi, con un aumento dello 0,9%. Al contrario l’euro perde terreno a 1,248 dollari, raggiungendo il livello più basso da maggio 2025. Invece quello che è stato il bene rifugio per eccellenza, Ei, ha perso il suo scettro proprio a causa dell’elevata quotazione del dollaro e stamane quota a 4.181,59 dollari l’oncia con una perdita di oltre il 2% dall’inizio della settimana.

În saci, penalizzate dal fatto che le aziende si troveranno con i tassi dei finanziamenti ingigantiti dall’aumento dei rendimenti, gli investiotri continuanao a credere nel sectorul inteligenței artificiale che continua a spuntare tra i listini. Ancora ieri, in una delle peggiori bufere obbligazionarie, ha brillato il settore tecnologico, grazie a Micron Technology che ha chiuso in rialzo del 3%, grazie a previsioni di fatturato superiori alle atteseche ha chiuso in rialzo del 3%, mentre Anthropic, incurante delle tensioni, punta a quotarsi in borsa già a metà novembre con valutazioni stellari.

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