Torna a salire il prezzo del diesel. È scaduto ieri lo sconto di 6,1 centesimi al litro sulle accise del gasolio che durava ormai da 7 mesi. Questa mattina sarebbe dovuto entrare in vigore il meccanismo delle accise mobili. E invece no, perché in Gazzetta ufficiale non c’è alcun provvedimento in tal senso, nonostante a metà settembre il Governo avesse promesso l’introduzione di un decreto interministeriale Mase-Mef che avrebbe consentito di utilizzare l’extragettito Iva per ridurre le accise.
Da oggi quindi l’accisa sul gasolio torna al livello “normale” in vigore dal primo gennaio scorso, a 672,90 euro per mille litri – lo stesso importo che grava sulla benzina che da mesi non è più soggetta a sconti – con un aumento di 50 euro per mille litri. Il prezzo alla pompa, di conseguenza, sale nuovamente.
Le accuse dei consumatori: “Automobilisti traditi”
“Il tradimento del Governo, che a differenza di quanto promesso dalla premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto”. È quanto denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori.
“Per ora il rialzo è minimo, 5 cent per un pieno di gasolio da 50 litri in autostrada e 10 cent nelle strade normali secondo le medie Mimit, ma il fatto grave è che la benzina invece cala e molto di più: 40 cent a rifornimento in autostrada e 25 cent nella rete stradale. Quindi – spiega Dona – vuol dire che se lo sconto di 5 cent sul gasolio fosse stato mantenuto anche il gasolio sarebbe sceso. Insomma, il conto che sono costretti a pagare gli automobilisti traditi è dato dal divario tra i due andamenti” conclude Dona.
Sale anche il prezzo Eni
L’aumento incide anche sui prezzi Eni, che lo scorso 28 settembre aveva fissati un tetto massimo al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 per il gasolio e a 1,99 per la benzina. La società del Cane a Sei Zampe aveva però precisato che il price cap è “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore” e stamane ha rimodulato il tetto in virtù dello stop al taglio delle accise. La società precisa quindi che il price cap resta ma, come già annunciato, non assorbe il ripristino delle tasse.
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato i prezzi consigliati del gasolio di sei centesimi al litro, adeguando a 2,25 euro/litro il tetto al prezzo del gasolio introdotto lo scorso 28 settembre. Resta invece invariato a 1,99 euro il prezzo della benzina.
I prezzi medi di oggi
Anche guardando ai prezzi medi si nota l’aumento del gasolio. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, martedì 6 ottobre il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,043 euro al litro per la benzina e 2,244 per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,054 euro al litro per la benzina e 2,267 euro al litro per il gasolio. Il prezzo della benzina è in lieve discesa rispetto alla rilevazione di ieri (2,048 euro al litro), il gasolio è in aumento (ieri il prezzo era di 2,242).
