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BORSE OGGI 17 GENNAIO – In Cina ripresa lenta ma il crollo dei prezzi del gas dà una mano all’Europa

I dati sull’andamento dell’economia in Cina mostrano tutta la frenata provocata dal lockdown ma lasciano sperare in una futura ripresa – Piazza Affari al top da 11 mesi e Tim alla ribalta – Gas ai minimi da 13 mesi

BORSE OGGI 17 GENNAIO – In Cina ripresa lenta ma il crollo dei prezzi del gas dà una mano all’Europa

Riuscirà la Cina a proteggere il Toro dal rischio recessione? I dati in arrivo da Pechino confermano la gravità della frenata dell’economia cinese, frutto suicida della politica zero Covid. Ma, a vedere il bicchiere mezzo pieno, fanno sperare in una ripresa rapida del Drago, una volta rimosse le barriere.

Per ora, i mercati guardano al bicchiere mezzo vuoto. I future di Wall Street, ieri chiusa, segnalano un avvio in lieve ribasso: Nasdaq -0,3%.

Milano al top da 11 mesi

Anche le borse dell’Europa dovrebbero iniziare la giornata in lieve calo: future dell’indice EuroStoxx50 -0,3%. Le borse continentali hanno consolidato i progressi delle prime due settimane dell’anno. Milano +0,46% ha registrato il quarto rialzo di seguito, portandosi sui top degli ultimi undici mesi, in sintonia con il resto delle borse europee.

Lane (Bce): “Aumento dei tassi per ora inevitabile”

Chiusura poco mossa per le obbligazioni. Il Btp decennale è fermo al 4,01%, Il calo dei prezzi dell’energia potrebbe consentire all’Europa di evitare la recessione, ma il rischio c’è ancora. A dirlo è il commissario Ue al Commercio Valdis Dombrovskis prima della riunione dell’Eurogruppo. Ora la parola passa a Christine Lagarde, ospite di Davos. 

In un’intervista al Financial Times di oggi, il capo economista della BCE Philip Lane, una delle “colombe” e molto vicino alla Lagarde, ha detto che la banca centrale deve aumentare i tassi di interesse a un livello tale da iniziare a limitare la crescita e il loro picco dipenderà da come l’economia risponderà al ciclo di inasprimento più rapido mai registrato. 

Il Drago: meno figli, lavoro, consumi

I riflettori oggi però sono concentrati sui dati della Cina, la seconda economia del pianeta, reduce da un anno orribile.

Nel quarto trimestre il Pil della Cina ha registrato un rialzo del +2,9% anno su anno, in frenata dal +3,9% del terzo trimestre, ma parecchio sopra le attese (+1,6%). Il dato destagionalizzato è crescita zero, dal +3,9% precedente: il consensus era -1,1%. Il 2022 si chiude con una crescita del +3%, tra le più basse degli ultimi cinquant’anni. Occorre risalire al 1976, anno della morte di Mao e della fine della Rivoluzione Culturale per vedere numeri peggiori.

In dicembre la produzione industriale è salita del +3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite al dettaglio sono scese dell’1,8% nell’ultimo mese dell’anno, molto meglio del -9% atteso dagli economisti.  

Anche la Cina è entrata nel 2022 nel club dei Paesi con un tasso demografico negativo. Per la prima volta da sessant’anni, la popolazione ha registrato un calo di 850 mila unità a 1,41 miliardi di abitanti.

Il dato che preoccupa di più i cinesi riguarda la disoccupazione: il 16,7% dei giovani tra i 16 e i 24 anni risulta senza lavoro. 

Frena Hong Kong, Tokyo aspetta la banca centrale

Dopo la pubblicazione di questi dati le Borse cinesi sono deboli: CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,2%. Hang Seng di Hong Kong -1%. Fra tre giorni scatta la vacanza di una settimana per il Capodanno.

La borsa di Tokyo rimbalza dopo due sedute di ribasso, l’indice Nikkei +1,3%. Il cross dollaro yen continua ad apprezzarsi in vista della decisione del board della Banca del Giappone su u eventuale aumento dei tassi: il comunicato sarà diffuso domani.

Il BSE Sensex di Mumbai guadagna lo 0,7% Il Kospi di Seul perde l’1%. 

Gas ai minimi da 13 mesi, bitcoin +28% a gennaio

Petrolio poco mosso in avvio di settimana: Brent a 84,5 dollari. Le deboli indicazioni arrivate dalla Cina hanno raffreddato gli entusiasmi, mentre dal consueto outlook fornito dai capoeconomisti delle principali istituzioni finanziarie, in vista del Forum di Davos, è emerso che due su tre vedono come probabile lo scenario di una recessione globale nel 2023. Il numero dei pessimisti è cresciuto rispetto allo scorso settembre.

Il gas europeo continua a calare: ieri ha chiuso a 55 euro per mwh, sui minimi degli ultimi tredici mesi, -27% da inizio 2023. Un fattore che dovrebbe contribuire grandemente a sgonfiare l’inflazione. L’Europa si sta riempiendo di GNL (gas naturale liquefatto), gli stoccaggi di gas si sono mantenuti sopra l’80% della capacità, rispetto al 50% di un anno fa e ben al di sopra della norma stagionale quinquennale del 70%, poiché un inverno insolitamente mite ha contribuito a ridurre la domanda di riscaldamento. 

Continua il volo del Bitcoin arrivato a 21.150 dollari, sui massimi da novembre. E’ indirizzato verso la quattordicesima seduta consecutiva di rialzo. Da inizio anno il guadagno è del +28,50%.

Tim alla ribalta, Barclays scommette su Stm

  • Riflettori su Telecom Italia dopo le dimissioni dal consiglio di Arnaud de Puyfontaine. Numerose le promozioni dei broker:
  • Su Leonardo Goldman Sachs ha alzato il rating  a Buy, target 11,7 euro. 
  • Moncler: Morgan Stanley alza il target price a 60 euro.
  • CNH Industrial: Goldman Sachs alza il target price a 15,40 euro
  • Stm: Barclays avvia la copertura con la raccomandazione Overweight e target price a 60 euro. Nella nota, gli analisti scrivono che le valutazioni sono ultra prudenti. 
  • Salvatore Ferragamo: Morgan Stanley alza il target price.

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