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Borsa oggi 31 marzo: la guerra fa salire l’inflazione dell’area euro. I listini accelerano e il petrolio va di nuovo su – DIRETTA

Chiusura positiva per l’ultima seduta di marzo: svetta Milano, ma il mese resta in rosso tra tensioni e guerra, con un calo di circa il 6%. Brent sopra i 119 dollari – Segui la DIRETTA

Borsa oggi 31 marzo: la guerra fa salire l’inflazione dell’area euro. I listini accelerano e il petrolio va di nuovo su – DIRETTA

Le Borse europee accelerano e, nonostante segnali contrastanti, scommettono su una possibile svolta nel conflitto Usa-Iran, mettendo a segno la seconda seduta consecutiva in rialzo. A sostenere il sentiment sono soprattutto le speranze di una de-escalation: un’indiscrezione del Wall Street Journal secondo cui Donald Trump avrebbe riferito ai suoi fedelissimi di essere disposto a porre fine alla guerra con l’Iran senza riaprire lo Stretto di Hormuz, facendo pressione su Teheran per ripristinare i flussi. In caso contrario, secondo lo scenario delineato, il peso della gestione passerebbe a Europa e Paesi del Golfo. La linea è stata poi ribadita anche nei messaggi pubblicati su Truth, dove Trump ha invitato i Paesi in difficoltà con i rifornimenti a “comprare dagli Stati Uniti o arrangiarsi da soli”, sottolineando un possibile ridimensionamento del ruolo di supporto americano.

Le notizie contrastanti incidono anche sull’andamento del petrolio che, dopo alcune ore di stallo, torna a salire: il Brent è a 117 dollari al barile dai 119 di ieri, il Wti è salito sopra quota 103. Nel mese di marzo i prezzi del greggio sono saliti di oltre il 50%, registrando l’aumento mensile più elevato della loro storia. 

In questo scenario, si continua a guardare all’aumento dei prezzi: è stato pubblicato il dato sull’inflazione dell’Eurozona che fornisce il primo aggiornamento sull’andamento dei prezzi al consumo considerando l’impatto della guerra. A marzo l’indice è salito al 2,5% annuo dall’1,9% di febbraio, con gli analisti che cominciano a scommettere su quando arriverà il primo rialzo dei tassi da parte della Bce. Secondo Diego Iscaro, di S&P Global Market Intelligence, la Bce potrebbe intervenire già ad aprile, mentre  Kamil Kovar di Moody’s Analytics prevede un unico taglio a giugno.

A livello di mercati, Milano guida i rialzi con +1,1%, seguita da Francoforte (+0,8%), Madrid (+0,8%), Parigi (+0,5%) e Londra (+0,5%), mentre Amsterdam cede lo 0,5%. Anche Wall Street prosegue in territorio positivo, sostenuta dalle speranze di distensione. La fiducia dei consumatori Usa sale a 91,8 punti, sopra le attese. Resta però un bilancio mensile debole: l’S&P 500 si avvia a chiudere marzo con un calo del 7,8%, potenzialmente la peggior performance da settembre 2022 (-9,3%).

A Piazza Affari spiccano diversi titoli: Nexi in rialzo dopo il cambio al vertice e il rimbalzo dai minimi di inizio mese, insieme ad acquisti su Leonardo, Avio e Prysmian. Bene anche Stm, sostenuta dal buon andamento del settore tech globale, e i bancari come Unicredit e Bper. In controtendenza Mps: il proxy advisor Iss è a favore della lista del cda.

Fuori dal paniere principale, vola NewPrinces dopo i conti 2025 che vedono un balzo dell’utile a 383 milioni, mentre perde terreno Centrale del Latte. A Parigi Getlink sale di oltre il 3% dopo il rafforzamento di Mundys che punta al 29,9% dei diritti di voto (ma non al controllo).

Passando agli altri mercati, il gas ad Amsterdam scende a circa 54 euro al megawattora, mentre sul valutario, l’euro si rafforza e il cambio euro/dollaro risale sopra 1,15. L’oro continua salire e torna sopra i 4.600 dollari l’oncia (spot).

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