Le Borse europee chiudono una seduta da dimenticare, mentre Wall Street si prepara alla quarta seduta negativa consecutiva, con i titoli tech sotto pressione. Tutti gli occhi sono sui conti di Nvidia (mercoledì a mercati chiusi) e dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti di giovedì, che potrebbero influenzare le mosse della Fed sui tassi. Ma nel frattempo sul colosso dell’IA si abbatte un’altra notizia: dopo Softbank, che la settimana scorsa ha comunicato la vendita dell’intera partecipazione Nvidia per 5,83 miliardi di dollari, è arrivato l’annuncio di Peter Thiel, fondatore di Palantir, che ha deciso di cedere l’intera posizione detenuta dal suo hedge fund, Thiel Macro, in azioni del colosso Ia. Si tratta di un pacchetto di 537.742 titoli, che al valore di chiusura del 30 settembre scorso avrebbe avuto un controvalore di circa 100 milioni di dollari.
In questo contesto si inserisce anche la Fed: fino a poche settimane fa, il taglio dei tassi d’interesse di 25 punti base veniva considerato cosa certa, oggi invece viene è probabile solo al 39,9, secondo il FedWatch Tool del Cme Group. A far cambiare il vento è stato lo shutdown più lungo della storia, durato ben 42 giorni cosicché la stessa Federal Reserve non dispone di numerosi dati macro. A Wall Street ha pesato anche il blackout globale di Cloudflare, che ha messo offline milioni di siti, tra cui X, ChatGPT e Canva, per alcune ore durante operazioni di manutenzione. Il problema, risolto poco prima delle 16 di martedì 18 novembre, ha provocato disagi globali e ripercussioni sul titolo Cloudflare, arrivato a cedere quasi il 4%.
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Sullo sfondo restano tensioni tra Giappone e Cina, con le autorità cinesi che hanno sconsigliato i propri cittadini a far viaggi nel Paese del Sol Levante e di rimando Tokyo che ha avvertito i connazionali presenti in Cina di prestare attenzione. Nei giorni scorsi la premier giapponese Sanae Takaichi ha avvertito Pechino che attacchi armati contro Taiwan potrebbero giustificare l’invio di truppe giapponesi a difesa dell’isola. I timori degli investitori si riflettono a pieno anche sull’andamento delle Borse, con il Nikkei che ha chiuso con un ribasso superiore al 3%, e sul Bitcoin, che continua inesorabile la discesa, portandosi poco sopra i 90mila dollari.
A Piazza Affari, il listino principale è dominato dai ribassi, con Tim, Ferrari, Stellantis e Stm tra le performance peggiori. Anche le banche restano in territorio negativo, con Mps, Banca Popolare di Sondrio tra le peggiori. Vendite anche per Banco Bpm dopo le dichiarazioni dell’ad di Crédit Agricole su un possibile interesse per una fusione, Olivier Gavalda, ha detto: “Siamo molto attenti a quanto Banco Bpm potrebbe offrirci in un piano di fusione e se così fosse lo vedremmo molto positivamente”.
Il Bitcoin riaggancia quota 90mila dollari dopo essere sceso brevemente sotto questa soglia, per la prima volta in sette mesi, complice il clima di incertezza economica e monetaria. Sul fronte commodities, il petrolio mostra segni di debolezza: il Brent si attesta intorno a 64 dollari al barile, il Wti torna a 60, dopo la riapertura del porto russo di Novorossiysk, mentre l’oro spot resta stabile vicino a 4.040 dollari l’oncia. Nel mercato valutario, l’euro si mantiene a 1,1581 dollari.