Borse europee volatili sui timori relativi a un’escalation della guerra in Medio Oriente. I listini dopo aver tentato un recupero a metà giornata in scia alla notizia che una petroliera indiana è passata dallo stretto di Hormuz chiudono nuovamente in rosso. Tornano a salire i prezzi del petrolio e del gas. Il Brent torna sopra i 100 dollari al barile, mentre il Wti statunitense viaggia sopra i 95 dollari. In rialzo sopra i 50 euro al megawattora i prezzi del gas sulla Borsa di Amsterdam.
Dopo un’apertura positiva, gira in calo anche Wall Street. Dagli Usa è arrivato il dato sul Pil del quarto trimestre, cresciuto dello 0,7%. Le attese, secondo le previsioni di Dow Jones, erano per un rialzo dell’1,5%, dopo il +1,4% in lettura preliminare. Nel terzo trimestre il Pil era salito del 4,4%. Pubblicato anche il dato Pce, la misura preferita dalla Federal Reserve per calcolare l’inflazione, salito a gennaio dello 0,3% rispetto al mese precedente, in linea con le attese. Rispetto a un anno prima, è cresciuto del 2,8%, contro attese per una conferma del 2,9% del mese precedente.
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Milano parte male, poi lima le perdite, poi incrementa i guadagni e poi torna di nuovo in negativo. Acquisti sugli energetici, con Saipem, Eni ed Enel in vetta al listino. Bene Generali. In rosso Fincantieri, Prysmian e Stellantis.
Prosegue il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato con la scommessa che le banche centrali rialzeranno i tassi per contenere la spinta dell’inflazione. Il decennale italiano sale al 3,76%. Lo spread tra Btp e Bund si conferma a 80 unti base. Il dollaro si rafforza su tutti le principali monete. L’euro passa di mano a 1,1461, sui livelli più bassi da agosto.