Avvio di settimana difficile per i mercati azionari europei. Le Borse chiudono prudenti dopo l’escalation dello scontro tra l’amministrazione di Donald Trump e la Federal Reserve, aggravata dall’indagine penale avviata dal Dipartimento di Giustizia sul presidente della Fed Jerome Powell. Il clima di incertezza pesa sull’azionario globale e sul dollaro, mentre spinge i beni rifugio.
A fine seduta le Borse europee si chiudono in ordine sparso attorno alla parità, dopo le vendite della mattinata. A Milano il Ftse Mib segna +0,03%, Francoforte accelera leggermente e sale dello 0,54%, Parigi cede lo 0,1, mentre Londra e Madrid segna rispettivamente +0,16% e +0,8%. Procede contrastata Wall Street.
A Piazza Affari le vendite colpiscono soprattutto utility. Sotto pressione Snam e Italgas, insieme a Stellantis e Lottomatica Group, penalizzata anche dai dati deboli sulla spesa nelle scommesse sportive online di dicembre.
In controtendenza Fincantieri, in vetta al Ftse Mib dopo l’annuncio di una nuova commessa ad alto contenuto tecnologico. Bene anche Buzzi, DiaSorin e Leonardo. Banche positive, trainate da Mps e Banco Bpm. Nuovo bond per Eni.
Il clima di tensione geopolitica e istituzionale spinge gli asset rifugio. L’oro aggiorna i massimi storici sopra 4.600 dollari l’oncia, mentre l’argento sfiora 85 dollari. Il dollaro resta sotto pressione.
Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund scende a 62 punti base, sui minimi dal 2009. Il rendimento del decennale italiano si attesta intorno al 3,49%, confermando la tenuta del debito sovrano nonostante la volatilità sui mercati azionari.
In settimana prende il via la stagione delle trimestrali Usa, con le grandi banche in primo piano, mentre domani è atteso il dato chiave sull’inflazione americana di dicembre, potenzialmente decisivo per le prossime mosse della Fed.