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Atlantia: l’Opa ha superato il 90% e si passa al delisting. Si attende il nuovo Ceo, sarà Rogowski?

L’uscita di Atlantia da Piazza Affari è attesa nelle prossime settimane. Poi si dovrà procedere alle nuove nomine. Andre Rogowski, cfo di Albertis, è tra i più probabili per la carica di Ceo

Atlantia: l’Opa ha superato il 90% e si passa al delisting. Si attende il nuovo Ceo, sarà Rogowski?

La riapertura dell’Offerta Pubblica di Acquisto sulle azioni Atlantia, promossa da Schema Alfa, la società veicolo partecipata da Edizione e Blackstone, ha avuto successo. Ci vorrà ancora qualche giorno, ma l’esito dell’Opa da 18 miliardi di euro è ormai segnato e il leader europeo delle infrastrutture che controlla anche gli Aeroporti di Roma si appresta ad abbandonare Piazza Affari. Mentre ora si aprirà il capitolo della nomina dei nuovi vertici.

Buona la seconda: la riapertura dell’Opa Atlantia ha avuto successo

L’Opa era stata avviata lo scorso 10 ottobre e terminata nella sua prima fase lo scorso 11 novembre, quando però l’asticella si era fermata all’87,3% del capitale di Atlantia, che sommato allo 0,84% di azioni proprie della holding portava il totale oltre l’88%. Schema Alfa aveva posto però tra le condizioni di efficacia dell’Offerta (per la verità dichiarate “rinunciabili”) il raggiungimento del 90% ed è per questo che l’offerta è stata riaperta lo scorso 21 novembre in modo da concedere ai grossi fondi, agli hedge fund e agli ultimi arrivati di partecipare. La l’offerta rimane aperta fino a domani 25 novembre alle ore 17,30, ma già oggi la soglia del 90% è stata raggiunta, dice una nota di Schema Alfa.

Opa Atlantia: i dettagli della riapertura

Nel corso del periodo di riapertura dei termini dell’offerta – spiega la nota – risulta portato in adesione un ulteriore 2,609% del capitale (pari a 21.541.392 di azioni Atlantia). Ad oggi, insieme alle 721.357.930 azioni (pari all’87,354% del capitale sociale di Atlantia) detenute da Schema Alfa (tenuto conto anche delle azioni Sintonia detenute da HoldCo) e alle 6.802.125 azioni proprie (pari allo 0,824% del capitale) Schema Alfa verrebbe a detenere piu’ del 90% del capitale sociale di Atlantia”, dice il comunicato.
Schema Alfa ricorda che l’offerta “è finalizzata a ottenere il delisting, a cui intende dare esecuzione non appena possibile nelle settimane successive”.
L’offerta era stata promossa al prezzo di 23 euro a titolo, cui vanno aggiunti gli 0,74 euro di dividendo staccati dalla società nella primavera scorsa. Stamane quota 22,94 euro in calo dello 0,044%.

Si chiude quindi il capitolo Opa, senza dover procedere a un Piano B che era stato indicato nel prospetto informativo nel caso non si fosse raggiunta la soglia del 90% e che avrebbe previsto la fusione tra Atlantia stessa e Schema Alfa.

Al termine dell’Opa e dopo il delisting chi guiderà Atlantia?

Terminata l’Opa ed effettuato il conseguente delisting nelle prossime settimane, il tema centrale diventerà la governance: Atlantia infatti dovrebbe comunicare il successore del Ceo, Carlo Bertazzo, che ha dato disponibilità a rimanere per il passaggio delle consegne fino a fine anno

Al vertice della compagnia dovrebbe salire, previa nomina ufficiale, Andre Rogowski, attuale direttore finanziario della controllata spagnola Abertis. Rogowski, ex Mediobanca, ha ricoperto un ruolo di primo piano nell’Opa che Atlantia nel 2018 ha lanciato su Abertis. Il manager, all’epoca operativo in Spagna per Piazzetta Cuccia, era uno dei consulenti chiave del gruppo italiano.

Dai conti dei primi nove mesi emerge chiaramente il peso del gruppo iberico. Atlantia ha archiviato i conti con ricavi in crescita del 18% a 5,4 miliardi e un ebitda in aumento del 16% a 3,4 miliardi. La sola Abertis ha registrato un giro d’affari di 3,8 miliardi e un margine operativo lordo di oltre 2,6 miliardi. Sulla carta dunque la compagnia spagnola vale circa il 76% dei margini della holding infrastrutturale, secondo alcuni analisti.

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