Le Borse europee chiudono un’altra seduta in calo, segnando un clima di prudenza tra gli investitori preoccupati per la crisi Usa-Iran e l’impennata dei prezzi del petrolio, che restano elevati nonostante il maxi-rilascio di 400 milioni di barili deciso dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie). L’Unione europea ha scorte sufficienti per tre mesi, ma in un contesto di tensione geopolitica questo cuscinetto appare limitato. Anche il gas naturale registra rialzi significativi, attestandosi sopra i 50 euro al megawattora. La tensione sui mercati si riflette anche in Asia, dove, dopo due giorni di rimbalzo, la Borsa di Tokyo chiude in negativo, penalizzata dai timori legati al conflitto nel Golfo: il Nikkei perde l’1,04%, mentre il Topix scende dell’1,32%.
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Sul fronte geopolitico, l’escalation prosegue: l’Iran colpisce impianti in Iraq, Bahrein e Oman, un missile raggiunge la base italiana a Erbil (Iraq), provocando danni limitati ma senza feriti. In questo contesto, le dichiarazioni di Donald Trump sul rapido termine del conflitto sono state contestate da Teheran, che minaccia ulteriori escalation capaci di spingere il petrolio oltre i 200 dollari. Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto al G7 di coordinarsi per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, fondamentale per evitare uno shock energetico globale.
Sul fronte banche centrali, la possibilità di un taglio dei tassi da parte di Fed e Bce appare sempre più lontana, nonostante i timori sull’inflazione, che per ora resta sotto controllo. Attesa per i dati statunitensi sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, che potrebbero dare nuovi segnali sull’economia a stelle e strisce.
A Piazza Affari l’attenzione è tutta sulle trimestrali: Generali chiude il 2025 con il miglior risultato operativo di sempre a 8 miliardi e un utile netto record di 4,3 miliardi, Leonardo conferma i dati 2025 e presenta il Piano Industriale aggiornato 2026-2030, prevedendo una crescita costante dell’Ebitda, ordini per 142 miliardi e dividendo più alto, confermandosi protagonista della Borsa. Tim festeggia il primo utile netto positivo dal 2020, con ricavi in crescita e debito in calo. Enel riceve un upgrade da Deutsche Bank, che porta il target price a 10 euro. Prysmian, invece, entra nel mirino di Morningstar con copertura Sell e target a 87 euro.
Fuori dal paniere principale: balzo di Ferragamo registra un balzo nonostante il fatturato 2025 sotto il miliardo e un Ebitda in calo, mentre Webuild scivola, nonostante conti sopra le attese. L’azienda ha annunciato un dividendo di 0,081 euro e un investor day previsto per giugno.
Nonostante il maxi-rilascio Aie, il petrolio resta sotto pressione, con il Brent sopra i 97 dollari al barile e il Wti vicino ai 93 dollari. L’euro scende sotto 1,16 dollari, Bitcoin perde terreno, mentre l’oro resta stabile. Sale lo spread Btp-Bund a 75 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,68%.