Borse europee in caduta libera nel quarto giorno di guerra in Medio Oriente, mentre il fronte continua ad allargarsi. Madrid è la peggiore (-4,6%) seguita da Milano, con un ribasso del 3,92% e 38 blue chip su 40 in profondo rosso. Sprofondano anche Francoforte, Parigi e Londra segnano perdite superiori tra il 2 e il 3,5%. Si muove in calo anche Wall Street, dove Nasdaq 100 e S&P 500 sono in calo tra l’1,3% e l’1,6%.
Male anche l’Asia con l’indice Msci Asia Pacifico (-2,8%) che mette a segno il peggior calo in due giorni. In profondo rosso Tokyo (-3,06%), con lo yen che è tornato a deprezzarsi sul dollaro a 157,20, ed è poco mosso sull’euro a 183,40. Tonfo di Seul (-7,2%), in rosso anche Hong Kong (-1,1%), Shanghai (-1,4%), Shenzhen (-3,2%) e Mumbai (-1,2%).
Gli investitori valutano gli impatti della chiusura dello stretto di Hormuz che rischia di provocare un blocco delle catene di approvvigionamento energetico e, di conseguenza, di diventare un pericolo per la tenuta dell’economia globale, considerando gli enormi flussi di greggio e Gnl che passano da lì via nave. Tanto che alcuni osservatori già ipotizzano il barile a quota 100 dollari nel giro di poco tempo se il conflitto dovesse prolungarsi, nonostante l’aumento della produzione dell’Opec+. Nel frattempo registrano una nuova impennata i prezzi di petrolio e gas: il Brent scambia a 83,4 dollari al barile (+7,28%), mentre il gas Ttf ad Amsterdam balza a 53,6 euro/MWh (+20,4%), sospinto dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai danni agli impianti di Gnl in Qatar causati da attacchi iraniani. Sul valutario, l’euro scende a 1,1585 dollari (-0,88%), mentre i metalli preziosi ritracciano: l’oro spot in euro scende a 141,98 (-3,04%), tornando sui 5.110 dollari l’oncia, e l’argento cede il 7% a 83 dollari.
Leggi anche: il dollaro riacquista il suo fascino di asset rifugio
Tornando all’azionario, a Milano sono solo due i titoli in verde: il primo è Lottomatica, che ha annunciato questa mattina i conti del 2025, chiuso con una crescita del 45% dell’utile adjusted, una raccolta netta in aumento dell’8% e la distribuzione di un dividendo di 0,44 euro. Il secondo è Recordati.
Il resto del Ftse Mib è un bollettino di guerra: Italgas il 6,3%, A2a il 6,08% e Hera il 5,74%. Il comparto bancario non è stato risparmiato, con Mediobanca e Popolare di Sondrio che segnano cali superiori al 5%. Anche difesa, petroliferi e assicurazioni chiudono in rosso, con Leonardo -0,48%, Eni -1,62%, Tenaris -1,89%, Saipem -5,16% e Unipol -5,18%. Nel lusso soffrono Moncler e Cucinelli.
Sul secondario è in rialzo lo spread tra Btp e Bund che balza a 72 punti, dai 62 della chiusura precedente, con il rendimento del decennale italiano che sale al 3,49% dal 3,34%, mentre il Bund tedesco chiude al 2,77% (+0,07%).