Le Borse europee, dopo una giornata in altalena, chiudono la seduta poco sopra la parità. Al centro dell’attenzione ci sono i rapporti tra Stati Uniti e Russia, aggravati dal sequestro di due petroliere legate al Venezuela – una battente bandiera russa – e l’interesse americano per la Groenlandia: la Casa Bianca ha confermato trattative con la Danimarca per un possibile acquisto dell’isola. Questo contesto sostiene il settore della difesa, ancora protagonista, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha chiesto un aumento del 50% della spesa militare annuale, portandola a 1.500 miliardi di dollari per il 2027, mentre per il 2026 il Congresso ha stanziato circa 900 miliardi. L’annuncio alimenta gli acquisti in Europa e a Wall Street, dove però il mercato resta incerto in attesa della decisione della Corte Suprema sui dazi, prevista per venerdì. Sul fronte macroeconomico, le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione negli Usa scendono a 208mila, la produttività cresce secondo le attese, il costo del lavoro diminuisce più del previsto e il deficit commerciale di ottobre cala a 48,1 miliardi di dollari, confermando segnali di stabilità dell’economia americana.
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A Milano, Italgas continua a correre, sostenuta dal collocamento di un bond convertibile da parte di Snam e dal riacquisto del vecchio bond. Le utility e i titoli oil mostrano performance contrastate, penalizzati dalla debolezza del petrolio. Le banche beneficiano degli emendamenti al Golden Power che favoriscono possibili operazioni di M&A: Mediobanca e Banco Bpm in evidenza, stabile Unicredit, in calo Mps e Fineco.
Sul fronte opposto, vendite su Amplifon, Stellantis – che ha ridotto la produzione italiana del 20% – e Ferrari. Tim scende dopo l’accordo preliminare sul 5G con Fastweb e Vodafone.
Fuori dal listino principale, spicca Danieli: Hyundai l’ha selezionata per fornire unità produttive al nuovo polo siderurgico negli Stati Uniti. In controtendenza, Ferragamo crolla dopo il giudizio negativo di Banca Akros.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio tenta un lieve rimbalzo (il Wti sale sopra i 57 dollari al barile), mentre oro e argento restano in calo. L’euro/dollaro resta stabile sotto quota 1,17.