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Borsa oggi 7 gennaio: occhi su Venezuela e dati macro. A Milano corrono utility e difesa, in rosso petroliferi, lusso e banche – DIRETTA

Le Borse europee chiudono contrastate mentre Trump continua a dominare la scena a suon di post e dal Ces di Las Vegas arrivano novità che galvanizzano tech e chip. Petrolio e oro in ribasso – Segui la DIRETTA

Borsa oggi 7 gennaio: occhi su Venezuela e dati macro. A Milano corrono utility e difesa, in rosso petroliferi, lusso e banche – DIRETTA

Borse a tutto Trump, con il presidente statunitense che continua a dominare la scena tra una minaccia alla Groenlandia e un annuncio sul petrolio venezuelano, mentre resta altissima l’attenzione sul settore tech e sull’AI, con gli annunci che arrivano dal Ces di Las Vegas che galvanizzano il settore, in particolare quello dei chip. E così le Borse europee preferiscono mettersi al sicuro, viaggiando all’insegna della prudenza, in attesa di comprendere quel che sarà.

Borse europee contrastate: maglia rosa Francoforte

Il Ftse Mib chiude a 45.558,68 punti, in calo dello 0,43%, Parigi resta quasi piatto (+0,04%), mentre Francoforte si distingue con un rialzo dello 0,89%, risultando la migliore performance del Vecchio Continente, trainata dall’exploit di Hensoldt e dall’ottima performance di Rheinmetall . Sotto pressione anche Madrid (-0,28%) e Londra (-0,62%). Wall Street appare relativamente stabile, pur registrando nuovi record al via del Dow Jones.

Gli occhi degli investitori si concentrano sui dati macro in agenda, tra cui l’inflazione con il dato preliminare di dicembre di Italia ed eurozona. A dicembre, nel nostro Paese, secondo l’istat, i prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua, mentre nell’area euro l‘inflazione è rallentata al 2% dal 2,1% di novembre.

Wall Street svela i primi dati sul lavoro

L’attenzione si sposta sugli Usa, dove arriveranno i primi dati sul lavoro: i dati Adp sull’occupazione nel settore privato statunitense leggermente sotto le attese: a dicembre, creati 41mila posti di lavoro, contro i 48mila delle attese, dopo la perdita di 29mila posti di lavoro registrata a novembre. Il settore dei servizi, invece, ha registrato una crescita più robusta delle attese: l’indice Ism servizi di dicembre sale a 54,4 punti, con occupazione e nuovi ordini in aumento, mentre gli ordini alle fabbriche di ottobre calano dell’1,3% a 604,8 miliardi di dollari, leggermente sotto le previsioni.

Tra i titoli in evidenza, Albemarle continua a brillare grazie all’aumento dei prezzi del litio, Chevron sale dell’1% per i piani di offerta su asset Lukoil con Quantum Capital (Financial Times), mentre i minerari soffrono con Newmont, Freeport-McMoRan e Barrick Mining in calo. Mobileye Global vola del 15% grazie all’acquisizione della startup israeliana Mentee Roboticsper 900 milioni di dollari. Nel tech, Nvidia guadagna l’1,4% e Strategy +5% dopo la conferma da parte di Msci. Infine, Warner Bros. Discovery registra un lieve rialzo, dopo che il Cda ha di nuovo respinto l’offerta di Paramount Skydance, giudicata inferiore rispetto all’accordo già in corso con Netflix.

A Milano Italgas, Tim e Difesa guidano i rialzi

A Piazza Affari vola Italgas, con il titolo che segna un rialzo del 5,9%% dopo che questa mattina Snam ha annunciato l’avvio del collocamento di un green bond convertibile in azioni ordinarie esistenti di Italgas e con scadenza nel 2031 per un importo nominale di 500 milioni di euro. Contestualmente, la società guidata da Agostino Scornajenchi ha annunciato il riacquisto delle obbligazioni in circolazione convertibili in azioni ordinarie di Italgas e con scadenza nel 2028. In forte rialzo anche le altre utility con A2a, Hera, Terna ed Enel che segnano rialzi tra il 2 e l’1%.

Nel pre-apertura novità importanti sono arrivate anche da Tim (che ha chiuso in vetta al listino): accordo preliminare con Fastweb e Vodafone per lo sviluppo del 5G in Italia.

In fondo al listino troviamo invece petroliferi, che riflettono del calo del greggio e delle notizie che arrivano dal Venezuela. Eni segna il ribasso maggiore con -4,45%, seguita da Tenaris -3,49% e Saipem -3,48%. Perdite importanti anche per Moncler(-3,41%) e Campari (-1,92%).

Petrolio Venezuela-Usa sotto i riflettori, oro in calo

Il petrolio resta sotto i riflettori dei mercati globali, con i prezzi che continuano a essere influenzati dall’accordo tra Stati Uniti e Venezuela e dalle tensioni geopolitiche. Il Brent si mantiene vicino ai 60 dollari al barile e il Wti intorno ai 56 dollari, toccando livelli che non si vedevano da inizio 2025, in parte perché gli operatori si aspettano un aumento dell’offerta a seguito dell’intesa energetica tra Washington e Caracas. Secondo il segretario all’Energia Chris Wright, gli Usa intendono controllare “a tempo indefinito” le vendite e i ricavi del petrolio venezuelano per esercitare leva politica ed economica e garantire approvvigionamenti stabili, con i proventi depositati in conti sotto controllo Usa e destinati a “beneficiare il popolo venezuelano e gli Stati Uniti”.

L’accordo prevede l’esportazione di 30-50 milioni di barili verso gli Stati Uniti, con colloqui in corso con compagnie americane per valutare l’ingresso nel mercato locale, dove Chevron resta l’unica compagnia Usa attiva, ma nuove partnership sono allo studio.

In questo contesto, il petrolio mostra segnali di pressione al ribasso, riflettendo le attese di maggiori flussi di greggio sul mercato globale e un eccesso di offerta, mentre i metalli preziosi reagiscono alla minore avversione al rischio: l’oro ha ripiegato dopo i recenti rialzi, penalizzato dall’attenuarsi delle tensioni speculative. Sul fronte valutario, l’euro/dollaro resta poco sotto quota 1,17. 

Groenlandia, Rubio: Trump pronto anche ad acquistarla

Smorza almeno in parte le minacce di Trump sulla Groenlandia il segretario di Stato Marco Rubio, secondo cui le recenti parole del tycoon non indicano un’invasione imminente, ma solo che l’obiettivo è acquistare l’isola dalla Danimarca: lo scrive il Wall Street Journal citando persone a conoscenza delle discussioni. Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate durante poco dopo quelle della portavoce del presidente, Karoline Leavitt, che invece aveva detto che Trump sta valutando “diverse opzioni per raggiungere questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l’impiego dell’esercito statunitense è sempre un’opzione a disposizione del comandante in capo”, ha aggiunto. 

Gli impegni sull’Ucraina

Sullo sfondo resta anche la guerra in Ucraina. Ieri, durante il vertice dei volenterosi, gli Usa si sono impegnati per la prima volta a fornire garanzie di sicurezza a Kiev, tra le quali anche il sostegno degli Usa nel caso in cui il Paese venisse nuovamente attaccato dalla Russia. Al vertice, oltre ai leader dei principali Paesi europei, erano presenti anche gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Nella dichiarazione finale dell’incontro si parla anche dell’istituzione di “una forza multinazionale per l’Ucraina composta da contributi di Paesi disposti a partecipare nel quadro della coalizione, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza”. Regno Unito e Francia hanno inoltre firmato una dichiarazione d’intenti per l’invio di truppe in Ucraina se sarà raggiunto un accordo di pace con la Russia, mentre gli Usa si sono impegnati a monitorare il rispetto di un eventuale futuro cessate il fuoco. La premier Giorgia Meloni, da parte sua ha escluso l’invio di truppe italiane, ma ha definito “costruttivo e concreto” l’incontro che è stato dedicato “all’affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall’Italia”, ha detto.

Spread stabile

Stabile lo spread tra BTp e Bund. In avvio di seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si attesta a 69 punti base, pari al closing precedente. In calo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,51%, dal 3,54% della vigilia.

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