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Donne, il 50% non sa quanto costa un c/c: indagine Global Thinking Foundation

Il 50%delle donne non sa quantocosta un conto corrente bancario e il 4% non ne ha uno _ E’ il quadro desolante delle competenze economiche delle donne che esce da un’indagine condotta dalla Fondazione di Claudia Segre. Ma i dati confermano
anche che le azioni di alfabetizzazione finanziaria sul territorio funzionano.

Donne, il 50% non sa quanto costa un c/c: indagine Global Thinking Foundation

Quasi il 50% delle donne italiane non sa quanto costa un conto corrente e il 14% non ne ha uno, nemmeno cointestato. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono da un’indagine di Global Thinking Foundation che, con il contributo di Powderly, ha sottoposto un questionario per indagare le competenze economiche di un campione di 1.000 donne, da Nord a Sud. Ne emerge una fotografia che per certi versi ci si poteva aspettare: il 68% possiede dei risparmi, ma il 56% li lascia sul conto corrente perché non sa come investirli e il 19% li tiene addirittura in casa. Anche dal punto assicurativo e previdenziale la situazione non è migliore: il 21% del campione ignora cosa sia la previdenza complementare e quasi la metà (45%) non ha alcuna forma di tutela assicurativa contro gli imprevisti.

E l’indagine evidenzia anche come il 34% delle donne intervistate che hanno un partner, hanno un’idea solo approssimativa di quanto guadagni. (Per maggiori dettagli vedi infografica allegata) Questo quadro conferma ancora una volta quanto ci sia da fare nel nostro Paese in termini di alfabetizzazione finanziaria al femminile: Global Thinking Foundation da tre anni promuove l’uguaglianza di genere e l’empowerment di donne a ragazze attraverso il progetto D2 – Donne al Quadrato, un percorso didattico che si articola in lezioni frontali e online affiancate da azioni di mentorship e che vede coinvolte oltre 45 volontarie certificate AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari), una vera e propria Task Force presente in modo capillare. Si tratta di donne che aiutano altre donne: Donne x le Donne, ecco spiegato il nome.

Le docenti, forti della loro esperienza, offrono le loro conoscenze e competenze gratuitamente e in tutta Italia, a beneficio di altre donne che vivono un momento di difficoltà legato alla crisi economica, che affrontano situazioni familiari complesse, che vogliono assumere un ruolo da protagoniste consapevoli rispetto alle proprie scelte di vita, che desiderano rimettersi in gioco sul piano professionale. E l’impatto sociale determinato dal percorso Donne al Quadrato è stato misurato, in collaborazione con ALTIS, l’Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, attraverso un questionario somministrato alle partecipanti ai corsi nell’anno 2019/2020 in due momenti: all’inizio del corso e a pochi mesi dalla conclusione dello stesso.

La doppia somministrazione è stata prevista per catturare la dimensione
di cambiamento, relativamente a personalità, conoscenze, attitudini e comportamenti. Per mostrare gli impatti si è costruito un indice sintetico relativo al benessere finanziario che è descritto da diverse dimensioni, soggettive e oggettive, che compongono il comportamento finanziario. Il benessere finanziario delle partecipanti ai corsi è cresciuto del 5% e questo dato si riflette in un miglioramento del contesto macroeconomico (+6%), in un potenziamento degli aspetti individuali di benessere finanziario (+5%) e in un incremento di conoscenze (+10%) che ha poi comportato un miglioramento degli aspetti legati a personalità (+5%), attitudini (+5%) e comportamenti (+4%). In particolare, è migliorata la consapevolezza rispetto ai debiti (+21%), il controllo dell’impulsività (+10%) e la capacità di monitorare le proprie spese (12%).

L’unico aspetto che ha registrato un trend negativo è quello della paura e preoccupazione riguardo alla situazione finanziaria del futuro prossimo (-9%), forse causato dall’incremento di consapevolezza e conoscenze. “Siamo liete – ha commentato Claudia Segre, Presidente Global Thinking Foundation – di raccogliere dati più che confortanti rispetto all’impatto e all’utilità del nostro incessante lavoro sul territorio. Uno studio del World Economic Forum conferma che sono le donne a pagare il prezzo più salato per la pandemia che stiamo vivendo, e aggiunge però che la ripresa non potrà che puntare proprio su di loro, in termini sia occupazionali che di rilancio sociale. Ecco, noi siamo qui per supportare questo rilancio”.

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