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پارلیمنٹ سے منظور شدہ جوہری توانائی اٹلی میں واپس: قانون کیا فراہم کرتا ہے اور پہلے پلانٹ کب پہنچیں گے۔

Il Senato dà il via libera definitivo alla legge sul nucleare sostenibile. Ora tocca al Governo definire regole e tempi, con i primi impianti attesi intorno al 2033-2034

پارلیمنٹ سے منظور شدہ جوہری توانائی اٹلی میں واپس: قانون کیا فراہم کرتا ہے اور پہلے پلانٹ کب پہنچیں گے۔

Il nucleare torna in Italia dopo quasi 40 anni. Il سینیٹ ha منظورشدہ یقینی طور پر Ddl delega sull’energia nucleare sostenibile: 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. Dopo il via libera della Camera dello scorso giugno, il provvedimento completa così il suo iter parlamentare. Ora la palla passa al Governo, chiamato a scrivere le regole per trasformare la nuova cornice normativa in progetti concreti.

Il کیلنڈر, almeno nelle intenzioni, è già tracciato. Entro un anno dovranno arrivare i decreti legislativi attuativi e il programma nazionale destinato a disciplinare l’intero ciclo di vita dell’energia nucleare: dalla realizzazione e localizzazione degli impianti alla sicurezza, fino alla gestione dei rifiuti radioattivi.

Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica گلبرٹو پچیٹو فریٹن si tratta di una “giornata storica per l’Italia”. Il ministro ha indicato inoltre la fine dell’anno come obiettivo per la predisposizione dei primi decreti attuativi.

Nucleare in Italia, cosa prevede la nuova legge

La delega non riapre la strada alle grandi centrali nucleari tradizionali. Il perimetro individuato dal provvedimento riguarda soprattutto i reattori modulari di piccola e media taglia, gli چھوٹا ماڈیولر ری ایکٹر (Smr) e gli Advanced Modular Reactor (Amr), mentre guarda anche, in prospettiva, alla fusione nucleare.

Il Parlamento ha inoltre ampliato il possibile utilizzo dei mini-reattori, includendo anche il settore navale e marittimo. La delega comprende inoltre la possibilità di utilizzare l’energia nucleare per la produzione di idrogeno, allargando così il campo di applicazione oltre la sola generazione elettrica.

Il futuro programma nazionale dovrà definire le regole per la sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio dei nuovi impianti, ma anche per la produzione e la gestione del combustibile nucleare. Rientrano nel perimetro della delega anche la disattivazione اور ختم کرنا delle installazioni nucleari esistenti, oltre alla gestione dello اسٹوریج اور ڈیل رفع کرنے definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

La nuova disciplina dovrà quindi occuparsi non soltanto dei reattori che potrebbero essere costruiti in futuro, ma anche dell’eredità del vecchio nucleare italiano. In questo capitolo rientra il Deposito nazionale, destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi, il cui percorso di realizzazione è ancora da completare.

Ampio spazio è previsto anche per سیکورٹی, چوکیدار e کنٹرول, con un riordino delle competenze e della governance del settore. Il provvedimento punta inoltre sul potenziamento della ricerca scientifica e industriale, sulla formazione e sulla creazione di nuove competenze, elementi necessari per ricostruire una filiera nucleare dopo decenni di assenza.

Dove saranno costruiti gli impianti nucleari?

È una delle domande più delicate che i decreti attuativi dovranno affrontare. Il provvedimento prevede un meccanismo di candidatura volontaria dei territori: Comuni e consorzi locali potranno proporsi per ospitare gli impianti oppure le infrastrutture destinate allo stoccaggio temporaneo e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi.

Per le comunità interessate sono previste compensazioni economiche e ristori energetici. La legge punta inoltre a rafforzare il coinvolgimento dei territori e a garantire specifiche tutele alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome. Sul fronte industriale, la delega introduce garanzie per la manifattura e la componentistica di precisione italiana ed europea, con l’obiettivo di favorire le ricadute degli investimenti sulla filiera nazionale.

Un ruolo centrale sul piano autorizzativo sarà affidato all’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin). Tra gli aspetti che dovranno essere definiti c’è anche la possibilità di riconoscere, e in quali condizioni, certificazioni tecniche già rilasciate dalle autorità estere. Per gli Smr, la replicabilità dei progetti e la possibilità di evitare iter autorizzativi troppo lunghi saranno infatti elementi importanti per contenere tempi e costo del capitale.

Torna il nucleare in Italia: il nodo dei costi e dei finanziamenti

Una legge può creare le condizioni per costruire un reattore, ma non può certo finanziarlo da sola. Dopo il passaggio parlamentare si apre quindi un altro capitolo decisivo: quello economico.

Il Governo dovrà definire l’architettura finanziaria necessaria a rendere concretamente realizzabili i progetti, individuando strumenti capaci di ridurre i rischi per gli investitori e il costo del capitale. Per gli Smr questo aspetto sarà particolarmente rilevante: la loro اقتصادی استحکام dipenderà anche dalla possibilità di replicare i progetti e contenere tempi e costi di realizzazione.

La delega prevede garanzie finanziarie, misure per la ricerca e la formazione e risorse per accompagnare la fase di avvio della nuova governance. Sono previsti 20 milioni di euro all’anno per il 2027, 2028 e 2029, mentre per le disposizioni organizzative sono autorizzate risorse complessive pari a 7,5 milioni di euro tra 2025 e 2026.

Restano invece da definire, attraverso la fase attuativa, le modalità di finanziamento dei futuri impianti e gli strumenti necessari a rendere bancabili i singoli progetti.

E i rifiuti radioattivi?

La gestione dei rifiuti radioattivi resta uno dei capitoli centrali della nuova disciplina. La delega dovrà stabilire le regole per lo stoccaggio temporaneo e il deposito definitivo, distinguendo tra le diverse tipologie di materiali e affrontando anche il tema del combustibile esaurito.

Il quadro comprende sia i materiali legati alle attività delle vecchie installazioni nucleari sia i rifiuti radioattivi a bassa e media attività, prodotti anche da altri settori, compreso quello sanitario.

Il percorso dovrà quindi tenere insieme il futuro dei nuovi impianti con il decommissioning del vecchio nucleare italiano, affidato a Sogin, e con la realizzazione del Deposito nazionale. La gestione dei rifiuti non è dunque un capitolo separato dal ritorno dell’atomo: fa parte della disciplina dell’intero ciclo di vita dell’energia nucleare.

Nucleare, quando arriveranno le prime centrali?

Il Parlamento ha approvato la cornice normativa, ma per vedere i primi impianti servirà ancora tempo. Secondo la stima indicata da Pichetto Fratin, i primi impianti nucleari potrebbero arrivare intorno al 2033-2034, quindi tra circa sette-otto anni.

È una previsione e non una data fissata dalla legge: molto dipenderà dai decreti attuativi, dalle procedure autorizzative, dalla scelta delle tecnologie, dalla disponibilità dei siti e dalla capacità di rendere economicamente finanziabili i progetti.

Il primo passaggio sarà quindi la definizione delle regole. Nei prossimi mesi il Governo dovrà mettere a punto programma nazionale, localizzazione, autorizzazioni, sicurezza, gestione del combustibile e dei rifiuti, Deposito nazionale, strumenti finanziari, ricerca e formazione.Con il voto del Senato si chiude dunque la fase parlamentare e comincia quella più concreta. Il ritorno del nucleare in Italia è diventato legge, ma la parte più complessa della partita deve ancora essere giocata: trasformare la delega in un sistema di regole capace di accompagnare i progetti dalla carta ai cantieri. L’orizzonte indicato dal Governo è il 2033-2034; prima, però, ci sono ancora diversi passaggi tecnici, economici e autorizzativi da completare.

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