Inizio di settimana positivo per i mercati finanziari occidentali, persino per il Dax di Francoforte che non risente del crollo di consensi della Cdu, il partito del Cancelliere Friedrich Merz, e di una possibile crisi di governo che però è stata immediatamente sventata dallo stesso Merz, che nonostante la debacle elettorale ha garantito la continuità politica. La stabilità piace alla finanza e dunque Francoforte segna un +1%, grazie a Commerzbank +3% e soprattutto ai titoli tecnologici: Siemens +3,6%, Infineon +4,3%. Ko invece Volkswagen dopo il nuovo profit warning: -2%. Molto bene anche gli altri listini europei: Milano la migliore col +1,6%, Parigi +0,92%, Londra +0,75%.
In grande spolvero il Nasdaq con i titoli tech. Bitcoin a 85.000 dollari
Parte a tutto gas Wall Street: il Nasdaq Composite Index segna +1,6%, il Nasdaq-100 addirittura oltre il +2%, grazie alla ritrovata verve dei titoli tech: Amd +9% supera la soglia dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione, Meta +7%, Intel +13%, Micron +2,5%, Qualcomm +6,5%, Lumentum +4%. Un po’ meno spumeggianti le big tradizionali, la migliore delle quali è oggi Tesla +3%, seguita da Google +2%. Nella galassia Musk bene anche SpaceX +2%. Poche le azioni in territorio negativo, tra queste Starbucks -1,5% e, quasi unica nel settore dell’Intelligenza artificiale, Sandisk -1%. Il Bitcoin fa un balzo molto consisente, apprezzandosi di oltre il 5% a 85.000 dollari, il massimo da gennaio. Il dollaro Usa si rafforza sull’euro, portando il cambio sull’1,147.
Il traffico riprende ad Hormuz e fa calare il prezzo di petrolio e gas
A dare respiro alle Borse sono diversi fattori, ad incominciare dal calo del petrolio, dopo le parole dell’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, che ha riferito che i flussi di greggio e Gnl attraverso Hormuz hanno toccato in questi giorni i massimi degli ultimi sei mesi, con le principali rotte di transito libere da mine: i flussi petroliferi dal Medio Oriente hanno registrato una media di 17,1 milioni di barili al giorno negli ultimi dieci giorni, nonostante l’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita rimanga fuori servizio a seguito dei recenti attacchi. Il Brent oggi cede il 3,5% ma sembra difendere i 100 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil finisce decisamente sotto la soglia, svalutandosi del 4,6%.
Poco mossi oro e argento, il rendimento del T-Bond 10 anni sotto il 5%
Si deprezza dell’8% il gas naturale europeo, scendendo sui 73 euro per megawattora: un buon segnale in vista dell’inverno, la stagione della domanda più alta. Oro e argento poco mossi: il primo stazione sempre sui 4.350 dollari all’oncia, il secondo non si schioda dai 66 dollari. Il calo del petrolio ha ridotto temporaneamente i timori di ulteriori pressioni inflazionistiche, facendo scendere i rendimenti obbligazionari: il rendimento del Treasury Usa decennale rimane molto alto ma scende sotto la soglia del 5%, e anche lo spread Btp-Bund si sgonfia un poco, tornando sotto i 90 punti base, con il rendimento del nostro Btp decennale di riferimento in leggera diminuzione sul 4,3%.
Piazza Affari ritrova i 52.000 punti. Esordio super per Technoprobe
Altro driver incoraggiante di oggi, soprattutto per i titoli tech americani e non solo, sono i segnali di intesa tra Usa e Cina: i colloqui commerciali e sull’IA sono stati descritti come positivi, in vista dell’incontro Trump-Xi. Anche a Piazza Affari tra i titoli migliori c’è Stm +3%, ma ancora meglio fa la matricola Probe tekno, Itu al debutto sul Ftse Mib registra il +5,3%. La società è attiva sul mercato dell’IA ed è specializzata nella produzione kartu probe, fondamentali per testare i semiconduttori: Banca Akros ha evidenziato che il piano di investimenti da 350 milioni procede secondo programma, con il nuovo impianto che dovrebbe portare la capacità produttiva a circa 1,6 miliardi di euro.
A Milano, che ritrova i 52.000 punti, sono in evidenza oggi anche i titoli bancari, in pieno risiko: Banco Bpm +4,3%, Unicredit +3,2%, Finecobank +2,3%, Intesa Sanpaolo +1,7%, Mps +1,8%. In territorio negativo, sul Ftse Mib, soltanto quattro azioni: Eni (che però da inizio anno ha guadagnato quasi il 60%) -0,9%, Poste Italiane -0,8%, Tenaris -0,37%, Nexi -0,24%.
