Il caso dei “115 capi d’accusa” contro il Manchester City è arrivato a una svolta storica. Il 29 settembre la Premier League ha comunicato ufficialmente che una commissione indipendente ha riconosciuto il club colpevole delle violazioni più gravi contestate nell’inchiesta finanziaria relativa a un periodo di nove stagioni, dal 2009/10 al 2017/18. Restano invece da stabilire le sanzioni, che saranno oggetto di un procedimento separato.
Il caso era nato nel 2018, dopo la pubblicazione di documenti ottenuti da Der Spiegel, ed è sfociato nelle accuse formali della Premier League nel febbraio 2023. L’udienza davanti alla commissione indipendente è durata 42 giorni e si è conclusa nel dicembre 2024. La decisione è arrivata quasi due anni dopo.
Che cosa viene contestato al City
Le accuse riguardano principalmente la presunta falsificazione o incompletezza delle informazioni finanziarie fornite alla Premier League. Secondo la commissione, il City avrebbe utilizzato una serie di contratti commerciali definiti “sham”, cioè accordi che non rappresentavano correttamente i rapporti economici reali, contribuendo ad aumentare artificialmente i ricavi e ridurre i costi dichiarati.
La Premier League sostiene che, se gli accordi fossero stati contabilizzati correttamente, il Manchester City avrebbe superato in maniera molto significativa i limiti di spesa previsti sia dalle regole del campionato sia da quelle UEFA. La commissione ha inoltre stabilito che il club presentò bilanci non corretti e non collaborò pienamente con gli investigatori. Tre dei quattro capi relativi alla mancata collaborazione sono stati riconosciuti.
Tra le contestazioni originarie figuravano anche violazioni relative ai pagamenti di giocatori e allenatori, alle regole UEFA sul Financial Fair Play e alle Profitability and Sustainability Rules della Premier League.
Il nodo dei 115 capi d’accusa
Per anni si è parlato genericamente di “115 accuse”, ma la struttura del procedimento è più complessa. Le ricostruzioni della vigilia del verdetto parlavano di 115 capi, con le contestazioni suddivise in cinque grandi categorie: informazioni finanziarie, pagamenti a giocatori e allenatori, norme UEFA, sostenibilità economica e mancata collaborazione.
Le prime indiscrezioni sul verdetto avevano indicato che 114 accuse su 115 fossero state accolte. La comunicazione ufficiale della Premier League, però, è formulata in termini più generali: conferma la colpevolezza sulle violazioni finanziarie gravi e sulla maggior parte delle contestazioni relative alla collaborazione. Il quadro completo dovrebbe diventare più chiaro con la pubblicazione della documentazione integrale della commissione, che al momento è stata resa disponibile solo in forma redatta e parziale.
Il club di Manchester ha già detto che farà ricorso
Il Manchester City ha respinto le conclusioni della commissione e ha annunciato l’intenzione di ricorrere in appello, sostenendo che la decisione contenga errori di fatto, di diritto e di principio. Il termine attualmente previsto per presentare l’appello è il 2 ottobre 2026. L’appello sarà esaminato da un nuovo collegio di tre membri. La procedura potrebbe quindi prolungarsi ancora a lungo: il CEO Ferran Soriano ha fatto sapere internamente al mondo del calcio che la battaglia potrebbe durare anni.
Quali penalizzazioni rischia il Manchester City
La sanzione non è ancora stata decisa. La Premier League ha confermato che si terrà una nuova udienza, separata da quella sulla colpevolezza. Le regole prevedono un ampio ventaglio di possibili provvedimenti: multe, penalizzazioni di punti e, nei casi estremi, l’espulsione dalla competizione.
Una pesante penalizzazione di punti potrebbe quindi provocare la retrocessione in Championship. L’espulsione sarebbe uno scenario ancora più radicale: in quel caso il City dovrebbe chiedere alla Football Association di rientrare nella piramide calcistica inglese, con la possibilità che il nuovo ingresso debba partire dalla League Two e dipenda dal voto dei 72 club dell’EFL.
Esiste inoltre il tema dei titoli conquistati negli anni oggetto dell’indagine e quello delle eventuali richieste di risarcimento da parte dei club rivali. Alcune società hanno già chiesto consulenze legali per valutare la possibilità di avanzare richieste economiche nei confronti del City.
A game still to be played
Il verdetto sulla responsabilità rappresenta una svolta, ma non è ancora la fine della vicenda. Mancano la determinazione della pena, l’eventuale appello e la relativa decisione. La stessa Premier League ha sottolineato che il procedimento complessivo è ancora aperto.
Per il Manchester City si apre dunque una fase potenzialmente decisiva per il futuro del club. Il punto centrale non è più soltanto stabilire se le regole siano state violate: ora bisognerà capire quale conseguenza sportiva ed economica verrà ritenuta proporzionata a violazioni che la commissione indipendente ha definito estremamente rilevanti. E, soprattutto, quanto durerà ancora la battaglia legale tra il club e la Premier League.
