Borse europee negativa nonostante il rally registrato giovedì da Wall Street, con il Nasdaq che ha chiuso in progresso dell’1,9%. Sale invece Milano su nuovi record, sfiorando quota 53mila punti, mentre scendono Parigi e Francoforte. Debole Amsterdam, stabile Madrid. Gli investitori mantengono un atteggiamento prudente, soprattutto alla luce dei pesanti attacchi che nella notte si sono verificati in Libano tra Israele e Hezbollah e che gettano ombre e dubbi sull’accordo siglato nei giorni scorsi tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente.
Cancellata, inoltre, la cerimonia ufficiale prevista oggi in Svizzera per la firma dell’intesa, che in realtà è solamente un memorandum of understanding propedeutico ai negoziati veri e propri. Le trattative, che si svolgeranno nei prossimi 60 giorni, dovranno sciogliere nodi cruciali per il raggiungimento della pace, a partire dalla gestione dell’uranio arricchito iraniano. Intanto, la posizione di Israele, che ha duramente criticato l’intesa, alimenta l’incertezza sulla tenuta dell’accordo di massima e sui colloqui nelle prossime settimane. Oggi restano chiuse sia le Borse cinesi sia Wall Street per festività e, di conseguenza, i mercati europei saranno privi di importanti punti di riferimento. In più gli indici e titoli potrebbero registrare una maggiore volatilità in concomitanza con le scadenze tecniche.
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A Piazza Affari le banche restano al centro dell’attenzione: Mps è poco mossa, mentre il mercato continua a interrogarsi sul futuro dell’istituto. Ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato che il governo mantiene una posizione neutrale nelle operazioni di aggregazione bancaria, ma al tempo stesso non ha escluso la possibilità di imporre prescrizioni sull’operazione proposta di recente da Intesa Sanpaolo su Mps, banca della quale il Tesoro detiene ancora una partecipazione di poco superiore al 4%, destinata a essere dismessa alle migliori condizioni di mercato, forse attraverso un collocamento accelerato.
Gli operatori guardano anche alle prossime mosse di Unicredit e, in particolare, a eventuali trattative della banca con Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, per rilevare la quota detenuta in Generali. In tutto ciò, Leonardo e Avio sono in testa al Ftse Mib, spinte rispettivamente dal tema difesa e spazio.
Sul mercato valutario, il biglietto verde continua a rafforzarsi nei confronti dell’euro. Sul fronte energetico, il petrolio è contrastato con il Wti giù e il Brent fermo. Balza, infine, il gas naturale ad Amsterdam.